sabato, Maggio 8

Dialogo con Angelo Cambiano: la forza della normalità contro il ‘lato oscuro’

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Domenico

Sempre in quel viaggio di nozze, mi è accaduto di assistere alla preparazione del pranzo da parte della padrona di casa. Il menù prevedeva del pesce alla griglia, non ricordo se fossero salpe oppure orate. La signora desquamava a secco il pesce, con il coltello, poi lo passava per frazioni di secondo sotto il rubinetto, che chiudeva immediatamente per non disperdere una goccia d’acqua (ma solo perché proveniva dal serbatoio privato).  Vorrei mi raccontassi cos’è successo in questi 36 anni in materia di acqua.

Angelo

Nonostante i buoni propositi dei governi che si sono succeduti, nonostante gli slogan che ci ripropongono prima di ogni competizione elettorale, in Sicilia la penuria d’acqua c’è sempre, così come la disoccupazione. Abbiamo imparato a convivere con i problemi maggiori che da decenni rimangono senza soluzione. Forse vi è un problema di metodo, se la macchina pubblica non funziona, se la burocrazia non fa il proprio dovere, il proprio lavoro con efficienza e con efficacia, se non esegue l’indirizzo politico con puntualità è chiaro che qualunque buona iniziativa del sindaco di turno si infrange contro la barriera di burocrati pubblici che evidentemente tengono più tenere le carte in regola che a risolvere i problemi e raggiungere risultati.
La problematica dell’acqua in Sicilia è oggi legata alle forme di gestione stabilite dalla Regione Siciliana. Durante la mia Amministrazione mi sono battito per il ritorno alla gestione pubblica del servizio idrico integrato, per eliminare l’aggravio dei costi generato da una gestione privata e fallimentare, contraria ai principi di economicità che avevano ispirato la costituzione degli Ato idrici, ma, soprattutto, per determinare un livellamento delle tariffe a carico dei cittadini, uguali per tutti, in modo da porre fine a quelle che è stata, negli ultimi anni, nella nostra Provincia, una anomalia agrigentina e siciliana. Tra l’altro, quando si parla di servizio idrico, è doveroso ricordare che nel 2011 ben il 98 per cento dei siciliani ha detto sì all’acqua pubblica. Decisione referendaria mai applicata.

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