mercoledì, Aprile 14

Dibattito Repubblicani: è sfida Trump – Cruz Tanti momenti di tensione stavolta, ma il vincitore resta sempre il newyorkese

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Dibattito di fuoco tra i candidati Repubblicani che puntano alla Casa Bianca andato ieri sera in onda sulle tv americane. L’incontro organizzato dalla FOX Business a North Charleston, in South Carolina, è stato sicuramente il più acceso mai visto finora, con i ‘contendenti’ che per la prima volta non hanno mancato di pungersi in maniera più o meno dura. Sarà che le primarie stanno per iniziare (si comincia in Iowa il 1° febbraio, pochi giorni dopo toccherà al New Hampshire. In mezzo un altro dibattito, il 28 gennaio a Des Moines), ma i candidati non se le sono mandate a dire.

A vincere però, secondo la maggioranza degli opinionisti, è stato ancora una volta Donald Trump. E’ lui l’uomo da battere e a contrastarlo in maniera più decisa è stato Ted Cruz, secondo in questa classifica, che ha provato a recuperare i 13 punti di svantaggio sul rivale attaccandolo direttamente, dopo mesi di accuse di avere una linea troppo simile al magnate, quasi fosse un suo ‘difensore’. Trump ha spinto, come se non bastasse, sulla linea dura contro gli immigrati, che lega al pericolo ISIS: «I rifugiati sono un cavallo di Troia per introdurre il terrorismo e per questo non dobbiamo permettere che questa gente entri in America. Non è questione di alimentare la paura. È una realtà. Tra i rifugiati ci sono molte poche donne, molti pochi bambini, e molti uomini. Giovani e forti»«Donald, la gente è arrabbiata, impaurita. Ma tu corri per la presidenza, non puoi fare dichiarazioni avventate», la reazione di un opaco Jeb Bush, ma Trump è stato secco nella sua risposta: «Jeb, sei debole. Quello che a me interessa è solo la sicurezza del nostro Paese. E’ della sicurezza che abbiamo bisogno. E abbiamo un grande problema con l’Islam radicale. Dobbiamo essere vigili».

L’unità c’è stata solo contro Barack Obama, attaccato su più fronti per il suo ultimo discorso sullo stato dell’Unione. Il presidente è stato definito ‘un ragazzino petulante’ dal governatore New Jersey Chris Christie per le iniziative contro la diffusione delle armi negli USA. E su questo hanno puntato anche Jeb Bush, Marco Rubio e Ted Cruz, che lo hanno apostrofato come un ‘comandante in capo’ che ha castrato la forza militare americana, che verrà ricostituita da un repubblicano. Trump è stato ancor più ‘temerario’ e ha aggiunto: «Se a Parigi dall’altra parte ci fossero state le armi non ci sarebbero stati 130 morti e più».

(video tratti dai canali Youtube di CNN e CBS New York)

 

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