sabato, Maggio 15

Delrio alle Infrastrutture

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Graziano Delrio giurerà in serata come Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti al posto del dimissionario Maurizio Lupi, ora rimane da decidere quale sarà il futuro rappresentante del Nuovo Centro Destra nel Governo, probabilmente una donna, che occuperà la posizione di Ministro degli Affari Regionali. La decisione sarà comunque dopo le festività pasquali. Finalmente arriva l’ufficializzazione dell’alleanza fra Lega Nord e Forza Italia per le prossime elezioni regionali: Giovanni Toti sarà il candidato condiviso per la Liguria, Luca Zaia per il Veneto. Ma Matteo Salvini specifica che la coalizione è finalizzata esclusivamente alle Amministrative. Dopo l’approvazione della legge anticorruzione, l’Associazione Nazionale Magistrati esprime un cauto ottimismo, considerando che è stato meglio fare poco che nulla, mentre il MoVimento 5 Stelle non ci sta ai compromessi al ribasso. Nel Partito Democratico continuano le schermaglie sulla legge elettorale, mentre il Senato dà l’autorizzazione a procedere contro Altero Matteoli, ex Ministro di Ambiente e Infrastrutture, accusato di corruzione nello scandalo Grandi Opere relativo al Mose (Modulo Sperimentale Elettromeccanico) in Veneto. Al Quirinale, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella celebra la giornata mondiale per la consapevolezza dell’autismo.

In serata Graziano Delrio presterà giuramento al Quirinale in qualità di nuovo Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, fonti ministeriali riferiscono che la cerimonia è prevista per le ore 20. E dopo Pasqua si dovrebbe concludere il mini rimpasto governativo, che garantirà un’altra carica agli alleati dei democratici, il Nuovo Centro Destra. Quasi sicuramente sarà una donna, con ogni probabilità agli Affari Regionali. Le più accreditate sono Dorina Bianchi, vice capogruppo alla Camera, e Valentina Castaldini, portavoce nazionale. Difficilmente sarà inclusa la gestione dei fondi dell’Unione Europea, la cui delega è ancora di Delrio, si pensa che questa rimarrà a Palazzo Chigi. Intanto la Castaldini confida di sentirsi pronta, «chi ama questo lavoro sa benissimo che diventare ministro è una grande responsabilità», ma dalla sua ritiene di avere tanti anni di gavetta. Visti la moltitudine nomi fra i papabili, il dialogo sarà «interno al partito per trovare la persona giusta per fare le riforme, ci sono tantissime donne di valore nel nostro partito».

Giovanni Toti in Liguria, Luca Zaia in Veneto. Lega e Forza Italia trovano finalmente l’accordo per presentare un candidato unico alle regionali. Carroccio che rinuncia così al suo esponente Edoardo Rixi per la Liguria, lasciando spazio «all’uomo forte» di Forza Italia, spiega Matteo Salvini: «chiaro che per me Rixi veniva prima, ma non posso ottenere sempre il 100%». In cambio la Lega ha via libera per un suo candidato in Veneto, con il Governatore uscente Zaia, e in Toscana (Claudio Borghi). In Umbria si converge su Claudio Ricci, già Sindaco di Assisi, nelle Marche su Gianmario Spacca, ex democratico. E Salvini, osservando i sondaggi, spera nel colpaccio proprio nelle regioni rosse‘: «chi ha la possibilità di fare la rivoluzione in cabina elettorale domenica 31 maggio sappia che non vota solo per il suo Comune e la sua Regione, se riuscissimo a vincere in qualche regione rossa da sempre, cambia il mondo». Dopodichè Lega e Fi di nuovo per la propria strada, almeno così sostiene Salvini: «un conto è l’accordo per continuare a fare buoni ospedali in Veneto, un conto un’alleanza per le politiche. Se si votasse domani mattina la Lega andrebbe da sola, con Berlusconi ci sono differenze di vedute su immigrazione ed euro».

Dopo l’approvazione della legge anticorruzione, l’Associazione Nazionale Magistrati esprime moderata soddisfazione: «è un passo avanti, un’inversione di tendenza che non può far considerare chiuso l’intervento», commenta il presidente dell’Anm Rodolfo Maria Sabelli. «Sarebbe più utile rafforzare gli strumenti di indagine, a partire dalle intercettazioni, semplificare il processo, riformare la prescrizione piuttosto che limitarsi ad un aumento delle pene». Sulla stessa linea il Segretario Anm Maurizio Carbone, che loda la reintroduzione del falso in bilancio, «reato spia del fenomeno corruttivo». Mentre Luigi Di Maio spiega il voto contrario del MoVimento 5 Stelle, «è un accordo al ribasso, c’è un partito che ha paura che arrestino tutti o almeno la metà dei suoi parlamentari. Non ci sono le intercettazioni di società non quotate per il falso in bilancio».

E nel Partito Democratico prosegue lo scontro sulla legge elettorale tra vertici e minoranza. «Non si può spostare l’asticella sempre più in là così da non arrivare a un punto conclusivo», dichiara Lorenzo Guerini, vicesegretario del Pd, «sorge il sospetto di una certa strumentalità». In particolare le accuse sono rivolte a Pierluigi Bersani, che ha già anticipato che non voterà l’Italicum così com’è. «Non condivido le valutazioni di Bersani», aggiunge Guerini, «neppure il ragionamento politico che sta dietro le sue parole. L’unità del Pd deve essere impegno di tutti, mi pare stia ponendo ostacoli lungo una strada di possibili convergenze». Di diverso avviso Pippo Civati, «l’Italicum è un pasticcio, lontano dalla nostra storia, ma c’è un problema politico all’interno del Pd. Renzi ha scelto di governare col Parlamento eletto nel 2013 e deve confrontarsi con persone che hanno ricevuto un mandato diverso. C’è un presidente del Consiglio che invece di aspettare le elezioni regionali, una ricomposizione del quadro, decide di forzarlo e mette di fronte a un voto secco un partito. È clamoroso che in campagna elettorale si scelga di discutere di legge elettorale».

La Giunta per le Elezioni e le Immunità del Senato ha concesso l’autorizzazione a procedere nei confronti di Altero Matteoli, già Ministro dell’Ambiente e delle Infrastrutture, in relazione ai fatti di corruzione per la concessione di opere di bonifica dei siti industriali di Marghera, violando la normativa delle gare di appalto, dei contratti pubblici e delle direttive europee. Sicuro di sé, Matteoli rinuncerà anche alla prescrizione, «non ho commesso nulla e ho detto ai miei avvocati che non voglio la prescrizione e non accetto neppure di patteggiare. Voglio difendermi nel processo, non dal processo, continuando a godere della stima e della fiducia di chi mi conosce. Sin dall’inizio di questa storia surreale ho pensato che la via migliore fosse quella di non prestare il fianco al clima di populismo, con aggressioni mediatico-giudiziarie alla classe politica. Mi difenderò con determinazione e forza perché non ho nulla da temere».

Si è svolta in mattinata al Palazzo del Quirinale, con la presenza del Capo di Stato Sergio Mattarella, la cerimonia per la giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo, istituita nel 2007 dalle Nazioni Unite. Per l’occasione residenza presidenziale illuminata di blu, secondo l’iniziativa promossa dall’organizzazione Autism Speaks. «Garantire la Costituzione significa rimuovere ogni barriera che limiti i diritti delle persone con disabilità», dichiara Mattarella, «l’ignoranza, il pregiudizio, il rifiuto di conoscere l’altro provoca discriminazione. Occorre mettere in campo le azioni per una conoscenza diffusa di ciò che è l’autismo. Le persone affette di autismo devono essere aiutate a trovare il loro percorso e posto nella società. Si deve iniziare dalla scuola, con attenzione alle condizioni specifiche degli alunni e delle loro famiglie. Le istituzioni devono interagire con le associazioni, riconoscendone il ruolo ad ogni livello».

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