sabato, Aprile 17

Dilma Rousseff sa come uscire dalla crisi, ma non ci riesce field_506ffbaa4a8d4

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Rio de Janeiro – “Un anno fa, all’inizio del suo secondo mandato, il Presidente Dilma Rousseff aveva due problemi da affrontare: prima di tutto la credibilità, indebolita dalle bugie distribuite generosamente durante la campagna elettorale; e poi la situazione economica in declino, risultato dell’incompetenza dimostrata nella gestione economica del primo mandato”. Così la pensa Helio Gurovitz, giornalista e politologo brasiliano di fama riconosciuta, editorialista della rivista Epoca e della testata G1. “È stata proprio la combinazione di questi due elementi a sgretolare la popolarità del Presidente e a generare una crisi politica senza precedenti. Una crisi di proporzioni tali da trasformare la stessa Dilma oggetto di un processo di impeachment. Che cosa ci resta oggi in Brasile? Ci resta un Paese dove la disoccupazione avanza a ritmo accelerato e si dirige verso i 10 milioni in meno di posti di lavoro; ci resta un Paese dove l’inflazione sfugge al controllo di una Banca Centrale, dove si moltiplicano le proteste del popolo gli atti vandalici, dove la violenza spaventa le città”.

Il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto ancora una volta le previsioni di crescita dell’economia brasiliana: “L’ FMI non ha fatto altro che fotografare la situazione attuale. Ha evidenziato un calo del 3,5% del Prodotto Interno lordo nel 2016. La nostra situazione economica diventa ogni giorno più critica”. E poi c’è l’inchiesta Lavajato, il più grande scandalo politico-economico della storia del Brasile. Il nome deriva da un’inchiesta realizzata dalla Polizia Federale del Brasile che ha avuto inizio il 17 marzo del 2014. Le indagini hanno portato alla luce sospette movimentazioni illecite di denaro pubblico che oggi ammontano a circa 10 miliardi di reais, ma che potrebbero raggiungere i 40 miliardi. Coinvolti direttamente o indirettamente nelle movimentazioni i partiti Pt, Pmdb e Pp (Partito dei Lavoratori, Partito del Movimento Democratico Brasiliano e il Partito Progressista), oltre a diversi imprenditori e politici appartenenti ad altri partiti che hanno tratto beneficio dallo schema.

“Nel campo della politica l’inchiesta Lavajato continua a mietere vittime nei partiti che rappresentano la base di sostentamento del governo stesso e cioè Pt, Pmdb e Pp”, dice Gurovitz. “Il Congresso Nazionale non appoggia Dilma e il suo rapporto con il Pmdb del vice presidente Michel Temer e del Presidente della Camera Cunha è abbastanza complicato. Nonostante ciò, l’impeachment sembra sempre meno probabile dopo le decisioni prese dal Supremo Tribunale Federale rispetto alle regole su cui dovrebbe basarsi il processo. In politica, quindi, Dilma è riuscita a ritagliarsi il suo spazio di credibilità. La pressione tornerà a farsi sentire all’inizio di febbraio quando il Congresso e la Giustizia torneranno a lavorare. La Rousseff è politicamente più fragile rispetto ad un anno fa e il recupero economico del paese dipende ancora dalle misure che il governo deciderà di prendere. Di fatto il governo Dilma Rousseff, a mio parere, non farà mai il necessario per permettere alla nostra economia di riconquistare il dinamismo di un tempo, o perlomeno per equilibrare i nostri conti, rivedere la legislazione del lavoro e promuovere una riforma previdenziale robusta che sappia eliminare i privilegi. Questo non significa che nulla potrà essere fatto, ma io la vedo dura. Sostituendo il ministro Joaquim Levy con Nelson Barbosa, Dilma Rousseff ha creato un vero e proprio choc sul mercato. Paradossalmente Barbosa ha un vantaggio rispetto a Levy: affronta una resistenza minore all’interno del Pt. Sebbene sia stato uno dei mentori del ricettario economico che ha trascinato il paese in questa situazione di calamità, nei suoi confronti esiste all’interno del Planalto un ragionevole consenso. Perché c’è coscienza del fatto che è necessario correggere gli errori commessi e riportare i conti pubblici verso una traiettoria sostenibile. Qualcuno molto vicino a Dilma mi ha raccontato che recentemente il Presidente ha deciso di mettere mano alla riforma della Previdenza e alle leggi sul lavoro. Finalmente. Il governo sta pensando ad un modo per ridurre i salari e preservare così posti di lavoro. Vedremo se ne sarà capace. Nel frattempo, come qualunque altro governo, anche quello di Dilma Rousseff pensa di aumentare le imposte per far quadrare i conti. Il progetto di Dilma è aumentare le aliquote che incidono sul capitale proprio delle imprese e mantenere l’aumento nella tabella di correzione dell’imposta di rendita. Tutto questo dovrebbe contribuire ad alleviare un po’ la situazione fiscale”.

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