venerdì, ottobre 19

Diritti dei passeggeri aerei: Europa la più virtuosa, negli USA meno garanzie Tutti coloro che viaggiano in aereo sono titolari di 4 principali diritti, ma questi non sono gli stessi in tutti i Paesi. Tramite un' App è possibile conoscerli

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Ritardi prolungati, bagagli smarriti, negato imbarco a causa di overbooking, voli cancellati: i problemi in cui possono imbattersi ogni anno i milioni di viaggiatori che attraversano gli scali aeroportuali di tutto il mondo sono molti e complessi; tuttavia, secondo i dati di AirHelp, leader mondiale nel campo dell’assistenza ai passeggeri aerei, solo un risicato il 13% dei passeggeri aerei di tutto il mondo sa di avere il diritto ad un risarcimento nei casi in cui un inconveniente sia causato dalle compagnia aeree.

Questo è dovuto a vari fattori, fra cui in primis l’assoluta inconsapevolezza dei viaggiatori di essere titolari di diritti, il non saper distinguere tra cause circostanziali straordinarie e situazioni in cui la compagnia è responsabile e, ovviamente, scarse informazioni da parte delle compagnie stesse. Infatti sempre secondo gli studi di AirHelp, solo il 34% dei viaggiatori che hanno avuto problemi in aeroporto nell’ultimo anno si ritengono soddisfatti delle informazioni date dalla compagnia.

Se la buona notizia è che tutti i passeggeri aerei sono titolari di 4 principali diritti, va detto che questi non sono gli stessi in tutti i paesi e in tutti gli scali, e questa incoerenza è ulteriore causa di spaesamento.
Proprio per questo AirHelp ha creato un sistema intuitivo che, tramite una App e l’inserimento dei dati del volo, ti permette di conoscere all’istante i tuoi diritti e ti assiste nel rivendicarli.

I diritti dei passeggeri aerei: Europa un passo avanti rispetto agli altri paesi

A livello internazionale i diritti del passeggeri aerei sono tutelati dalla Convenzione di Montreal, firmata da più di 120 paesi nel 2003.

Secondo questa convenzione, ad esempio, nel caso di volo in ritardo superiore alle tre ore o di volo cancellato i passeggeri possono chiedere il risarcimento dei danni direttamente derivanti dal disservizio, come una prenotazione in hotel, a patto che la richiesta venga fatta entro i due anni.

Per quanto rientrino sotto gli accordi della Convenzione di Montreal anche Europa e Stati Uniti, queste due confederazioni agiscono anche con regole proprie che, se nel caso dell’Europa sono più garantiste, nel caso degli USA lasciano i passeggeri più soli.

Infatti in Europa, oltre alla convenzione di Montreal, quando si parla di diritti del passeggeri aerei si fa riferimento anche al Regolamento (CE) Nº 261/2004 del Parlamento Europeo e del Consiglio (CE 261).
Il regolamento non copre solo lo spazio geopolitico dell’UE ma anche Islanda, Norvegia, Svizzera e la regione ultra-periferica di Guadalupa, Guyana francese, Riunione, Martinica, Mayotte e Saint-Martin, Azzorre e Madera, e isole Canarie.

Il CE 261 prevede, tra i vari diritti dei passeggeri aerei:

  • Tempestiva informazione in merito al in corso e dei diritti di cui i passeggeri sono titolari;
  • In caso di ritardo superiore alle 3 ore o di volo cancellato, un risarcimento che va dalle 250 alle 600 euro a seconda della tratta e del ritardo accumulato;
  • Rimborso del biglietto, un volo alternativo per volo cancellato o ritardi superiori alle 5 ore;
  • Assistenza gratuita (con tanto di bibite e pasti) in aeroporto per ritardi prolungati;
  • Trasporto gratuito verso hotel/punto di partenza in caso di assegnazione di un nuovo volo;
  • Hotel gratuito in caso di necessità di pernottamento a causa del ritardo o del volo cancellato;
  • In caso di volo cancellato, il regolamento impone alle compagnie un preavviso tra 7 e 13 giorni per l’assegnazione di un volo alternativo che parta massimo 2 ore prima del volo originale e arrivi un massimo di 4 ore dopo.

Tutto questo in Europa. E negli USA?

Negli Stati Uniti i diritti dei passeggeri sono minori e il più delle volte sono le compagnie a sancire se un passeggero va risarcito o meno.

In caso di ritardo del volo, ad esempio, le compagnie hanno obblighi tassativi solo nel caso di ritardi in pista, cioè quando i passeggeri sono già sull’aereo, che però non decolla.
In tal caso chi è a bordo ha diritto a bibite e pasti gratis, assistenza medica (che negli USA non è un diritto scontato) e aggiornamenti circostanziati ogni 30 minuti.

Dopo le 3 ore (4 per i voli internazionali) l’aereo deve tornare alla porta di imbarco e fare uscire i passeggeri.

Per gli imbarchi negati in caso di overbooking nonché in caso di bagaglio smarrito, la normativa americana tutela solo i passeggeri dei voli interni effettuati con compagnie statunitensi e dei voli internazionali con partenza negli USA (coperti dalla su citata Convenzione di Montreal).

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