domenica, Ottobre 17

Dietro l’angolo Le tesi della Filosofia della Storia

0

“C’è un’intesa segreta tra le generazioni passate e la nostra. Noi siamo stati attesi sulla Terra” – dice Walter Benjamin nella II Tesi delle sue celebri di Filosofia della Storia, ultima opera, del 1940. Dice – se intendo bene – che il mondo a lui contemporaneo è abitato da una (parte della) Umanità alla quale tutto il passato guarda con la speranza, e fondata aspettativa, che porti a compimento il cammino di emancipazione della Civiltà tutta (emancipazione dallo sfruttamento, della violenza, dalla paura, dall’alienazione), e avvii quello ancor più complesso di liberazione della Specie, delle Specie, della Vita in generale (liberazione dalla sofferenza).

E’ una concettualizzazione della lotta di classe che introduce elementi messianici nel Materialismo Storico.

Oggi, nella nostra società defraudata ampiamente di ogni aspetto spirituale (salvo il sopravvivere, e anzi l’alimentarsi da parte del Potere, del marketing delle superstizioni – monotesiste, pagane o atee che siano), la tesi di Benjamin può far sorridere; ma d’altronde è lo stesso concetto di cammino storico purchessia ad esser fuori corso, in un tempo al quale il senso della Storia è stato intenzionalmente essiccato – dal Potere, di nuovo – perché insieme alla coscienza del passato morisse anche una visione alternativa del futuro.

Ma nel 1940, a un intelletto potente come il suo – del Benjamin uomo, che pure doveva scappare dall’Europa resa campo di sterminio dall’abominio nazifascista, ma che vi moriva suicida di lì a poco nel tentativo ormai fallito – non fu impossibile guardare oltre un presente nero quanti altri mai; perché il XX Secolo, a vederlo allora, non era solo Hitler ed Henry Ford ma anche Lenin e Gandhi. “Noi siamo stati attesi sulla Terra”, è – credo – la più bella dichiarazione d’amore di un uomo alla propria generazione.

Cosa è andato storto?
E’ vero, la stragrande maggioranza degli umani era attesa alla prova della Storia. Dovevamo emanciparci noi, come classe, ed emancipare l’Umanità; dovevamo liberaci noi, come specie, e liberare i viventi tutti. Ma anche la minoranza del privilegio, della proprietà e del patrimonio, sapeva leggere la Storia – e ci aspettava al varco.
Loro si sono preparati meglio di noi. Anzi, noi quasi per niente.

Siamo stati attesi sulla Terra.

Ma appena dietro l’angolo, dei briganti ci hanno accoppato.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->