lunedì, Aprile 19

Difendiamo la tecnologia italiana nella competizione Il caso del fallimento del quindicesimo lancio del vettore italiano Vega non ancora risolto. Serve allontanare gli appetiti di chi vuole sottrarre preziose quote di mercato faticosamente ricavate in una competizione commerciale sempre più agguerrita

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Lo schiaffo stavolta è stato cocente: dalla stampa specializzata americana apprendiamo che a marzo prossimo sarà un razzo Soyuz a lanciare il satellite da ricognizione Falcon Eye 2 degli Emirati Arabi Uniti, invece che imbarcarlo sul Vega -molto più adatto- ma evidentemente non ancora pronto per essere posizionato sulla sua rampa e riprendere il servizio.

La disposizione fa seguito a quanto accaduto qualche mese fa.
Lo scorso 10 luglio 2019, alle 22:53 (locali), il quindicesimo lancio del vettore italiano si è perso a 80 km. di quota ad appena 130 secondi dalla partenza, avvenuta regolarmente dalla base europea della Guyana francese. Nulla avrebbe fatto presagire il disastro, e tutto sembrava dovesse andare secondo le regole, così come avvenuto dal primo lancio del 2012. E invece, dopo l’accensione del secondo stadio Zefiro 23, il vettore ha abbattuto la velocità deviando la sua traiettoria, eseguendo gli ordini del protocollo necessari per la sicurezza, fino al tuffo nell’oceano Atlantico.

Si è perso così, in una calda notte estiva, il primo dei due satelliti di circa 1.200 kg. dotati di un sistema ad alta risoluzione per il monitoraggio, la ricezione e l’elaborazione delle immagini destinati a usi principalmente militari di una delle più strategiche aggregazioni arabe del Medio Oriente.

Non vi è, nelle dichiarazioni del cliente, nessuna determinazione sanzionatoria. La scelta del lanciatore russo sarebbe maturata solo per evitare ulteriori ritardi nell’iniziare la missione a cui evidentemente gli Emirati tengono tanto. Però, se come è vero, il manifesto di lancio riporta il prossimo volo di un Vega a marzo 2020, in linea con il piano di volo del satellite Falcon Eye 2, perché si è deciso di non imbarcarlo con Vega, orientandosi al fornitore russo.

È innegabile che per il veicolo spaziale italiano la penalizzazione commerciale è seria e per quanto sia previsto che Vega ritorni in volo trasportando 42 piccoli satelliti per una missione sostenuta dall’Agenzia Spaziale Europea, la perdita di un cliente così importante dà la misura del danno.

Resta, infatti, da interpretare cosa sia accaduto di così grave da condurre all’esplosione di Zefiropochissimi secondi dopo la sua accensione. Alcuni giornali si sono spinti fino a immaginare un attentato: secondo il quotidiano ‘la Repubblica’ del 25 agosto, vi sono stati dubbi importanti sull’intera dinamica dell’accaduto, tanto che sarebbe stata aperta un’istruttoria della massima riservatezza condotta dai Servizi e riportata direttamente a Palazzo Chigi. Non essendo trapelato nulla, ne deduciamo che l’idea è stata solo una delle tante che costruiscono il mosaico di un’analisi molto complessa, il cui risultato deve necessariamente fugare ogni dubbio e restituire tecnicamente alta affidabilità al nostro Vega.

Da quanto appreso da informazioni pubbliche, il gestore europeo ha emesso il 4 settembre scorso un comunicato con l’opinione della Commissione d’inchiesta franco-italiana, incaricata di analizzare il fallimento del volo Vega VV15, in cui si accenna a possibili cause dell’anomalia. È stato escluso il dolo e si sono fatti, come è prassi, approfondimenti sia sui processi di fabbricazione e controllo del mezzo che dei suoi motori, ma sarà che il rapporto finale della Commissione, previsto per il 22 novembre,non è ancora noto. Questi ritardi, di cui non conosciamo le ragioni, espongono il prodotto a un impatto disastroso sul mercato.

Auspichiamo che si proceda velocemente al ripristino dei lanci, perché Vega è riconosciuto come un programma importante e rappresenta un elemento fondamentale per la strategia nazionale. Dunque confidiamo che siano proprio le più alte cariche del governo e l’Agenzia Spaziale Italiana -che certamente ne segue con trepidazione e competenza gli sviluppi- a promuovere il prodotto italiano, allontanando con autorevolezza gli appetiti di chi vuole sottrarre preziose quote di mercato faticosamente ricavate in una competizione commerciale sempre più agguerrita.

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