venerdì, Aprile 16

Di Maio – Salvini: a gara a chi la spara più grossa Come si fa ad avere rispetto per quelli lì, che non passa giorno senza leggere le scemenze che dicono e fanno?

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È un problema di uomini, non di limiti della politica o, peggio, di un campo, quello politico, dove “è tutto uno schifo”, come dicono quelli che fanno le anime belle. Un problema che si presenta secondo l’opzione di Jody Picoult: «Ci sono due modi per essere felici: migliorare la vostra realtà, o abbassare le vostre aspettative». Ecco, questo Governo ci ha obbligati alla seconda scelta: dobbiamo abbassare le aspettative. Oppure, introdurre una variante: mandare a fanculo questi politici, usando l’espressione preferita da questi politici. Perché in che altro modo si deve rispondere a quel Borghi che vuole rubare l’oro della Banca d’Italia per darlo come copertura alle azioni sbagliate del suo Governo? Quel Borghi, lo sappiamo già, è un commesso di negozio di scampoli, ma che nessuno dei suoi superiori lo stoppi prima che diffonda la sua ennesima nuova scemenza, conferma che tutto cospiri per aumentare il problema e annullare la soluzione.

Da quando s’è formato il Governo giallo-verde si aggirano personaggi da strapazzo: quella che finge un’aggressione e che, svelando chi sono i politici dei 5S, grida “Lei non sa chi sono io”, loro che si presentavano come cittadini, non come privilegiati. Bene, abbiamo quella scalzacani sarda che riesce a rinnegare con una sola battuta la faticosa operazione di marketing comunicativo di quel Rocco Casalino, buono sempre e solo per fare la drag queen invece di trovarsi al Governo. Perché questo è il dramma: sono al Governo uomini come quelli. Si dovrebbe avere rispetto per il Governo, insegna l’educazione civica, ma come si fa ad avere rispetto per quelli lì, che non passa giorno senza leggere le scemenze che dicono e fanno? Forse va detto con chiarezza: tutti quelli lì hanno reso risibili le istituzioni. Non si può prendere seriamente quella gente lì mentre occupa incarichi da Ministro, sottosegretario, vice ministro, ecc. Quegli incarichi esigono serietà e sobrietà se si vuole trasmettere un senso solido delle istituzioni. Invece, i cittadini sono alle prese col bullo dell’ultimo banco nonché Ministro dell’Interno che va a braccetto con un teppista da stadio. Non so se questo fa capire la gravità di questo Governo, che fa il paio con i loro numeri: sono tutti sbagliati. E hanno fatto quella cosa che i peggiori politici della prima Repubblica e pure della seconda hanno sempre fatto: promettere. Andare a prendere voti sparandole grosse – reddito di cittadinanza e abolizione legge Fornero – e trovarli quei voti. Ma del resto, se un astronauta sulla Terra come Danilo Toninelli diventa ministro, perché non ci dovrebbe essere una maggioranza di elettori altrettanto scemi da votarlo?

Dai personaggi che circolano, dai politici per passare ai cantanti e finire alle varie star delle tv che diventano star in TV non per la loro attività, i cuochi, per esempio, o, ancora, quelli che passano a ‘X Factor’, vera arena della modestia: ecco, tutto ci parla di livelli francamente scarsi della preparazione individuale. E mentre noi tutti, perché poi ‘tutti’ entrano nella categoria del ‘pubblico’, diventiamo correi con questa modestia senza limiti, nel resto del mondo ci sono Paesi che prendono molto sul serio la scommessa sul futuro, che vuol dire grande e profonda competenza e conoscenza per affrontare la sfida lanciata dalle biotecnologie, dalla manipolazione genetica e dall’Intelligenza Artificiale. Mentre altri Paesi stanno cercando di entrare nella partita delle nuove economie e nella ridefinizione del mercato, l’Italia arranca; mentre i Paesi della Comunità prospettano crescite, prospettico arretramenti. E come facciamo a crescere se stiamo alle scemenze di Di Maio, ai fascismi di Salvini, che si trasforma in influencer senza dare prospettive vere agli italiani? Si comincia a essere stufi delle corte visioni di tutti questi qui; si inizia a capire – altri lo avevano sempre saputo – che hanno mentito sui numeri perché innanzitutto si raccontavano una realtà che non esiste proprio. Diciamolo meglio: questi qui non hanno capito niente. Sono capaci di fare le assemblee condominiali, non quelle parlamentari, e di farle nelle realtà periferiche, dove pancia e frattaglie sono sovrane.

Non si tratta della solita lagna, o robe del genere. Guardate la faccia delle persone e di più i loro gesti e commenti: non siamo in un Paese felice e neanche contento. Siamo nel rancore e nella incomprensibile fortuna che premia i modesti, quelli che hanno in fondo raccomandazioni da altri modesti, perché non si è mai visto che un modesto promuovi chi è meglio di lui, mandando così alle ortiche ogni possibilità di meritocrazia. Tutto questo per dire una cosa sola: questo governo, in linea con quelli che da trent’anni si succedono, ha disinvestito sull’unica agenzia che forma il futuro, la scuola. Se la scuola viene attaccata dal bullo genitore, se il bullo studente prende l’attenzione dei giornali, se la preparazione è di anno in anno sempre più bassa e la didattica sempre più scoraggiata, che cittadini si pensa che escano da una scuola del genere? Li vediamo: da trent’anni l’esercito degli ignoranti sta crescendo e ora ha trovato in Salvini e Di Maio i suoi insegnanti. Allora l’opzione di Jody Picoult la dobbiamo unificare: non possiamo sperare in una realtà migliore perché sono crollate le nostre aspettative.

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