sabato, Ottobre 16

Disabili, troppi ostacoli per arrivare al mare field_506ffb1d3dbe2

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I limiti esistono soltanto nella nostra testa, si dice, ma per chi guarda il mondo dall’altezza di una sedia a rotelle non è proprio così. Specialmente quando arriva il momento di decidere dove andare in vacanza. Un borgo medievale? Troppi scalini per poter girare la città in carrozzina. Una bella casa al mare? Dipende. La porta d’ingresso dovrebbe essere al piano terra, la spiaggia dovrebbe avere una passerella che permetta di raggiungere qualsiasi ombrellone o il bagnasciuga, le sdraio dovrebbero essere più alte per facilitare il passaggio dalla sedia al lettino e, infine, per fare il bagno in mare dovrebbero esserci le apposite attrezzature. Insomma le difficoltà che si presentano a chi si trova in questa situazione disagiata sono ancora numerose, nonostante esistano tante leggi. Un problema non da poco se pensiamo che nel nostro Paese le persone con disabilità sono, secondo l’Istat, circa 13 milioni (più o meno il 25% della popolazione italiana). Una manciata di milioni di cittadini che, praticamente, il più delle volte sceglie non una vacanza da sogno ma una meta turistica accessibile.Io adorerei andare a vedere determinati posti ma spesso e volentieri non posso”, ha raccontato Rosanna Rizzo, affetta da spina bifida sin da piccola, “per il carattere che ho, quando decido di partire, non penso a tutti gli ostacoli che potrebbero esserci sul posto, però, nel dubbio, non vado mai da sola. Cerco sempre di viaggiare in compagnia, così se ho qualche problema mi faccio aiutare. Questo mi fa sentire sicura”.
Rosanna è la protagonista di una foto scattata su una spiaggia in Sardegna, precisamente a Porto Giunco, che nelle settimane scorse ha riscosso un grande successo sui social network. Un’immagine spontanea, sincera, che la ritraeva di spalle e su una sedia a rotelle, sul bordo di una passerella interrotta a metà spiaggia e che ricominciava poco dopo.
La fotografia è stata pubblicata su facebook per spiegare (e denunciare) la situazione: «Mi chiamo Pizzo Rosanna e abito in provincia di Milano, ai primi di luglio sono giunta in Sardegna per qualche giorno di vacanza. Il 10 luglio mi trovavo a Villasimius (Ca), presso la spiaggia di Porto Giunco e mi sono trovata davanti, o meglio di fianco, alla “simpatica” situazione illustrata dalla foto e cioè l’impossibilità di raggiungere i bagni/spogliatoi dello stabilimento balneare attraverso la passerella, che ad un certo punto, come si può notare, si interrompe per ricominciare più avanti (cosa a mio parere totalmente priva di senso e per nulla funzionale, oltreché frustrante per chi come me, fatica a conquistarsi una certa autonomia anche negli spostamenti). Solitamente mi riprometto di reagire sempre con una certa ironia a situazioni di questo genere che creano a chi come me vive da seduta un disagio, ma quando ci si ritrova ad affrontare circostanze simili quotidianamente, sorridere è un costante e non sempre facile esercizio. Certo, grazie all’amica che era con me e alla disponibilità del bagnino che ci ha dato una mano, ho potuto raggiungere il bagno, ma mi chiedo veramente il senso di una passerella costruita in questo modo “alternativo”. Il posto è splendido, la gente anche di più…perciò chiedo a chi di dovere, a nome di tutti coloro che potrebbero usufruirne in futuro, se non fosse possibile rimediare e abbattere quella che di fatto è una barriera architettonica».
Con quest’immagine, questa giovane turista, ha anche lanciato l’hashtag #vorreiandarealmare, espressione del disagio che potrebbero vivere molte persone costrette su una sedia a rotelle proprio nel periodo estivo. Trovare una spiaggia accessibile per chi ha problemi motori o percettivi non è comunque impossibile, anche se stando alla Guida Blu Legambiente  gli stabilimenti e le spiagge di questo tipo non superano la ventina in ogni regione.

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