domenica, Ottobre 17

Di nuovo Presidente? E’ possibile una variazione costituzionale circa un secondo mandato presidenziale consecutivo

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Pres.-Aquino-III

Bangkok – Il Presidente delle Filippine Benigno Aquino III nella giornata di martedì scorso ha affermato che un eventuale secondo mandato presidenziale potrebbe «non essere la giusta soluzione» per sostenere la crescita economica delle Filippine entro il 2016, nella sua risposta più categorica data alla domanda relativa ad una idea di estensione dei termini del mandato presidenziale.

«Alcuni sostenitori ritengono che dovrei riprovarci e quindi candidarmi nuovamente per un secondo termine. Ma non credo sia la soluzione giusta», ha affermato il Presidente Aquino nel corso di un meeting generale sui Semiconduttori e sui Prodotti delle Industrie Filippine SEIPI. Aquino ha rimarcato il suo punto di vista in  risposta ad una domanda relativa alla crescita delle Filippine nella più ampia cornice di estensione e rafforzamento d’azione dell’ ASEAN entro il 2015. L’ASEAN è l’Associazione di 10 Nazioni Sud Est asiatiche tra le quali le Filippine sono presenti in qualità di componente del gruppo dei Paesi Fondatori .

Ad Aquino è stato anche chiesto chi supporterà la crescita economica delle Filippine dopo il 2016. «Abbiamo tutti una data di scadenza e dobbiamo prepararci ad essere chiamati ad incontrare il nostro Creatore. Deve accadere che la continuità delle persone che la pensano in questo modo e che non possono venir meno alla parola data, sia reale e non per auto-servirsi o per dire solo cose piacevoli a dirsi», ha aggiunto il Presidente delle Filippine.

Il Presidente ha affermato che, per assicurare la competitività delle Filippine e la sua crescita economica, voterebbe “per il candidato giusto”. Ed ha chiesto alla sua più ampia audience di fare lo stesso, annotando che votare il leader giusto è frutto «di un vero sforzo collettivo».

Aquino ha chiesto ai presenti di «discernere propriamente tra coloro che cercano di suscitare sentimenti populisti ma con argomentazioni senza sostanza alcuna, e coloro che non solo dicono la cosa giusta, ma che sono anche un gruppo di persone che possano mostrare una vera sostanza».

Fin dal mese di Agosto, il Presidente è stato abbastanza schivo sull’intenzione o meno di ricandidarsi per un secondo mandato presidenziale.

A settembre il Presidente aveva riferito ad una testata locale che in fondo sarebbe stato anche favorevole all’idea, poiché il Presidente Aquino non voleva buttare via l’esperienza della sua Amministrazione mentre era impegnato a difendersi da coloro che volevano destabilizzarla. In una intervista coi reporter avvenuta durante la sua visita in Europa il mese scorso, Aquino ha ammesso che vi è ancora tempo per poter procedere ad una revisione costituzionale, così come è tecnicamente possibile anche l’introduzione di un criterio di legge che consenta la ricandidatura se la “vasta maggioranza” ritiene sia cosa da farsi.

Aquino ed i suoi portavoce hanno confermato che il Presidente ascolterà attentamente ciò che i suoi “capi” –il popolo filippino- potrebbero dire a proposito di un secondo mandato presidenziale per lui.

In una ricerca condotta da Pulse Asia  i cui risultati sono stati resi noti agli inizi del mese in corso, sei filippini su dieci –cioè il 62 per cento- si oppongono agli emendamenti alla Costituzione e sono disponibili ad un secondo termine presidenziale per Aquino.

Più che richiedere un secondo mandato, Aquino è stato invocato per procedere agli emendamenti della Costituzione per rimediare al giudizio espresso dalla Suprema Corte, dopo che questa ha definito come anticostituzionali alcune sezioni del Programma di Accelerazione degli Esborsi DAP .

Un secondo mandato presidenziale per Aquino è un’ affermazione altamente controversa.

Quando, ad Agosto, Aquino è sembrato aperto all’ idea di una ricandidatura, ha accelerato l’insieme degli incontri con l’opposizione in una Nazione dove si vedono ancor oggi le vestigia di un clima dittatoriale nelle leggi quale quello che si respirava ai tempi del Presidente Ferdinand Marcos .

Le Filippine si scontrano ancor oggi con le paure lasciate sul terreno da Marcos, il quale dichiarò la Legge Marziale nel 1972 allo scopo di restare al Potere.

Marcos fu deposto nel 1986 dall’Edsa Rivoluzione del Potere Popolare  dopo anni di abusi sui Diritti Umani in un periodo connotato da una vasta corruzione presente ovunque nel Paese. I genitori di Aquino erano favorevoli ai leader democratici che si erano opposti a Marcos.

L’alleato di Aquino e potenziale competitor, il Segretario agli Interni Mar Roxas, è presente nelle ricerche pre-elettorali dietro il Vice Presidente Jaiomar Binay.

Le discussioni che oggi popolano lo scenario politico delle Filippine dimostrano quanta strada sia stata fatta lungo il cammino della Democrazia in questo Paese asiatico e quanta strada sia ancora da compiere in tal senso. Il dibattito su una eventuale riproposizione di una figura politica nel ruolo di Presidente è un primo banco di prova: dopo l’esperienza dittatoriale, il timore più diffuso è che si possano ricreare dinastie familiari-politiche oppure situazioni che si cristallizzano facilmente nel contesto economico, piuttosto che nella scena politica con l’eventuale appoggio anche di parte o tutto l’Esercito. Tutti rischi potenziali per i quali le Filippine oggi si interrogano sui livelli di contaminazione oppure –al contrario- quanto fino ad oggi si è stati capaci di liberarsi da tossine dittatoriali per ripresentarsi sulla scena dell’area ASEAN, nel contesto Pacifico e nel consesso internazionale con tutti i crismi di una società modernizzata e che sta andando definitivamente oltre il rischio delle dittature. Alla luce di quanto attualmente sta accadendo in Thailandia –dove appunto è al Potere una giunta militare- i timori diffusi oggi nelle Filippine sono tutt’altro che peregrini.

L’apertura al Mondo, anche grazie ad una crescita economica che,sebbene ad andamento alterno si fa via via sempre più evidente,  valido aiuto giunge anche dall’ esportazione di beni e servizi sempre più estesa a livello globale, sono tutti fattori che incentivano la modernizzazione del Paese e conseguentemente anche la scena politica e la vita legiferante dell’apparato parlamentare.

 

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