giovedì, Giugno 17

Disastro petrolifero nel Golfo del Messico field_506ffbaa4a8d4

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Una consistente fuga di petrolio si è verificata nel Golfo del Messico lungo un oleodotto sottomarino, a 2900 piedi dalla superficie, della compagnia Shell, la multinazionale operante nel settore petrolifero, nell’energia e nella petrolchimica. La perdita, secondo la guardia costiera, è di circa 88.200 galloni (334.000 litri), si è estesa per oltre 13 miglia ed è avvenuta a circa 140 km dalla costa della Louisiana. Secondo il portavoce Bobby Nash, la falla è stata riparata e due società si stanno occupando dell’assorbimento della macchia di petrolio. In ogni caso, la macchia è stata contenuta e, dunque, i danni ambientali sono stati limitati.

La compagnia Shell ha riportato che, intanto, la produzione di tutti i pozzi della piattaforma è stata bloccata e la piattaforma è stata isolata accuratamente. L’ufficio di sicurezza ha detto che non sono stati segnalati feriti o evacuazioni. La buona notizia è che il rilascio di petrolio non è dovuto ad una perforazione ma ad una falla della piattaforma, in funzione dal 2001 e produttrice di 100 mila barili di petrolio al giorno. In ogni caso, le ispezioni continuano per accertare le cause dell’incidente.

Già nell’aprile del 2010, quest’area era stata devastata dalla marea nera: il disastro ambientale più grave della storia americana, riguardante la piattaforma petrolifera Deepwater Horizon e uno sversamento massiccio di petrolio, durato 106 giorni, in seguito a un incidente riguardante il Pozzo Macondo, che si trova a oltre 1.500 m di profondità.

(Video tratto dal canale Youtube: wochit news)

 

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