lunedì, Ottobre 25

Diecimila anni di felicità

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Prima Settimana del Presidente, del Primo Mese del Presidente, del Primo Anno del Presidente, dei Sette Anni del Presidente (i primi? Che già quell’altro…) che hanno inaugurato i nostri Diecimila Anni di felicità. Già augurati dall’Inno Nazionale giapponese: “Che il tuo Regno diecimila anni di felicità si prolunghi. Governa Signore fino a che le pietre del presente saranno fuse dal tempo nelle pietre giganti sui cui venerabili fianchi s’allungherà il muschio”. (Per chi voglia apprezzare appieno tutta l’originale bellezza dell’antico Poema di Hiromori Hayashi: “Kimi ga yo wa, Chiyo ni yochiyo ni, Sazareshi no I wao to narite, Kake no musu made”). E “qualche anno di sforzi e di lavoro per Diecimila anni di felicità” preconizzava pure l’altro Presidente per antonomasia, Mao Zedong (o Mao Tse-tung), evidentemente già presagendo il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella. Che sabato 31 gennaio 2015 è finalmente assurto a Capo dello Stato. Sobrio, rigoroso, coerente e perbene. Sul serio. Gli smodati entusiasmi dei neomattarelliani (cioè quasi tutti), oltretutto in modi che esaltando la sua sobrietà, di sobrio ben poco hanno, ci hanno portato a scegliere di raccontarlo attraverso l’ulteriore enfatizzazione. Come abbiamo fatto su l’Indro da Lunedì 2 febbraio a Giovedì 5, ne Il Contrappunto. Però, pur con tutta la buona volontà, senza raggiungere le inarrivabili vette di quanto da (quasi) tutti scritto e detto. Senza alcuna ironia. E che bisognerà ben raccogliere organicamente in una pubblicazione, da offrire in tempi brevi alla lettura. A futura memoria. Se la memoria ha un futuro. Nel frattempo Mattarella, quello vero, non il santino, ha iniziato il suo lavoro. Come tutti anche lui verrà giudicato dai fatti. Ma per l’intanto non si può che aprirgli un’ampia linea di credito. La sua storia lo merita.

 

Dunque, ricapitolando, in questo Febbraio 2015, le cose sono andate così

da Lunedì 2 a Venerdì 6

Lunedì 2

’Mattarella: fermiamo l’antipolitica’, annunciano (quasi) tutti i siti ed i telegiornali , anticipando il Discorso di Insediamento di domani davanti al Parlamento a Camere riunite.. Resurrezione sulle pagine de la Repubblica di Antonino, terzo e negletto fratello Mattarella (per qualche problemino giudiziario), sinora ignorato da (quasi) tutte le fonti di informazione. Barak Obama, Presidente statunitense sostiene, come può, il neoleader ellenico, Alexis Tsipras: “Non spremete la Grecia”. Incontro a Londra tra il Ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, ed il collega britannico George Osborne. Riduzione di quarantacinque giorni per Silvio Berlusconi. Fine pena l’8 marzo.

Martedì 3

’Mattarella: fermiamo l’antipolitica’, annunciano anche (quasi) tutti i quotidiani, anticipando il Discorso di Insediamento di oggi davanti al Parlamento a Camere riunite. Si preannuncia una bella lavata di capo al Movimento Cinque Stelle. Poi lui evita proprio, e quelli ad esibirsi in straordinarie spiegazioni, specie nei talk-show, che, sì, davvero l’ha fatto “anche se non sembra…”. Strepitoso. Tsipras incontra Matteo Renzi a Palazzo Chigi. Ed il nostro assicura che lo appoggerà. E medierà. Lo Stato Islamico brucia vivo, diffondendone il video, il pilota giordano Moazaz al-Kaseasbeh. All’incontro al Quirinale del neopresidente con Istituzioni e rappresentanti di forze politiche e sociali, presente anche Berlusconi, che oltraggia Rosy Bindi (“un uomo”) e racconta barzellette sulla mafia in casa del fratello di Piersanti,  vittima della stessa… Fortuna che gli obblighi di rientro a Palazzo Grazioli gli hanno impedito di recarsi all’Ambasciata giordana, se no qualche storiella sugli aviatori freddolosi… A noi, da lui, fine pena mai?

Mercoledì 4

Caos in Forza Italia. Addio Patto del Nazareno. Forse. Renzi dice che il Governo può procedere autonomamente. Viva fibrillazione nelle Cancellerie internazionali. La Giordania impicca due qaedisti, tra cui Sajida al-Rishawi, coinvolta nella trattativa per il pilota. L’Imam di Al Azhar, massima autorità dell’Islam sunnita, lancia la sua Fatwa: “I jihadisti vanno crocefissi”. Si aspetta rilancio. La Banca Centrale Europea: “Accordi violati, i Bond di Atene non sono più garanzia di liquidità”. Sconcerto dei commentatori. E cosa aspettavano, che le Istituzioni politiche ed economiche cambiavano idea al solo sentire la Buona Novella, come la Justine di De Sade, convertita dalla Virtù al Vizio (o viceversa) al primo ascoltar di verbo?

Giovedì 5

Unione Europea compatta sulla Grecia. E Renzi scarica Tsipras, come fosse un Berlusconi o un Angelino Alfano qualsiasi. Stretta sul Falso in Bilancio in Parlamento. Ma forse no. Obama pronto a sostenere con armamenti il Governo ucraino. Mattarella, quello vero, partecipa alla inaugurazione dell’Anno Giudiziario della Corte dei Conti.

Venerdì 6

Mattarella, quell’altro, vedendo i danni della neve su gran parte dell’Italia la prega, cortesemente, di sciogliersi. E quella, commossa, provvede. Crisi Ucraina. Vertice a Mosca con Angela Merkel e Francoise Hollande da Vladimir Putin. Momentaneamente tacciono le armi. Da noi un po’ di parlamentari di Scelta Civica passano al Partito Democratico. Renzi continua il suo stalking a Berlusconi ed Alfano. Ma è amore. O almeno necessità.

E poi tra

Sabato 7 e Domenica 8

Sabato        Juventus-Milan. Massimiliano Allegri contro Filippo Pippo Inzaghi. Per il Presidente del Milan è come vedere Alfano contro Giovanni Toti. Solo che gli allenatori sanno fare il proprio mestiere.

Domenica   Angelus di Francesco. Molto atteso. Intervento di Mattarella. Pure. Si gioca Cagliari-Roma.

E la prossima settimana

da Lunedì 9 a Domenica 15

Martedì 10 in Parlamento la Riforma Costituzionale. Si vedranno dove sono i numeri. Mercoledì 11 Eurogruppo sulla Grecia. E la Seconda Settimana del Presidente Mattarella porterà i primi, pesanti interventi. Il ragazzo è tosto e non si lascerà ingabbiare nel vestitino, sciocco, che gli vogliono cucire addosso.

E così si avvia questo Febbraio 2015. Che non tornerà mai più, come tutti gli altri. Purtroppo o per fortuna. Ma adesso che abbiamo il Presidente Mattarella, mai dire mai.

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