domenica, Maggio 16

Depenalizzazione reati: il cittadino sarà tutelato?

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Alla domanda se tra i reati depenalizzati e abrogati vi siano alcuni che dovrebbero conservare un profilo penale, l’avvocato risponde: “Secondo me, il problema non è nella scelta tra sanzioni penali, amministrative o civili, ma nella loro effettiva e veloce applicazione, a seguito di un processo rapido che garantisca i diritti di tutti, da un lato della vittima dall’altro dei presunti colpevoli. Il carcere a tutti i costi serve a poco. È preferibile una sanzione pecuniaria esemplare, effettivamente irrogata, anziché una pena, come la reclusione, che poi nel concreto non viene applicata, cioè quasi sempre se la pena è inferiore a due anni”.

Contro corrente è la posizione di Salvatore Cirolla, avvocato penalista specialista in diritto e procedura penale, nonché Cassazionista. Per l’avvocato Cirolla “l’introduzione di sanzioni amministrative molto più alte rispetto a prima, non rappresenterà nessun deterrente, ma ne svuoterà il contenuto. L’unica garanzia che c’era, la deterrenza è stata tolta. Chi è delinquente continuerà ad esserlo e non gli importerà nulla della contravvenzione amministrativa, che ovviamente non pagherà. Credo che questa legge provocherà molti danni. Non andrà assolutamente ad incidere sul livello civile della società, anzi lo peggiorerà. Abolire il reato di danneggiamento semplice, da cui deriva la violenza privata mi sembra una scelta poco oculata, così come lo è depenalizzare gli atti osceni in luogo pubblico, la sottrazione di beni comuni, la guida senza patente, l’abuso nella scrittura privata e tutti i reati sulla falsità. Per esempio,tutti i reati di falso depenalizzati, come la firma di un foglio in bianco sul quale il datore di lavoro, o chicchessia, può scrivere qualsiasi cosa, l’uso di un atto falso tra privati, la distruzione, ostruzione ed occultamento di scritture private vere, svilisce la sicurezza del cittadino”E ancora,è’ stato soppresso, dal punto di vista penale, l’abuso in atti d’ufficio, l’ingiuria, e cosa ancor più grave alcuni reati sull’aggiotaggio, come l’omessa registrazione e l’omessa identificazione del depositario e del depositante. Non sarà più possibile identificare sia il depositario sia il depositante, e quindi non sarà più possibile individuare né la registrazione né la tracciabilità del denaro” continua l’avvocato

Il testo di legge prevede misure preventive non carcerarie per questi e per altri reati lievi. Il giudice, inoltre, nello stabilire la pena pecuniaria, dovrà tener conto della proporzione rispetto alla gravità dell’offesa subito e rispetto alla volontà di riparare al reato commesso.“Perfino la sottrazione di cose comuni e i reati di appropriazione di cose smarrite del tesoro o di cose avute per errore o caso fortuito, saranno trasformati in illeciti amministrativi”. “La sanzione amministrativa e l’ammenda pecuniaria penale sono due cose diverse. I reati penali comportano una sanzione che può corrispondere all’arresto o alla reclusione (cosiddette pene detentive), mentre gli illeciti amministrativi comportano una contravvenzione o una semplice multa. La fedina penale rimarrà pulita con tutte le conseguenze che ne derivano ”. L’obiettivo prefissato dal Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, era quello di snellire la macchina giudiziaria che spesso si ingolfa proprio sulle lungaggini dei processi che portano, spesso, alla prescrizione del reato. “Non credo assolutamente che la giustizia penale sia così ingolfata. Semmai è quella civile che ha vissuto, negli anni scorsi, problemi relativi ai processi che si svolgevano in tempi lunghi. Oggi invece le riforme civili hanno accelerato molto il miglioramento della macchina amministrativa. Se si vuole lavorare bene, lo si può fare. Il settore penale, poi, è ben organizzato nelle sue competenze. A volte, le inefficienze, se ci sono, dipendono da alcune pigrizie” conclude l’avvocato Cirolla.

Secondo l’avvocato penalista Francesco Lucino, esperto nella difesa di persone fisiche e giuridiche, questa abrogazione di reati con conseguente introduzione di illeciti civili produrrà effetti positivi sullo snellimento della macchina giudiziaria oppure finirà per ingolfare ancora di più le aule dei Tribunali civili. “Obiettivo della recente riforma, in particolare per quanto riguarda l’abrogazione di taluni reati di scarsa offensività con la conseguente introduzione di illeciti civili, è non solo quello di rendere più efficace ed effettiva la sanzione per il responsabile della violazione, ma anche quello di ‘alleggerire’ i carichi delle Procure dai fatti di non rilevante gravità. Tuttavia, non più previsti come reati, fatti come l’ingiuria, la falsità in scrittura privata e la sottrazione di cose comuni, divengono interesse dei giudici civili, potendo così aggravare la già complessa situazione della giustizia civile”.

La depenalizzazione comporterà uno spostamento della competenza che passerà dalle Procure (o Tribunali penali) alle Prefetture (ed alle altre autorità amministrative competenti). “Tra i possibili effetti immediati della depenalizzazione (di cui al d.lgs. n. 8 del 2016) vi è una deflazione del sistema penale, sostanziale e processuale, nonché una riduzione dei tempi di definizione dei procedimenti (più brevi i procedimenti amministrativi rispetto ai procedimenti penali). Dal punto di vista del responsabile della violazione, se da una parte non viene toccata la fedina penale, dall’altra le nuove sanzioni pecuniarie superano considerevolmente le precedenti multe ed ammende. I fatti che da reati diventano meri illeciti amministrativi, come la guida senza patente, l’omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali e la coltivazione della cannabis ad uso terapeutico, non vengono ‘sminuiti’, poiché per essi il Legislatore ha previsto severe sanzioni che vanno da un minimo di 5.000 euro ad un massimo di 50.000 euro. Ed a tutela delle vittime di reati come l’ingiuria, la sottrazione di cose comuni e il danneggiamento ‘semplice’, ossia di quei fatti abrogati per lasciare il posto ad illeciti civili (con il d.lgs. n. 7 del 2016), oltre alla sanzione pecuniaria civile (da un minimo di 100 euro ad un massimo di 12.000 euro), il giudice civile potrà condannare il responsabile anche al risarcimento del danno della persona offesa. il danneggiamento ‘semplice’ (e non anche quello aggravato), è stato abrogato con la conseguente introduzione del relativo illecito civile: più precisamente, da reato punito con la reclusione fino ad un anno o la multa fino a 309 euro, il danneggiamento di cose mobili o immobili altrui è divenuto illecito civile sanzionato con il pagamento di una somma di denaro compresa tra 100 euro e 8.000 euro”.

In conclusione, gli chiediamo se ci sono reati, tra quelli che sono stati depenalizzati, che meriterebbero di conservare ancora un profilo penale. “La scelta del Legislatore circa le ipotesi di reato abrogate (dal d.lgs. n. 7 del 2016) e depenalizzate (dal d.lgs. n. 8 del 2016) è principalmente ricaduta su fattispecie di scarsa offensività, come l’abuso della credulità popolare e le rappresentazioni teatrali o cinematografiche abusive. Tuttavia, qualche perplessità suscita la depenalizzazione dell’omessa identificazione e della omessa registrazione della clientela ai fini dell’antiriciclaggio (art. 55, commi 1 e 4, d.lgs. 231/2007), da parte di società di gestione del risparmio, compagnie di assicurazione, banche e Poste. Vero è, però, che aumenta considerevolmente la sanzione: dalla multa compresa tra 2.600 e 13.000 euro alla sanzione amministrativa compresa tra 5.000 e 30.000 euro.E dubbi potrebbe altresì sollevare la scelta di depenalizzare l’impedito controllo ai revisori (art. 29 d.lgs. 39/2010): a meno che non sia stato causato un danno a terzi o soci, il consiglio di amministrazione che impedisce l’acquisizione di informazioni sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società o l’accertamento di irregolarità, dovrà pagare solo una sanzione amministrativa (compresa tra 10.000 e 50.000 euro), peraltro più bassa della previgente ammenda (che poteva giungere sino a 75.000 euro)” conclude l’avvocato Lucino.

 

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