lunedì, Giugno 27

Destra italiana: le morte stagioni della politica e la presente assente Su singoli provvedimenti si dividono pure, ma poi quegli interessi poco trasparenti li difendono come destra unica in competizione tra elettorati simili. Quella che si consuma è una lotta per la leadership

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“Rimane il fatto che capire la gente non è vivere. Vivere è capirla male, capirla male e poi male e, dopo un attento riesame, ancora male. Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando”

(P. Roth, Pastorale americana)

 

Parafrasare il Leopardi de ‘L’Infinito’ nel titolo per parlare delle gesta di destra italiane è forse troppo nobile. Ritradotto, una morta azione della politica in un mondo post sociale che vive della società da (avan)spettacolo. Nel ciclo della natura il mese di maggio è quello delle rose ma questo è il mese delle convention delle destre italiane. Detto al plurale, così non si adira il collega Ricolfi invitato dalla Meloni forse quale intellettuale ‘d’area’, secondo il quale le destre sono tre in quell’area affollata. Oltre qualche voto disgiunto e la non sopportazione reciproca tra l’ex capo, l’anziano comico col manganello (non è mia, purtroppo, ma del filosofo Slavoj Žižek), una ex giovine promessa ora mamma cristiana donna, nuovo formulario curriculare, ed il papeete man fascio leghista fondamentalista cristiano i crisi di consensi e leadership cui aspira la seconda, alla fine si alleano.

Il primo è una destra (loro dicono liberali…) estetico-pecoreccia divenuta micidiale tra controllo delle tv e media e minacce agli avversari (soprattutto magistrati) negli anni. Ormai in età da resa finale che mima antichi fasti personalistici ormai tramontati. La seconda che non ha chiarito punti programmatici come fisco e tasse, giustizia sociale e tutela dei diritti per tutti e frequentazioni scomode con camicie nere con gag congressuale purtroppo virale di allargare le braccia e stuporare con gli occhioni come a dire: ma questi parlano ancora di neri squadristi, noi che ormai siamo pronti(?) a governare. Proprio mentre suoi sodali inneggiavano braccetto teso ad un loro camerata ucciso una cinquantina di anni fa. In un’Europa e nel mondo dove la marea nera è montata negli anni unificando Occidente e Russia, oltre l’America suprematista in un unico disegno contro le democrazie. Che paiono declinanti, ma è un’illusione, politica più che ottica. Il terzo, lormai bollito fascio leghista preso a sberle in Polonia da sindacianch’essi di destra per l’inneggiare su maglietta a Putin, andando a Mosca nel 2015 per avere finanziamenti (quelli ricevuti dalla sua sodale Le Pen in Francia), senza che nessun giornalistone oggi scandalizzato dai compositi critici di Usa e Nato dicesse nulla, come sui 49 milioni di euro spariti. Quello che alla sua pseudo conferenzaromana ha invitato il reazionario Rudolph Giuliani, il legale che si oppose con decine di ricorsi nei diversi Stati alla netta vittoria mai riconosciuta di Biden per bloccare il vincitore. Anche questo un attacco alla democrazia, gravissimo perché sulla delegittimazione dell’avversario, nonché su diverse incapacità, Trump sta ricostruendo il paradigma del nemico. Per poi parlare, il mojito man, di ‘pace’ fiscale cioè di evasori di ogni risma. Su singoli provvedimenti si dividono pure, ma poi quegli interessi poco trasparenti, un eufemismo, li difendono come destra unica in competizione tra elettorati simili. Quella che si consuma è una lotta per la leadership, considerato che il Salvini ha già affossato la Lega dimezzandone i consensi, con diversi leghisti che vorrebbero un congresso, travasatiin buona parte verso la Meloni ed il nonno arcorensisormai ruota di scorta.

In queste settimane le destre in Italia chiamano se non alle armi, alle adunate. Finirà il 21 maggio prossimo con la ‘convention’, ché in inglese vuoi mettere come suona meglio?, di Forza Italia. Con in ‘scena’, che il Berlusca furoreggia sempre nello spettacolo, udite udite il Ronn Moss, il ‘Ridge’ di Beautiful, voi capite vero? 20-30 anni dopo a far ringalluzzire donne ormai mature per il belloccio mascellone ritornando al tempo che fu. E per essere al passo con i tempi, bui, chiama il Cannavacciuolo astro-chef che dispensa laute ricette “filosofiche” nel raddrizzare “cucine da incubo” che neanche Aristotele e Platone sarebbero capaci. Ah, poi ci sarà il compagno di squadra del Napoli calcio, De Napoli, che vinse con “Dio” Diego lo scudetto in quella città. Personaggi del tempo che fu per candidarsi ai tempi che saranno…. In un immobile fluire del tempo. Fantastico. Ma le folle devono essere blandite, che tutti insieme si paventa una sorta di “unità mentale collettiva” per dirla con Gustave Le Bon il fortunato autore della “Psicologia delle folle”. Di cui èdocumentato che quel libro del francese fosse letto da Hitler e da Mussolini.

Dunque questo il tono e qualche contenuto di tali ‘conferenze programmatiche’. Da programma, un insieme di idee-guida con cui allettare un elettorato già scosso dalla pandemia ed ora stordito dal conflitto Russia-Ucraina in vista del caos elettorale dell’anno prossimo, quando i nodi verranno al pettine, con quali nodi e con che tipo di pettine vedremo. E se il campetto asfittico chiamato con ottimismo ‘campo largo’ del dotto Letta decollerà con un recalcitrante, amorfo, inghiottito, conformizzato movimento five stars ed il suo leader, l’omonimo oggi di molto movimento e poco costrutto. Insomma in un panorama invelenito da tanto tempo prima della pandemia, scosso da scandali nazionali che gli inguaribili ingenui giuravano che il Draghi mondiale avrebbe risolto. Parlo dell’evasione fiscale delle tasse e di fisco, legame di ceti e professioni arricchitesi illegalmente anche in anni di crisi e di ristagno dell’economia. È giusto, perché in un Paese primitivo come l’Italia chi difende categorie ed evasori si spartisce milioni di voti, poi le categorie produttive starnazzano di pressione fiscale, urlanti qualcosa di minaccioso al governo di turno e tutto si ricompone. Milioni di evasori che rubano ad uno Stato volutamente inefficiente, che attraverso i suoi braccini fiscali tartassa chi non può evadere ma non controlla milioni di persone perché non capace, non volente, non potente. Nel senso che leggi norme e circolari sono pensate per infilarsi in maglie ermeneutiche, altro che la filosofia!, per non far pagare le tasse, con azzeccagarbugli avvocaticchi che gorgogliano con azzeccagarbugli stataloidi per differire, smussare, diminuire, cassare, cessare. No? Ricordate Pavarotti o Valentino Rossi? Dovevano milioni al fisco, ebbero uno sconto milionario non previsto dall’ordinamento fiscale. E da quella conferenza stampa c’è chi andò a beccarsi un posto di direttore regionale di una grande regione del Sud. Sembra illegale? Tu l’hai detto. Basterebbero altri esempi ma mi astengo. E dunque anche il gigantesco Draghi che avrebbe dovuto far tremare il mondo si ricompone come tutti gli altri. Perché da decenni per coprire il debito pubblico fatto da una politica delle mance si dice che per un fisco serio i tempi sono troppo lunghi, e qui bisogna far cassa. Così invece di mettere i fascio leghisti fuori da questa oscena maggioranza, li blandisce sul catasto, con i seguaci di Giorgia e del forza italiota neo-non-sposato, vedessi mai che ricchi ed abbienti con i prezzi di mercato attuali debbano pagare le case a prezzi di mercato, cambiando gli indici catastali. Eh no, in pochi giorni è partita una cagnara delle destre. Però poi il Draghi è un fior di mercatista neo liberista, ma a modo suo ed altrove. Il catasto non rivisto ovviamente rende tra l’altro fasullo il calcolo per determinare il reddito Isee, insieme ad altre facilitazioni. Cosicché la REALE ricchezza degli italiani è sconosciuta, lo dico da tanto tempo e so purtroppo per esperienza diretta ciò di cui parlo e ho visto, cose che voi umani…

Dunque tutte le manovre economiche dall’Unità d’Italia in poi di tutti i governi di questa repubblica delle banane false non dicono la verità sulla reale ricchezza ma cicalecciano su questa. Tutto il resto più che noia, con Franco Califano, è truffa menzogna bugia. Dove si trova qualche giornalista o intellettuale serio, qualche politico talmente spregiudicato da giocarsi la carriera per dire del più grande scandalo italiano che tutti fanno finta che non esista? Avete appena letto ed è andata in onda una quota molto consistente degli elettorati che sostengono le destre che li proteggono. Come nella mega adunata milanese di mamma Giorgia, che molti spingono perché sia la presidentessa del consiglio futuro, con migliaia di camerat., ops m’è scappato, militanti, con questa operazione pop per cui da postfascista diviene d’incanto ‘Conservatrice’. Infatti, appena rieletto l’ungherese Orbán, gli ha mandato gli auguri. Non proprio un conservatore. Quindi sul palco delle ‘competenze’ c’erano oltre alle partite Iva massacrate da tasse e pandemia che da sempre dichiarano meno di quanto incassano, in nero, sempre e comunque portatrici di sfinteri evasivi, i cari balneari, poracci, che si sono arrubbati migliaia di chilometri di litorali pubblici nel nostro paesaccio senza che lo Stato colluso intervenisse. Pagando qualche mancetta allo Stato, minacciano chiunque, ricordarsi dei Casamonica al Lido di Ostia, e solo tra qualche anno forse pagheranno qualche lira in più dinanzi a ricavi passati ed attuali molto redditizi. Naturalmente subito derubricati a “nuovi” poveri, mentre i dipendenti, i veri poveri, sono tartassati perché devono pagare le tasse per gli evasori.

Ed il banchiere liberista Draghi quello per il quale il mercato è tutto, che dice di queste forme protezionistiche, eh che dice? No, per carità non infastiditelo, magari vi risponde con la sua solita stilosa aria seccata. D’altronde aveva risposto a muso duro a Letta un anno fa che timidamente chiedeva una tassa dai ricchi per finanziare lo studio futuro dei giovani e fu con scortesia rimesso a posto perché “è tempo di dare non di togliere dalle tasche degli italiani”. A tutti, indiscriminatamente. Ovvero con una politica di falsa equità. Senza dire di una politica dell’attimo per cui un Letta si sveglia una mattina e più che Bella ciao spara la propostona sul nuovo bollettino ufficiale della post politica, Twitter. Un tratto storico delle destre è della difesa di larghi pezzi di società che non vogliono schiodare dai propri privilegi. In molti modi elargiti da uno Stato baby sitter. Sono in prevalenza non solo anticomunisti, quanto pochissimo antifascisti. Largheggiano evasori, palazzinari, leggi liberticide e xenofobe, razziste, ma non oggi con i fratelli ma solo perché ucraini. Insomma categorie e ceti sociali ricchi o arraffa tutto, con poche regole e tanta noncuranza civica, personalistica, poco solidale, manovriera, faccendiera. Insomma, il grosso degli italiani, per nulla brava gente.

Chiudo mostrando alcune delle competenze sui territori di cui si avvale la Meloni, di cui ricordo i buoni rapporti con Bannon il pericoloso già consigliere di Trump, suprematista bianco, amico delle peggiori organizzazioni di estrema destra americane, quelle dell’assalto a CapitolHill, perché ci si ricordi con chi si starà chi li vorrà votare. Sono tutte informazioni vere documentate. Ne cito solo alcune, come suol dirsi paradigmatiche. Dunque, 11 gennaio 2021, Paolo Berizzi (la Repubblica), il giornalista sotto scorta perché minacciato dai destri di FdI, l’assessora veneta di FdI (Fratelli d’Italia) Donazzan canta alla radio “Faccetta nera” durante il programma radiofonico “La Zanzara” su Radio24. 24 settembre 2021, Vicenza, il delegato alla sicurezza Nicolò Naclerio di FdI afferma in aula “tutti gli ultimi casi di violenze nei confronti di omosessuali sono derivate da genitori islamici con i propri figli”, di P. Berizzi, la Repubblica. 6 ottobre 2021, un’esponente di FdI, Rachele mussolini, posta una sua foto con cartello con su scritto “il 25 aprile festeggio solo San Marco” contro la Festa della Liberazione. Giustificazione “capisco di aver sbagliato”. 7 ottobre 2021, il neo consigliere FdI di Trieste posta una foto con saluto romano accanto al busto del Duce a Predappio. Sua giustificazione“è uno scatto vecchio, sono di destra ma non lo rifarei”. 20 novembre 2021, un consigliere leghista no vax attacca Liliana Segre “mancava lei… la 75190” che non è un numero di telefono, è il numero sul suo braccio affibbiatole dai nazisti ad un’ebrea nei campi di sterminio. Sua giustificazione “in questo clima d’odio (di chi verso chi?) purtroppo anch’io mi sono lasciato coinvolgere e in modo totalmente sbagliato ho cercato di esprimere il mio pensiero”. 2 maggio 2022, Regione Basilicata, il consigliere di FdI, Rocco Leone, ex alla Sanità con Forza Italia apostrofa Donatella Merra, responsabile dell’Assessorato regionale alle infrastrutture, le dice “I gargarismi che devi fare… Le ho consigliato i gargarismi di pisello”. Abominevole. Con queste atroci volgarità di questa destra, o destre, la Meloni vorrebbe governare questo paese?

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Sull'autore

PhD Sociologo, scrittore per elezione e ricercatore per vocazione, inquiete persone ancora senza eteronimi di Pessoa. Curioso migrante di mondi, tra cui Napoli, Vienna, New York. Ha percorso solo per breve tempo l’Università, così da preservarlo da mediocrità ed ipocrisie, in un agone dove fidarsi è pericoloso. Tra decine di pubblicazioni in italiano ed in lingua si segnala l’unica ricerca sociologica al mondo sull’impianto siderurgico di Bagnoli, Conte M. et alii, 1990, L’acciaio dei caschi gialli. Lavoro, conflitto, modelli culturali: il caso Italsider di Bagnoli, Franco Angeli, Milano, Pref. A. Touraine. Ha diretto con Unione Europea e Ministero Pari Opportunità le prime indagini sulle violenze contro le donne, Violenza contro le donne, (Napoli 2001); Oltre il silenzio. La voce delle donne (Caserta 2005). Ha pubblicato un’originale trilogia “Sociologia della fiducia. Il giuramento del legame sociale” (ESI, 2009); “Fiducia 2.0 Legami sociali nella modernità e postmodernità” (Giannini Editore, 2012); “Fiducia e Tradimento. In web we trust Traslochi di società dalla realtà diretta alla virtualità della network society”, (Armando Editore, 2014). Ha diretto ricerche su migrazioni globali, lavoro e diritti umani, tra cui 'Partirono bastimenti, ritornarono barconi. Napoli e la Campania tra emigrazione ed immigrazione' (Caritas Diocesana Napoli, 2013 con G. Trani), ed in particolare “Bodies That Democracy Expels. The Other and the Stranger to “Bridge and Door”. Theory of Sovereignty, Bio-Politics and Weak Areas of Global Bίos. Human or Subjective Rights?” (“Cambridge Scholar Publishing”, England 2013). Nella tragica desiderante società dello spettacolo scrive per non dubitare troppo di se stesso, fidarsi un poco più degli altri e confidare nelle sue virtuose imperfezioni. Sollecitato, ha pubblicato la raccolta di poesie Verba Mundi, Edizioni Divinafollia, Bergamo. È Vice Presidente e Direttore Scientifico dell’Associazione Onlus MUNI, Movimento Unione Nazionale Interetnica.

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