sabato, Maggio 15

Diplomazia Culturale e ‘Soft-Power’: il modello francese Mark Donfried (ICD) spiega la Diplomazia Culturale e la 'politica dei musei' adottata dalla Francia

0

Durante la sua visita ufficiale in Cina del 9 gennaio scorso, il Presidente della Repubblica Francese, Emmanuel Macron, ha annunciato l’apertura nel 2019 di una nuova sede del Centre Pompidou a Shangai. Non si tratta del primo famoso museo francese ad aprire all’estero: nel 2017 è stata inaugurata una nuova sede del Museo del Louvre ad Abu Dhabi; infine, dopo aver aperto una succursale a Malaga, il Pompidou aprirà anche una nuova sede in Europa, a Bruxelles.

A cosa si deve questo proliferare di sedi estere dei musei francesi? Per comprenderlo bisogna rifarsi al concetto di Diplomazia Culturale e al cosiddetto Soft-Power: si tratta dell’insieme di attività culturali attraverso cui uno Stato punta ad espandere la propria fama nel Mondo e, di conseguenza, ad accrescere la propria influenza. Per darci un’idea dell’importanza della Diplomazia Culturale, basti pensare a questo fatto: secondo alcuni analisti, il fatto che gli Stati Uniti abbiano prevalso sull’Unione Sovietica nell’ambito della Guerra Fredda non è da ascriversi tanto a ragioni economiche, politiche o militari, quanto all’immagine vincente esportato attraverso il cinema hollywoodiano e la ma musica pop che hanno reso desiderabile quel modello agli occhi degli abitanti dei Paesi del blocco sovietico (e anche a quelli dei Paesi alleati).

Che la ‘politica dei musei’ messa in atto dalla Francia rientri in una strategia di Diplomazia Culturale appare evidente se si ragiona sulla natura dei Paesi in cui vengo aperte le succursali: abbiamo gli Emirati Arabi Uniti, Paese fondamentale nello scacchiere mediorientale e grande produttore di petrolio; abbiamo la Cina, la principale candidata ad essere la potenza globale del futuro; infine abbiamo Bruxelles, una delle due sedi centrali delle Istituzioni dell’Unione Europea (l’altra, Strasburgo, si trova in Francia). In sostanza, aprendo succursali dei propri celebri musei in Paesi chiave, la Francia punterebbe a proporre l’immagine un faro di cultura, uno Stato depositario di una grande tradizione che possa essere visto come un riferimento dagli altri Paesi della UE e, in qualche modo, come uno dei principali rappresentanti dell’Europa nel Mondo.

Per il momento, sembra che la strategia stia funzionando: secondo recenti sondaggi, nel 2017 il turismo in Francia è cresciuto di circa il 10%; inoltre, l’abbondante attività diplomatica del nuovo Presidente, unita al possente lavoro di immagine da lui messo in atto, ha favorito la credibilità del Paese in ambito internazionale. Secondo una stima del Forum Economico Internazionale, infine, la Francia sarebbe divenuto il Paese più importante al Mondo dal punto di vista del Soft-Power.

Per approfondire i concetti di Diplomazia Culturale e Soft-Power, abbiamo parlato con Mark Donfried, Direttore Generale dello Institute for Cultural Diplomacy (ICD: Istituto per la Diplomazia Culturale).

Che cos’è la Diplomazia Culturale? In che modo la cultura collabora ad accrescere il potere di un Paese nel Mondo?

La definizione di Diplomazia Culturale, creata e pubblicata dall’Accademia per la Diplomazia Culturale, descrive il fenomeno come un flusso di azioni che utilizzano e che si basano sullo scambio di idee, valori, tradizioni ed altri aspetti della cultura e dell’identità, al fine di rinforzare le relazioni, migliorare la cooperazione socio-culturale, promuovere l’interesse nazionale ed altro; la Diplomazia Culturale può essere praticata sia dal settore pubblico, sia da quello privato, sia dalla società civile.

La pratica della Diplomazia Culturale (o Diplomazia tra Culture) esiste da secoli. Mentre l’espressione ‘Diplomazia Culturale’ è stata coniata solo recentemente, prove di questa pratica possono facilmente essere rintracciate nel corso della Storia. Esploratori, viaggiatori, commercianti, insegnanti ed artisti possono essere considerati esempi viventi di ‘ambasciatori informali’ o antesignani dei ‘diplomatici culturali’. In effetti, ogni persona che interagisce con differenti culture (oggi come nel passato), facilita una qualche forma di scambio culturale, che può avvenire in campi come l’arte, lo sport, la letteratura, la musica, le scienze, gli affari, l’economia ed altri ancora.

Per fare un esempio, lo stabilirsi di vie commerciali stabili mette in atto un frequente scambio di informazioni, scambi ed espressioni culturali tra i mercanti ed i rispettivi Governi. Tali liberi sforzi negli scambi culturali e nella comunicazione possono essere considerati esempi antichi di Diplomazia Culturale. Nel corso della Storia, l’interazione tra persone, gli scambi tra lingue, religioni, idee, arti e strutture sociali hanno incrementato considerevolmente le relazioni tra gruppi tra loro in contrasto. Oggi, non più relegata alla periferia delle discipline che si occupano di relazioni internazionali, la Diplomazia Culturale rappresenta un campo di ricerca accademica innovativo e vibrante e si è affermata come teoria e pratica autonoma.

La strategia della Francia, volta ad aprire succursali di suoi famosi musei nel mondo (soprattutto in Paesi economicamente strategici) rientra in una politica di Diplomazia Culturale?

Assolutamente sì. Questa è una chiara forma di Diplomazia Culturale e può aiutare ad aumentare la conoscenza della cultura e dell’identità della Francia all’estero; in altre parole, può contribuire nel rafforzamento della comprensione e della stima che i visitatori dei musei avranno della Francia. Maggiore è il numero di rappresentazioni della Francia e della cultura francese all’estero, più facile sarà, per gli stranieri, conoscere la Francia e, quindi, comprenderla e fidarsi in altri contesti.

Quale è la politica di Diplomazia Culturale portata a vanti, in particolare, da Emmanuel Macron? Quale è l’immagine che il Presidente francese vuol dare del proprio Paese?

In termini di politica estera, le priorità di Emmanuel Macron sono la sicurezza, l’indipendenza, la solidarietà e l’influenza (come ha ribadito nel suo discorso del 4 gennaio 2018 al Corpo Diplomatico di Parigi). Per raggiungere questi obbiettivi, la strategia di Diplomazia Culturale di Macron punta a presentare un’immagine tutto sommato positiva della Francia, in modo che questa risulti attraente per le persone nel Mondo.

Un esempio: l’Educazione è di vitale importanza per il Presidente francese, in particolar modo come parte delle strategie di sviluppo ed aiuto che la Francia sta mettendo in atto al fine di contenere e prevenire il terrorismo. Lo sviluppo di programmi di educazione che utilizzino la Diplomazia Culturale possono essere molto utili nel rendere più difficile l’affermarsi dell’estremismo e della disinformazione.

Visualizzando 1 di 3
Visualizzando 1 di 3
Condividi.

Sull'autore

End Comment -->