mercoledì, Agosto 4

Cina, ASEAN, ‘Via della Seta’ e prospettive imminenti

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Prima del Summit ASEAN del 28-29 Aprile, c’era la comune convinzione che la maggior parte dei principali Paesi ASEAN avrebbero sottoscritto atti e proclami avversi alla Cina in particolar modo circa i comportamenti assunti dalla Cina nel Mar Cinese Meridionale e nelle zone marittime contese. Non si può tralasciare di menzionare il fatto che con droni ed attività satellitare si è chiaramente evidenziato che la Cina non solo ha continuato a pescare in zone marittime contese, non solo ha accampato pretese in zone che – in sedi ufficiali – sono state dichiarate di non-pertinenza cinese ma ha persino costruito banchine artificiali, ha modificato l’assetto territoriale di dune, isolotti e scogli, arrivando a costruire piste aeroportuali a varia destinazione d’uso, principalmente militare. La Cina, ancor oggi, reclama la maggior parte del Mar Cinese Meridionale ricco di fonti di energia primaria, parecchio pescoso e strategicamente importante anche dal punto di vista economico, dato che un controvalore pari a circa 7 trilioni di Dollari USA è quanto viene commercialmente trasportato in quell’area.

Proprio il riavvicinamento tra Filippine e Cina, alla luce della Presidenza Duterte, ha determinato – ad esempio – la cancellazione dagli atti ufficiali ASEAN di espressioni quali ‘serie preoccupazioni’ a proposito delle contese marittime dopo la conclusione del Summit ASEAN (presieduto dalle Filippine). Parole che – invece – comparivano regolarmente negli atti ufficiali ASEAN precedenti. Su questo, parecchi nell’ASEAN borbottano sempre più rumorosamente. E si tratta di una serie di atti ufficiali che mostrano la strategia e lo stile del Paese Presidente di turno ASEAN, è così da sempre. E’ evidente che lo ‘stile’ di Duterte e delle Filippine, nei confronti della Cina ha subìto una sterzata profonda. Ma è altrettanto chiaro che non mancano i risultati.  Dopo la visita di Duterte ad Ottobre scorso a Pechino, le esportazioni ortofrutticole filippine verso la Cina son riprese di gran lena ed ai pescatori filippini è stato concesso di pescare senza problemi proprio nelle acque contese tra i due Paesi. Al contempo, la Cina ha promesso una linea di svariate forme di facilitazione per prestiti a favore delle Filippine e investimenti per controvalori di multi-bilioni di Dollari USA che peraltro sono oggetto di pianificazione proprio in questo periodo a Pechino. I turisti cinesi hanno ripreso a visitare le Filippine in gran numero.

Duterte ora chiede di non mettere pressione alla Cina in particolar modo durante le conferenze stampa pubbliche. Proprio all’apertura del Summit ASEAN ha chiaramente evitato ogni riferimento alle questioni connesse con le dispute marittime. Tutta materia che ha creato non poco malcontento nelle segrete stanze ASEAN. La Cina ha adottato stessi metodi soft anche con altri Paesi, come accade con Cambogia e Vietnam con possenti investimenti e interventi in prima linea nella creazione di immense infrastrutture come reti viarie, reti ferroviarie e soprattutto dighe (non solo nell’Area del Mekong).

Il Premier italiano Gentiloni ha parlato di opportunità circa la contrattualità apertasi in modo fastoso e potenzialmente lucroso con la Cina attraverso la nuova ‘Via della Seta’. Ma bisogna muoversi con sagacia. Il pragmatismo asiatico dovrebbe essere d’esempio.

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