domenica, Maggio 9

Dialogo con Angelo Cambiano: la forza della normalità contro il ‘lato oscuro’

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Domenico

Una delle delusioni più grandi nella vicenda dell’abusivismo a Licata, culminata con la tua sfiducia, è arrivata, a mio parere, dall’opportunismo del M5S. Degli altri partiti si sapeva che fossero parte del problema. Al netto dell’enorme scarto di cultura e di preparazione che avverto tra te e il candidato del Movimento alla presidenza della regione Sicilia, il loro ammiccamento all’abusivismo possiede qualcosa di tragico. Direi che la presunta rivoluzione del M5S in Sicilia è già atterrata, sui tetti delle ville abusive di Licata. L’ennesimo inganno.

Angelo

Mi sono incontrato con i leader del M5S e mi sono confrontato con loro, come sto facendo con le altre forze politiche e come farò con tutti coloro che me lo chiederanno per parlare del futuro della Sicilia. I partiti sono fatti di persone. Per cambiare la Sicilia occorre che cambino prima le persone. Ma è chiaro che quando a volere il cambiamento è una sola persona, fa la fine che è toccata a me, quella di essere ‘cacciato’.

Domenico

Mi chiedo cosa succede nella testa e nello spirito di uomo come te, minacciato, aggredito e infine sconfitto, solo per avere cercato di applicare la legge.

Angelo

Non mi ritengo sconfitto perché credo ancora che le cose possano cambiare, sono speranzoso e a nessuno è dato di ‘cacciare’ via le speranze. Voglio continuare a credere nell’affermazione della buona politica, che si contrappone alla cattiva politica e che non è l’antipolitica, ma un modo nuovo, vero ed autentico, di guardare agli interessi della collettività e dei nostri figli che non possano che trarre vantaggio dal miglioramento delle condizioni generali e dalla prosperità del territorio. Dopo la sfiducia molte testate giornalistiche hanno titolato Lo Stato Sconfitto. Valuterò di presentare ricorso per impugnare la mozione di sfiducia che per legge doveva essere motivata, quando invece non conteneva una sola motivazione seria e non pretestuosa. Riproporrò la mia candidatura a Sindaco perché penso che non ci sia soddisfazione più grande dei risultati ottenuti dal lavoro svolto per la propria Città. Non voglio darla vinta alla classe politica che mi ha sfiduciato interrompendo un percorso di valorizzazione, tra le altre cose, delle straordinarie bellezze architettoniche e paesaggistiche di Licata. La mia rivincita sarà anche la rivincita dello Stato e della Politica, offesa da una vicenda che insieme a me, ha avuto come protagonisti, tutta la società civile e la gente di buon senso.

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