lunedì, Settembre 27

Difesa europea: l’ OCCAR firma nuovo contratto con Eurosam Con il sostegno di Francia, Italia e Regno Unito, un altro passo per la Cooperazione Strutturata Permanente (PeSCo) europea

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Su istanza dei governi di Francia, ltalia e Regno Unito, OCCAR, ossia l’ Organizzazione per la Cooperazione negli armamenti congiunti, istituita il 12 novembre 1996 dai ministri della Difesa di francese, tedesco, italiano e inglese e che coinvolge altri Paesi europei che non ne sono membri, ha siglato il 22 dicembre un nuovo contratto di N-ISS cioè di New In Service Support  FSAF / PAAMS con il consorzio franco-italiano Eurosam, controllato da MBDA – a sua volta appartenente per il 37,5% ad Airbus, per il 37,5% a BAE Systems e per il 25% all’ italiana Leonardo – e dalla francese Thales, i cui maggiori azionisti sono lo Stato francese e Dassault Aviation.

Proprio grazie ad Eurosam, si è consolidata la cooperazione per la difesa tra Turchia, Italia e Francia: Ankara ha, infatti, assegnato al consorzio franco-italiano Eurosam un contratto di 18 mesi per progettare un missile a lunga gittata e un sistema di difesa aerea e antimissile, in collaborazione con le società di difesa turche Aselsan e Roketsan. Il tutto è stato stabilito con un accordo firmato il 5 gennaio scorso, a margine della visita del presidente turco Recep Tayyip Erdogan a Parigi, dove ha incontrato l’omologo francese, Emmanuel Macron.

Il nuovo contratto di ‘New In Service Support’ fornirà una serie di servizi di supporto per 5 anni per i sistemi terrestri e navali FSAF (Future Surface-to-Air Family) francesi e italiani (SAMP / T e SAAM) e sistemi navali PAAMS francesi, italiani e britannici inclusa la munizione Aster (ASTER 15, ASTER 30 e ASTER 30 Block 1). È il secondo contratto di supporto stipulato con Eurosam. Il primo contratto, lanciato a luglio 2012, è stato completato con successo alla fine del 2017.

L’ intesa dovrebbe permettere all’ Organizzazione, ai tre Stati e ai rispettivi settori industriali di mettere in condivisione le informazioni e, come sottolinea l’ OCCAR, rappresenta l’ epilogo di circa 3 anni di lavoro, a partire dal 2015, anno a cui risale l’ Accordo delle Nazioni sulla strategia di approvvigionamento e il concetto di supporto comune che definisce – l’apparecchiatura da supportare; e – la struttura di supporto tenendo conto delle lezioni apprese dal primo contratto.

MBDA ha reso noto, inoltre, che il nuovo contratto include miglioramenti nella «introduzione di pacchetti di riparazione e gestione semplificata», nonché «supporto di continuità del ciclo di vita efficiente, a lungo termine e su misura» per revisioni anticipate e obsolescenza a lungo termine. Infatti, ha dichiarato, «negli anni passati, i sistemi Eurosam … hanno protetto le forze della nostra nazione in tutto il mondo, contribuendo alla loro libertà di azione e all’influenza delle nostre nazioni», ha dichiarato, durante la cerimonia della firma, Abdoulaye Samba, amministratore delegato di Eurosam, il quale ha poi aggiunto «siamo orgogliosi di essere stati al loro fianco per tutto questo tempo, compiendo tutti gli sforzi per mantenere la loro disponibilità operativa ai massimi livelli. Considero il rinnovo del nostro contratto di supporto in servizio come una forte dimostrazione di fiducia da parte dei nostri clienti domestici in i vantaggi di lavorare in cooperazione con OCCAR e Eurosam».

Del ruolo non secondario acquisito negli ultimi anni dall’ OCCAR se ne era avuto un esempio il 20 dicembre 2016 quando aveva notificato l’emendamento 1 del contratto per il programma “B1NT” ad EUROSAM. Quell’ emendamento sanciva la partecipazione dell’Italia al programma, a seguito della notifica del contratto iniziale da parte francese del 23 dicembre 2015 ed al successivo Arrangement of Cooperation, firmato nel giugno 2016 dai Ministri della Difesa francese ed italiano.

Il programma “B1NT” prevedeva lo sviluppo da parte di MBDA di una nuova edizione del missile Aster 30 Block 1 NT (New Technology) e l’ammodernamento dei sistemi SAMP/T, utilizzato dall’ aereonautica francese e dall’ esercito italiano. «La notifica da parte italiana rafforza il programma Aster ed ha un valore che va oltre il contributo economico e tecnologico. Ancora una volta abbiamo la dimostrazione che la cooperazione in Europa aggiunge più di quanto avrebbero potuto fare i paesi presi singolarmente. Dopo l’attuale Aster 30 Block 1, che ha fornito all’Europa una prima capacità di difesa contro i missili balistici, la versione Block 1 NT consentirà di estendere questa capacità contro minacce più complesse, come quelli emergenti dei missili balistici anti-nave (Anti-Ship Ballistic Missiles -ASBM)» aveva commentato Antoine Bouvier quale CEO di MBDA.

Lo sviluppo del missile Aster 30 Block 1 NT prevedeva degli ammodernamenti che gli consentissero, dunque, migliori prestazioni, rendendoli in grado di di gestire missili con testate multiple e potrà intercettare i missili balistici a più corta gittata tra quelli appartenenti al settore a medio raggio. Inaugurata da Parigi e Roma nel 1988, la categoria Aster (che corrisponde a FSAF ) è stata pietra miliare dell’ALTBMD (Active Layered Theatre Ballistic Missile Defence) della NATO, oltre ad esser stata utilizzata sulle fregate “Orizzonte” della marina italiana durante la missione ONU “No-Fly Zone” in Libia del marzo 2011. I sistemi SAMP/T invece sono stati schierati in Turchia dalla NATO per la difesa da eventuali attacchi missilistici dal territorio siriano.

Per Abdoulaye, questo rinnovo del contratto di assistenza in servizio è «una solida dimostrazione della fiducia dei nostri clienti nei vantaggi di lavorare in collaborazione con Occar Eurosam. Questo è un problema particolarmente significativo nel momento in cui 25 nazioni europee hanno deciso di unire le forze per migliorare le loro capacità militari e la loro autonomia strategica nella Cooperazione Strutturata Permanente (PeSCo)».

A tal riguardo, poco più di due mesi fa, i Paesi dell’ Unione hanno manifestato di esser favorevoli alla collaborazione negli investimenti nella difesa, nello sviluppo di nuovo know-how e nella preparazione a partecipare congiuntamente agli interventi militari. Per ottenere questo risultato, di fondamentale importanza è stata la Brexit che ha agevolato l’ applicazione degli articoli 42 e 46 dei Trattati. Da questo punto di vista, la cooperazione strutturata permanente dovrebbe svolgersi su due piani: quello politico, a livello del Consiglio, in cui avranno diritto di voto solo i Paesi che hanno scelto di aderire alla PeSCo e le votazioni dovranno avere esito unanime; il secondo step riguarderebbe i progetti tecnici, in cui, appunto, figurano solo i Paesi che partecipano.

Per far questo, la PeSCo beneficerà di due mezzi: la CARD, ossia la Revisione coordinata annuale della difesa, con cui vengono prese in esame le virtù e le mancanze nelle spese militari nazionali; il Fondo europeo per la Difesa, istituito dalla Commissione europea e che potrà contare su 5,5 miliardi di budget iniziale. Il progredire su questa strada sembra facilitato dal grande attivismo (si ricorda il discorso di settembre alla Sorbona) del Presidente francese Emmanuel Macron, dalla convergenza che quest’ ultimo sembra aver attirato su questi temi con la Germania, forse uscita dall’ impasse elettorale, guidata da Angela Merkel – peraltro oggi si ricorda la firma del ‘Trattato dell’ Eliseo’- e, forse, dalla sempre maggior sintonia tra Parigi e Roma, che potrebbe esser sancita, in futuro, da un ‘Trattato del Quirinale’ . Anche se la Gran Bretagna non parteciperà alla PeSCo, fungerà – come ha sostenuto il Ministro degli Esteri britannico Boris Johnson – da «contrafforte pronto a sostenere la cattedrale», magari apportando supporto dal punto di vista tecnico. In questo senso, anche il nuovo contratto Eurosam esemplifica lo sforzo che i diversi Paesi europei stanno facendo nel campo della difesa comune.

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