lunedì, Settembre 27

Diplomatici russi: Ue e Usa sfidano Mosca Francia: anche la compagna di Lakdim era a rischio di radicalizzazione. Al via questa sera in Uzbekistan la conferenza internazionale sull'Afghanistan

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«Come seguito di quanto deciso al vertice Ue della settimana scorsa, in risposta all’attacco di Salisbury, oggi già 14 Stati membri hanno deciso di espellere diplomatici russi». Così il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, ha confermato le nuove misure contro Mosca, spiegando che «altre espulsioni non sono da escludere nei prossimi giorni e settimane».

Il caso Skripal sta dunque degenerando in una lotta tra Occidente e Russia a colpi di ‘cacciate’. Secondo la stampa tedesca, anche Berlino è pronta a cacciare diversi diplomatici russi, mentre Polonia, Estonia, Lettonia e Lituania hanno convocato gli ambasciatori russi presso i propri ministeri degli Esteri. DUe i diplomatici espulsi dall’Italia.

Anche Donald Trump ha ordinato l’espulsione di 60 diplomatici russi e la chiusura del consolato russo di Seattle per la vicenda della spia russa e rappresenta la misura più dura presa finora dal presidente americano nei confronti del Cremlino. Tra i 60 funzionari russi espulsi anche 12 che sono state identificate come funzionari dell’intelligence che hanno prestato servizio presso le Nazioni Unite a New York.

E Mosca, tramite il ministero degli Esteri, avvisa che risponderà a queste espulsioni. Londra sul caso Skripal ha assunto una posizione «ipocrita e zeppa di pregiudizi»: «Gli alleati di Londra non hanno a disposizione informazioni complete sul caso Skripal e seguono ciecamente il principio dell’unità euro-atlantica a spese del buon senso, delle buone norme di dialogo interstatale e del diritto internazionale».

In Francia, minuto di silenzio nei supermercati in omaggio alle vittime dell’attentato di venerdì scorso al Super U di Trèbes. Intanto non soltanto Radouane Lakdim, ma anche la sua compagna, in stato di fermo da venerdì, era schedata come a rischio radicalizzazione.

Al via questa sera a Tashkent, in Uzbekistan, la conferenza internazionale sull’Afghanistan, co-presieduta dal presidente afghano Ashraf Ghani e dal collega uzbeko Shavkat Mirziyoyev, a cui intervengono ministri, vice-ministri e responsabili di alto livello di 23 fra Nazioni ed organizzazioni internazionali. Ghani ha reso noto che a margine dell’incontro avrà riunioni con il presidente Mirziyoyev, con la massima rappresentante della politica estera comunitaria, Federica Mogherini, e con altri capi delegazione. A quanto risulta i talebani sono stati invitati a partecipare alla conferenza, ma non saranno presenti.

Negli Usa, nuovi guai per il presidente Donald Trump. In tv, la pornostar Stormy Daniels ha confermato di aver avuto una relazione sessuale consensuale con il presidente nel 2006 e di avere firmato nel 2016 un accordo di riservatezza in cambio di 130 mila dollari. La Daniels poi ha anche affermato di aver subìto minacce nel 2011.

Iniziate in Egitto le operazioni di voto per le presidenziali. Proprio all’apertura delle urne, il presidente Abdel Fattah Al Sisi ha votato in un seggio del Cairo. I seggi chiuderanno alle 21 in tutti i tre giorni del voto.

Una persona è morta e altre due sono rimaste ferite a Riad la notte scorsa in seguito a un attacco con un missile balistico lanciato da ribelli sciiti nello Yemen. In precedenza, l’esercito dell’Arabia saudita aveva annunciato di avere intercettato sette missili balistici lanciati dai ‘vicini’. La vittima ed i feriti dell’attacco sarebbero stati colpiti dai frammenti di uno dei missili intercettati.

In Catalogna fa discutere ancora l’arresto in Germania del presidente Carles Puigdemont. Secondo la vicepremier spagnola Soraya Saenz de Santamaria si tratta di una ‘buona notizia’. Secondo la ‘numero due’ del governo del premier Mariano Rajoy il fermo del leader catalano dimostra che «nessuno può prendersi gioco indefinitamente della giustizia spagnola».

Chiudiamo andando in Israele, perché è durato quattro ore l’interrogatorio, l’ennesimo, del premier Benyamin Netanyahu da parte della polizia nell’ambito dell’indagine per sospetta corruzione nulla vicenda della azienda di telecomunicazioni Bezeq e il sito di informazioni (di proprietà della compagnia) Walla. I media riferiscono che per la prima volta è stato sentito anche il figlio Yair.

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