venerdì, Maggio 14

Di Maio Vs Boeri: dignità? ma va’, il potere è potere, anche per i grillini Dopo avere criticato a più non posso la ‘classe’ politica precedente, quella attuale non è da meno, anzi, è anche peggio, perché si combattono anche tra di loro a suon di colpi bassi

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In un articolo del 22 luglio su ‘Huffington Post’, il professor Giuliano Cazzola, quello convinto che la gente la pensione se la debba pagare, sia pure tenendo conto di talune legittime aspettative e quindi equilibrando (bravo! sembra quasi un giurista; io direi realizzando la compatibilità) tra diritti acquisiti e rispetto per lo Stato, osserva, a proposito della polemica sul professor Tito Boeri, che l’ex professor Giovanni Tria, oggi Ministro delle Finanze,  a proposito della famosa tabella, che essa sarebbe «priva di valore scientifico e perciò discutibile». Ciò nell’intento di scalzare Boeri dalla sua posizione (mi auguro e spero che il medesimo si ancori al suo posto!) e di favorire quello che il professor Cazzola definisce lo «spoil system vendicativo». Geniale: vendicativo.

Non vale la pena di perdere anche solo un minuto per ribadire l’ovvio. E cioè che Boeri la tabella l’aveva fornita una settimana prima, che l’aveva elaborata assieme (leggete bene: assieme) ai tecnici sia del Ministro Luigi Di Maio che del Ministro Tria e che quindi non c’era nulla di cui arrabbiarsi.

Anzi, aggiungo: se il Ministro non legge quello che firma, sono affari suoi, si dimetta;  se quello che vi è scritto è vero, o ne prende atto o si dimette perché evidentemente non sa fare il su mestiere; se ritiene che non sia vero, scenda sulla crosta terrestre, riunisca i suoi collaboratori, Boeri incluso, rifaccia i calcoli con loro  e gli insegni a fare bene i conti … se ne è capace.

Ma siamo alle solite. Qui non è questione di verità, ma di mezze verità, perché il tema è ‘POTERE’, potere e solo potere: se io ho il potere (o credo di averlo) o tu dici quello che voglio o te ne vai, oppure, in Italia -esiste anche questa variante ma solo in Italia-, tu dici quasi quello che dico, ma non necessariamente come lo dico. Chiaro?

No?

Lo spiego con un altro esempio di oggi. A Di Maio non piace la soluzione ILVA trovata da Carlo Calenda. Benissimo. Ma, se non gli piace perché Calenda gli sta antipatico usa lo Stato per i suoi interessi personali, e non si fa (lo devo ricordare io a Di Maio? O-ne-stà). Se, invece, ha ragione, giustamente dice Calenda, si assuma la responsabilità di buttare tutto all’aria … E, invece, ecco la cortina di fumo, per citarne solo una, l’indicazione di Cantone che avrebbe giustificato la decisione di Di Maio, ma Cantone precisa subito «ho dato solo un parere», non si può usarlo per decidere. Sorvolo sul concetto cantoniano di ‘parere’.

Contorsionismo puro, Eugène Jonesco, ‘La Cantatrice Calva’, insomma surrealismo? No, banalissimoPOTERE’.

Si deve o si vuole cambiare la decisione sull’ILVA? -magari, uno potrebbe dire, per favorire un’azienda più ‘vicina”’, ma certamente no, figuriamoci- e allora venga Cantone, i tecnici infedeli (a chi?) del Ministero che saranno indagati e puniti, ecc., poi arriverà la Magistratura, chiamata in causa dall’Avvocatura dello Stato, poi reagiranno i ‘tecnici infedeli’ e così via …

Idem, come dicevo, su Boeri. Dove però, c’è un errore di prospettiva, Di Maio è giovane, non conosce i professori universitari, insomma, si muove male nell’ambiente, anzi non credo lo abbia mai frequentato. Non sa che a un professore universitario puoi fare di tutto, ma metterlo alla berlina, dire che le cose che afferma sono sbagliate, no, mai, diventa una belva, gli puoi ‘fregare’ (Di Maio si esprime così) la moglie, ma non dargli del fesso sul suo mestiere. Allora, si va da Tria, che deve mettere ‘i suoi’ qua e là (o-ne-stà, o-ne-stà, uno vale uno, la com-pe-ten-za al potere, tra-spa-ren-za trasparenza … ) e quello, che era anche lui professore, se ne esce con la frase citata, cui, fateci caso, Boeri manco risponde.

Perché, solo perché, come si dice, cane non morde cane? Forse, anche, ma … troppo semplice.

Leggiamo bene, via, siamo tutti accademici: se una affermazione è priva di valore scientifico non è discutibile, è falsa. Ma se è discutibile è scientifica perché ogni affermazione scientifica è tale solo se è discutibile, altrimenti sarebbe un dogma e la scienza non conosce i dogmi. Insomma, la frase di Tria non dice assolutamente nulla e quindi (poi, magari domani sarò smentito) a Boeri la cosa non interessa minimamente.

Lo vedremo.

Ma alla fine che resta? Che, dopo avere criticato a più non posso laclassepolitica precedente, quella attuale non è da meno, anzi, è anche peggio, perché si combattono tra di loro a suon di colpi bassi. In tutte queste vicende di nomine, avete mai sentito parlare di competenze, di curriculum (i grillini li chiamano curricula!) eh via, vogliamo scherzare, su! Chi sono quei tali, perché Tizio e non Caio … solo perché sono già ‘nel giro’ o perché hanno strizzato l’occhio a qualcuno, potrebbe dire qualche maldicente. Ma no, suvvia, certo che no!

Una proposta: si potrebbe fare un bel sito a Palazzo Chigi con tutte le nomine da fare, chiedere a tutti in Italia e all’estero i curriculum, e poi decidere, dicendo perché si è scelto quello. Ma costerebbe un sacco di soldi e ci vorrebbe un sacco di tempo (puah!)  … intanto si va avanti così, poi si vede.

A proposito. Il mio sogno nascosto, è di essere nominato giudice costituzionale: a. sono professore ordinario di diritto internazionale; b. ho scritto vari libri e vari articoli, anche di diritto costituzionale; c. non ho mai ricoperto cariche pubbliche; d. non conosco un politico che sia uno (neanche di quelli usati); e.  non ho mai ricevuto onorificenze o medaglie; f. guido sempre solo e personalmente la mia auto, non sopporto essere ‘guidato’ da altri, perfino il treno lo evito.

Beh, che aspettate? Certo, i punti da ‘c’ ad ‘f’ non mi aiutano, lo so, e i primi due sono irrilevanti, ma  … hai visto mai!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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