giovedì, Settembre 23

Direzione del Pd al ‘sapor’ di Referendum

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Una direzione di fuoco per il Premier Matteo Renzi, quella del Partito Democratico (Pd), dove la minoranza non ha usato i guanti di velluto. Ad attaccare Renzi, ancor prima della seduta, ci pensa Pier Luigi Bersani che alla presentazione del libro di Federico Fornaro, dal titolo ‘Fuga dalle urne’, ha commentato «La separazione fra gli incarichi di segretario e premier non è un dibattito lunare. Non è la soluzione a tutti i problemi, è la premessa. E lui era anche d’accordo quando si candidò contro di me. Gli si può quindi far notare che non è così lunare?». Non si risparmia neppure Gianni Cuperlo che in sede di direzione si ricollega alla situazione post elettorale per togliersi qualche sassolino dalla scarpa «E’ suonato l’allarme, l’ultimo. Oggi tu sei visto come un avversario da una parte della destra, ed è bene così, ma anche da una parte della sinistra e questo è un dramma. Per chi è sotto il simbolo del Pd. Senza una svolta, tu condurrai la sinistra italiana ad una sconfitta storica» Attacca e prosegue «esci dal talent di un’ Italia patinata e fatta di opportunità e scopri la modestia» annunciando che «Al prossimo congresso io non sosterrò un capo ma un ticket composto da una candidatura solida per la guida del governo e una personalità diversa per la guida del partito. La teoria del doppio incarico ha vissuto finalmente una sperimentazione e l’esperimento è fallito perché è sbagliato costringere un partito solo nella dimensione del governo. La politica è costruzione di senso e non solo di consenso». Ma la concentrazione di Renzi, che ha aperto il dibattito, non sembra essere concorde a quelle che sono state le rimostranze di Cuperlo, dato che il tema centrale con cui il premier vuole riunire il partito è il Referendum costituzionale: «Il referendum è cruciale non per i destini di qualcuno ma per il futuro della credibilità della classe politica italiana» ha dichiarato continuando «C’è qualcuno tra voi che pensa sinceramente che, dopo che la legislatura è nata e ha fatto ciò che ha fatto, in caso di ‘no’ al referendum, il presidente del Consiglio, e io penso anche il Parlamento, non ne possa prendere atto?». Riferendosi alle molteplici correnti interne al partito ha successivamente assicurato: «Si pone un tema di organizzazione del partito. Alla nostra straordinaria militanza dobbiamo un modello organizzativo che non ricalchi gli errori del passato. Finché lo guido io, le correnti non torneranno a guidare il partito, lo dico innanzitutto ai renziani di stretta osservanza, della prima o seconda ora o a quelli last minute. Non c’è garanzia per nessuno in questo partito, a iniziare da me. Girate, ascoltate, fate i tavolini. O state in mezzo alla gente o voi e noi non abbiamo futuro». Non è mancata una riflessione sulla situazione europea e sull’uscita della Gran Bretagna «Avverto la responsabilità di questo passaggio molto importante per il nostro partito e per la nostra comunità» ha affermato e aggiunto «Vorrei offrire un’occasione di dialogo molto sincera, profonda e franca. La direzione si svolge dopo le amministrative che non sono andate bene, ma anche dopo Brexit, dopo la più grande strage di civili italiani all’estero, dopo un G7 chiave per la comunità internazionale e dopo la mobilitazione, ognuno avrà le sue opinioni, sulle tasse, tutto mentre si raccolgono le firme sul referendum costituzionale». Infine tornando nuovamente a parlare del Pd ha ribadito «Sono pronto ad ascoltare, ma anche a difendere la dignità di questa comunità, l’unica in cui si discute in modo franco e per questo viene rappresentata in modo macchiettistico. Litigano tutti i partiti e quelli che lo sono in modo meno tradizionale lo fanno ancora di più, ma al chiuso delle stanze. Il punto è che loro fingono di essere una falange e appaiono come tali, mentre noi valorizziamo troppo spesso ciò che ci divide». Concludendo «C’è fuori un mondo che chiede al Pd se ha le idee chiare, quella che si apre è una stagione difficile e affascinante nella quale scommetto sul fatto che il Pd possa essere protagonista e non comparsa».

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