domenica, Settembre 26

Dimenticare Cristoforo Colombo, sbarazzarsi del Columbus Day La guerra delle statue si allarga, va ben oltre alla guerra guerra di secessione

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Da New York a Los Angeles (città simbolo degli States e dove gli italiani e italo-americani sono una comunità storica) l’obiettivo è: dimenticare Cristoforo Colombo, sbarazzarsi del Columbus Day.

La guerra delle statue si allarga, va ben oltre alla guerra guerra di secessione, si spinge fino alle origini di quelli che oggi il mondo conosce come gli Stati Uniti d’America, arriva, appunto, al suo ‘scopritore’, Cristoforo Colombo.

Se per anni su Colombo si era consumata la saga-polemica sulle origini (genovese? ligure ma non genovese? spagnolo? portoghese? altro?) e su come possa essere considerato (un esploratore eroe? O un esploratore assassino? magari genocidario dell’identità indiana) ora – da alcuni anni per la verità ma in questo 2017 si sta raggiungendo l’apice – il tormentone è, o pare, ‘cancellare Colombodalla memoria collettiva americana, con annessa ‘rivoltadella comunità italo-americana, che è riuscita addirittura a coinvolgere la Farnesina sulla vicenda.

Manca quasi un mese e mezzo al Columbus Day  e Colombo sta diventando un caso diplomatico e sicuramente una polemica per la politica locale americana e per la politica nazionale italiana.

Il centro del vortice delle polemiche fatte esplodere dalla comunità italo-americana Los Angeles e New York, determinate nel volere abbattere il mito di Cristoforo Colombo.

Il Consiglio comunale della città californiana ha deciso, con quattordici voti a favore e appena uno contrario, l’abolizione del Columbus Day, la celebrazione che lo  rimpiazzerà sarà una giornata per commemorare le popolazioni indigene, vittime del genocidio, l’‘Indigenous and Native People Day’, una festa che celebra i nativi dell’America del Nord.

La celebrazione è iniziata a Berkeley, in California, e poi si è diffusa a Denver, in Colorado e in Vermont, e sta sempre più prendendo piedi. La Giornata dei Popoli Indigeni si festeggia il secondo lunedì di ottobre ed è sinonimo di riscatto per tutti quegli indigeni che hanno subito ingiustizie causa Cristoforo Colombo.

Gli attivisti che hanno sostenuto l’iniziativa nella città degli angeli, fra i quali vi è Chrissie Castro, vice Presidente della Commissione dei Nativi americani di Los Angeles, sostengono che hanno seguito l’esempio venuto da numerose città americane, fra cui Seattle, Albuquerque e Denver, e si dicono fieri di aver ristabilito il senso di giustizia e di aver smantellato una festa che celebrava un genocidio sponsorizzato dallo Stato.

L’unico consigliere comunale che si è opposto all’iniziativa è stato l’italico Joe Buscaino,  il quale ha proposto di celebrare tutte le culture in quella memorabile giornata.

Altra città, altro guaio per il navigatore. A New York, il Sindaco Bill De Blasio (notoriamente di origini italiane), ha inserito il monumento in onore di Colombo, uno dei simboli della città, posizionato nella piazza Columbus Circle, nell’elenco dei monumenti da abbattere.

«E’ discriminatorio», sostiene. Per questo motivo, ha nominato una commissione alla quale ha dato 90 giorni di tempo per esaminare i monumenti della città che potrebbero istigare all’odio, al razzismo e all’antisemitismo.

La statua in questione si trova davanti all’ingresso principale di Central Park, sulla 59esima strada, e fu eretta in occasione del 400esimo anniversario della scoperta dell’America.

Nel frattempo, un busto in gesso che vegliava sul Columbus Memorial Park, è stato decapitato in un parco a Yonkers, comune di New York, al confine con il Bronx.

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