lunedì, Ottobre 18

Dietro le quinte del vaccino contro Ebola di Bill Gates

0
1 2 3


La prima fase di sperimentazione del vaccino nelle zone africane colpite da Ebola non risultò chiara. I dati della sperimentazione non furono resi pubblici e forti furono i sospetti che il vaccino rVSV-ZEBOV ottenuto dalla mutazione del virus zootico VSV, causasse artriti e gravi allergie epidermiche. Questi effetti collaterali obbligarono la Newlink Genetics a sospendere la sperimentazione sugli umani nell’Africa Occidentale. Una decisione che non fu pubblicata dai media occidentali.

Oltre al fallimento della prima fase di sperimentazione, i media occidentali e il OMS nascosero le insite problematiche etiche. OMS si spinse oltre alla censura della notizia, creando le basi giuridiche che servirono per giustificare la sperimentazione sui malati africani. Basi contrarie ad ogni codice etico. L’Organizzazione Mondiale della Sanità sostenne che l’emergenza Ebola e il suo rischio di trasformarsi in epidemia mondiale con milioni di morti giustificassero la sperimentazione umana non vincolata dalla rigide procedure di ricerca che obbligano le case farmaceutiche a sperimentare farmaci e vaccini su un limitato numero di volontari consenzienti, per evitare decessi di massa in caso di fallimento. Il vaccino sperimentale fu somministrato a 2.000 pazienti moribondi, spesso ignari di essere stati trasformati in cavie umane.

OMS permise la sperimentazione libera dai vincoli etici mondiali affermando che la Newlink Genetics aveva donato i vaccini per ragioni umanitarie. Visto l’alto numero di decessi (11.300 in totale) e i ventilati rischi di pandemia mondiale, OMS aveva deciso di sperimentare il vaccino donato su pazienti che sarebbero comunque morti a breve termine. La decisione presa dall’OMS ricevette l’immediato  supporto della Bill & Melinda Gates Fondation, con una donazione di 50 milioni di dollari. Ebola se non fermata avrebbe distrutto l’umanità: questo il messaggio che si fece passare. Come nel caso del virus Zika, anche Ebola risultò una falsa emergenza sanitaria, creata ad hoc da media consapevoli o meno di diffondere false notizie di epidemie e pandemie mondiali. In ambe due le false emergenze sanitarie mondiali, OMS contribuì a diffondere il panico attraverso dichiarazioni allarmistiche e non basate su ricerche scientifiche, sfruttando il rispetto e la notorietà acquisita in anni di attività a favore della salute mondiale.

Il concetto di donazioni di vaccini da parte delle multinazionali farmaceutiche introdotto da OMS nasconde una terribile insidia, come evidenzia il clamoroso rifiuto della sezione americana di Medici Senza Frontiere, MSF-USA, del vaccino contro la pneumonia (PCV13) offerto gratuitamente da Pfizer, rifiuto che risale allì’ottobre 2016. «La donazione di vaccini è una trappola. Spesso sono abbinate a numerose condizioni tra le quali specifiche aree geografiche e target di popolazioni dove il vaccino donato può essere diffuso. La definizione delle aree geografiche e popolazioni beneficiarie è fatta dalla casa farmaceutica e non può essere discussa. Abbiamo constatato che queste condizioni compromettono delle campagne di vaccinazione a livello nazionale e la risposta in vaccini durante situazioni di emergenza. Le donazioni compromettono nel lungo termine la possibilità per le popolazioni di accedere a vaccini e medicinali a prezzi modici. Servono solo a introdurre in nuovi mercati vaccini che, dopo l’approvazione dei Ministeri della Salute, saranno venduti a prezzi esorbitanti come è già successo per il vaccino contro la pneumonia, donato gratuitamente. Durante le donazioni di vaccini gratuiti si sono verificati dei casi di rottura del contratto in quanto le case farmaceutiche hanno sempre l’ultima parola e possono decidere se continuare o no un programma di vaccinazione soggetto alle donazioni», afferma il direttore esecutivo di MSF USA, Jason Cone, in un comunicato pubblicato per spiegare le ragioni del rifiuto dei vaccini offerti dalla Pfizer.

Jason Cone rivela una decisione presa da OMS e UNICEF, che raccomandano di non accettare le donazioni offerte dalla case farmaceutiche. Una raccomandazione evidentemente non rispettata dalla stessa OMS per quanto riguarda la sperimentazione del controverso vaccino anti Ebola nell’Africa Occidentale. La decisione sembra incomprensibile. Non solo OMS contraddice le proprie raccomandazioni, ma accetta la donazione e si prende carico della diffusione di un vaccino in fase sperimentale mai testato sugli esseri umani.

Permettendo la sperimentazione non controllata sui pazienti affetti di Ebola nell’Africa Occidentale, OMS diede  libertà alla Newlink Genetics di sperimentare il vaccino senza il rispetto delle procedure internazionali e codice etico trasformando ignari e disperati pazienti in cavie umane. Mise la società, inoltre, al riparo da tutte le problematiche legali inerenti a fallimenti e alla morte dei pazienti. Non si conosce il numero esatto dei fallimenti e i decessi registrati durante la prima fase di sperimentazione sugli umani, in quanto  protetto da segreto. Un numero probabilmente alto visto che la prima fase di sperimentazione del rVSV-ZEBOV verso la fine dell’epidemia di Ebola in Africa Occidentale fu sospesa.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->