domenica, Maggio 9

Detenuti, OPG ed ergastolani vs Stato

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Papa Francesco, pensaci tu. E’ il senso di una lettera sottoscritta da seicento ergastolani italiani al Papa in vista del giubileo straordinario della misericordia; nella lettera si denuncia come ‘inumano’ il carcere a vita, e si invoca ‘misericordia’. L’iniziativa è di Giovanni Lentini, 41 anni, calabrese di Crotone, che sta scontando l’ergastolo per omicidio a Fossombrone. Insieme a Lentini, hanno apposto la firma centinaia di persone, detenute in diversi carceri della Penisola, sul cui certificato appare il ‘12/12/9999’ sigla che sta per ‘fine pena mai’. La lettera-appello è già stata recapitata al Pontefice, che ha risposto attraverso il capo dei cappellani penitenziari, don Virgilio Balducchi. A nome del papa, Balducchi, rivolgendosi al cappellano di Fossombrone, don Guido Spadoni, scrive: «Testimonia a Giovanni Lentini che Papa Francesco prega per lui, perché la giustizia migliori, anche per lui sarà possibile gustare la misericordia del Padre». C’è da augurarsi che non ci si limiti alla preghiera.

Prosegue intanto ilviaggio’ del Ministro della Giustizia Andrea Orlando nelle sedi giudiziariedisagiate’ (e parlare di disagio è un eufemismo); dopo Vibo Valentia e Vallo della Lucania, è toccato al Tribunale di Nola, una trentina di chilometri da Napoli. Un vero e proprio Tribunale di frontiera; terra di camorra, e non solo: ha competenza su una trentina di comuni, mezzo milione di abitanti, grandi realtà industriali. Orlando, così, tocca con mano la piaga della giustizia italiana, l’irragionevole durata dei processi.

Una realtà emblematica, quella di Nola. Il Tribunale è diviso in due: la vecchia sede di palazzo Orsini; distante un paio di chilometri, la sezione distaccata. Ogni giorno un via-vai continuo di fascicoli. Fino a qualche mese fa almeno otto processi su dieci si concludevano con la prescrizione: troppo lungo il tempo di giacenza. Una sorta di quotidiana amnistia; ancora peggio il civile: per chiudere un procedimento occorrono almeno cinque anni, per le divisioni ereditarie si arriva a nove. Una realtà congestionata, per scarsità di mezzi e personale amministrativo. I procedimenti in giacenza sono circa 25mila. Un mare di carta, fascicoli, incartamenti. Per le comunicazioni esterne si utilizzano strumenti tutto sommato obsoleti, i fax. Quattro, a disposizione di magistrati e cancellieri: donati dal locale Ordine degli avvocati. La Giustizia, in Italia, ha anche questo volto.

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