mercoledì, Ottobre 20

Diga di Mosul al via i lavori italiani field_506ffbaa4a8d4

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Partita decisiva nello Stato di New York per le primarie. A spuntarla sono Donald Trump e Hillary Clinton, che battono i rispettivi avversari e sembrano mettere una seria ipoteca sulla candidatura. Per il magnate newyorkese quasi 40 punti di distacco sul governatore dell’Ohio John Kasich, mentre il grande sconfitto è Ted Cruz. Solo più sofferta la vittoria dell’ex first lady, che chiude con 17 punti di vantaggio su Bernie Sanders. Ma il senatore del Vermont non molla: «Ho ancora delle chance». Ma la verità è che ora la rincorsa alla Clinton sembra davvero una mission impossible. Mentre il presidente Barack Obama va avanti e annuncia che lunedì 25 aprile ad Hannover avrà un incontro con i maggiori leader europei, vedi Francois Hollande, ANgela Merkel, David Cameron e Matteo Renzi. Tra i temi in ballo lotta all’Isis, Libia e immigrazione.

Tornando in Europa battaglia vinta dalla Russia, che secondo la Corte distrettuale dell’Aja dovrà pagare meno del risarcimento record da 50 miliardi di dollari agli azionisti della Yukos, la compagnia petrolifera dell’ex oligarca Mikhail Khodorkovsky. Su Mosca, «l’Occidente ha deciso di ridurre la pressione. I miei amici continueranno la lotta. Io invece ho sempre optato e opto per un cambiamento del regime attraverso un’altra via», il commento di Khodorkovsky, mentre il portavoce di Putin, Dimitry Peskov, dice di essere soddisfatto del provvedimento ma di non credere che il caso sia chiuso: «Si può dire che accogliamo con favore la sentenza della Corte dell’Aja ma siamo consapevoli che questa non è la fine della storia. I lavori proseguiranno in varie giurisdizioni. Sappiamo che inizierà il processo di immediata cessazione di tutte le udienze esecutive in tutti i Paesi. Noi continueremo a lavorare».

In Francia invece è polemica per i manifesti pubblicati sul sito della Cgt, il principale sindacato. ‘La polizia deve proteggere i cittadini, non picchiarli’, si legge nel messaggio, che fa riferimento è alle violenze delle forze dell’ordine durante le ultime manifestazioni di studenti e sindacati, sulle quali circolano anche diversi video. E proprio su questi fatti è intervenuto il ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve, che ha ordinato accertamenti da parte dell’Inspection générale de la police nationale (Igpn), ma si è detto ‘scioccato’ da una campagna che vuole «distruggere il legame di fiducia tra cittadini e agenti». E gli altri sindacati della polizia si sono mossi chiedendo la denuncia della Cgt.

Infine la cronaca pura ci porta in Norvegia, dove un tribunale di Oslo ha stabilito che i diritti umani di Anders Behring Breivik, l’autore della strage di Utoya, il 22 luglio del 2011, quando uccise 77 persone, sono stati violati in carcere. Secondo il tribunale sta subendo «trattamenti disumani e degradanti» in quanto viene mantenuto in isolamento totale da circa cinque anni, ma ha respinto un’altra richiesta di Breivik, contrario al controllo della sua corrispondenza, che invece è legittimo. Più volte infatti ha cercato di stabilire contatti con terroristi neonazisti in altri Paesi europei, vedi Beate Zschaepe, la leader del partito neonazi tedesco Nsu attualmente sotto processo a Monaco per l’assassinio in anni di dieci stranieri e di una poliziotta.

 

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