sabato, Luglio 24

Difesa legittima o eccessiva? field_506ffbaa4a8d4

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Gran parte dell’opinione pubblica e la politica stessa torna a dibattere sulla legittima difesa. E’ semplice, soprattutto in riferimento agli ultimi fatti di cronaca, travisarne la formulazione giuridica e utilizzarlo come un mezzo di qualsivoglia propaganda. Dobbiamo rifarci all’art.52 del codice penale, secondo il quale «non è punibile chi ha commesso il fatto, per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa».

Nel 2006 c’è, dopo la riforma, ci sono stati dei cambiamenti che riguardano proprio la causa di giustificazione. Infatti si legge l’aggiunta che «Nei casi previsti dall’articolo 614, primo e secondo comma, sussiste il rapporto di proporzione di cui al primo comma del presente articolo se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere: a) la propria o la altrui incolumità: b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione. La disposizione di cui al secondo comma si applica anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all’interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale».

Nel caso dell’eccesso di difesa (tuttora è presente nel nostro ordinamento), bisogna rifarsi all’articolo 55 del codice penale, dove si parla di eccesso colposo di legittima difesa «Quando, nel commettere alcuno dei fatti preveduti dagli articoli 51, 52, 53 e 54 (1), si eccedono colposamente (2) i limiti stabiliti dalla legge o dall’ordine dell’Autorità ovvero imposti dalla necessità, si applicano le disposizioni concernenti i delitti colposi, se il fatto è preveduto dalla legge come delitto colposo (3)».

Ora questa è la teoria, nella pratica c’è chi come la Lega di Salvini ha delle idee ben chiare in proposito. Allargare ancora di più le maglie della legittima difesa, tra cui l’eliminazione della fattispecie dell’eccesso. La percezione che ne esce è di una profonda insicurezza e diffidenza nei confronti dello Stato. Si arriva all’assioma: “lo Stato non mi difende, mi difendo da solo”. Quelle che andrebbero viste sono le conseguenze a lungo termine di queste scelte. E’ qui che potrebbe esserci il paradosso. Ne abbiamo parlato con il prof. Mauro Barberis, docente all’Università di Trieste.

Appellarsi alla legittima difesa, come sta accadendo negli ultimi tempi, può diventare un’arma a doppio taglio?

La cosa più preoccupante è la spettacolarizzazione di questo fatto. Ad esempio, il recente caso di cronaca del pensionato di Vaprio Dadda, è un classico caso di eccesso colposo di legittima difesa. Ho notato che nell’opinione pubblica (anche quella più garantista, filo giudici etc) si è diffusa una posizione opposta, contraria. Nel caso che ho accennato, come ho detto all’inizio, si è assistito ad una spettacolarizzazione. Mi riferisco al ‘giro delle sette chiese’ televisive, ad esempio. Mi sembra un gioco non del tutto corretto. Nel senso che il parere del giurista non conta più nulla rispetto alla volontà del carrozzone dell’informazione di amplificare la vicenda.

Vuol dire che è facile cavalcare l’onda mediatica? Anche da parte della politica?

Occasioni come queste dovrebbero essere colte per spiegare alla gente come non peggiorare la situazione. Per far capire che tra il senso di giustizia della gente e il senso di giustizia descritto dal diritto penale c’è differenza. Bisogna guardarsi bene dal fare la prima cosa che sembra giusta, riflettere prima di agire.

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