mercoledì, Settembre 22

Debito pubblico, nuovo record field_506ffb1d3dbe2

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bankitalia

Non è un segreto che il debito pubblico che la crisi europea lascia in eredità all’Europa è una minaccia per la stabilità dell’economia dell’area della moneta unica. Sia la portata del problema, sia le opzioni per superarlo, rendono molto dura la vita alle autorità politiche della regione. Nonostante le misure di austerità imposte negli ultimi anni, il fardello del passivo statale italiano è salito a  un nuovo record, mentre la crescita continua a essere pericolosamente anemica.

In ottobre è stata raggiunta quota 2.085 miliardi di euro. Stando a quanto reso noto dalla Banca d’Italia nel supplemento al bollettino statistico di finanza pubblica, a settembre il debito delle Pubbliche Amministrazioni era stato pari a 2.068 miliardi. Il livello è dunque superiore di 18 miliardi rispetto al mese precedente mentre nei primi 10 mesi dell’anno il debito pubblico ha registrato un incremento di quasi 62 miliardi.

Le entrate tributarie nei primi 10 mesi dell’anno si sono attestate a 307,859 miliardi di euro, in calo di circa 1,4 miliardi rispetto ai 309,301 miliardi di euro dello stesso periodo del 2012.  A ottobre sono satte pari a 29,266 miliardi di euro, in lieve ribasso rispetto ai 29,601 miliardi dello stesso mese del 2012. Il fabbisogno del settore statale del mese di ottobre è stato pari a 11.457 (in calo rispetto ai 13,041 miliardi dello stesso mese dell’anno scorso). Il dato conferma la stima indicata a novembre in circa 11,5 miliardi.

Standard & Poor’s ha confermato il rating di lungo e breve termine sul debito pubblico italiano (BBB/A-2), mentre le previsioni rimangono negativo. L’agenzia Usa ha citato come cause la fragilità economica della terza potenza dell’Eurozona. Il mercato dei titoli di Stato ha tenuto bene in seguito alla notizia. Lo Spread tra Btp e Bund decennali si è mantenuto stabile in area 225 punti, mentre il rendimento del Btp di riferimento si attesta intorno al 4,10%.

Il Tesoro ha salutato con favore la notizia, sottolineando che smentisce le voci circolate in alcuni ambienti di ulteriori downgrade e che «gli estensori di questo rapporto sull’Italia, nonostante la conferma dell’outlook negativo, prevedono che il nostro paese sia fuori dalla recessione e registri nel 2014 un Pil in crescita rispetto a quest’anno». Sono le dichiarazioni di un portavoce del Ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni. Il Pil è entrato in una fase di stagnazione che non permette al Governo di larghe intese di fare sonni tranquilli. «Certo, la loro stima della crescita è inferiore alla nostraha proseguito – ma sappiamo che tutti gli istituti di previsione sottostimano l’effetto delle misure prese nel corso di questi mesi, dagli ecobonus agli investimenti pubblici su opere immediatamente cantierabili, fino al rimborso di 16 miliardi di debiti pregressi in soli 6 mesi, oltre a quelli in corso di erogazione in queste ultime settimane».

Allarme dei sindacati sullo stato dei pensionati: quasi uno su due non arriva alla fine del mese. Secondo gli ultimi dati forniti dalla Cgil il 46,2% è costretto a rimandare pagamenti, ad intaccare i propri risparmi, a chiedere prestiti e aiuti ad altri. Il 24,3 spende quasi tutto quello che prende. Il 37,2% di chi mette ancora da parte qualcosa ha dovuto ridurre le spese superflue e anche qualche consumo di base (il 15,2% di loro).

«I pensionati hanno dato tanto a questo paese in termini di sacrifici e ora non ne possono proprio più. È per questo che chiediamo al governo di dare loro delle risposte, a partire dalla legge di Stabilità. Sarebbe inoltre ora che si riattivasse il tavolo di confronto tra governo e sindacati, istituito dal Governo Prodi e rimosso da Berlusconi e da Monti. Non è un caso che da allora la condizione dei pensionati e degli anziani non ha fatto altro che peggiorare», ha osservato il segretario generale dello Spi-Cgil, Carla Cantone.

Il Vice Ministro all’Economia, Stefano Fassina, risponde a chi gli chiede novità sulla manovra finanziaria triennale indicando la presenza di «una novità sui lavoratori esodati, ci sarà un intervento importante, stanziando risorse cospicue, sui lavoratori esodati che altrimenti nel 2014 rimarrebbero senza nulla». Un’altra novità è rappresentata dal fatto che, come stabilisce un emendamento del PD alla legge, gli affitti non potranno più essere pagati in contanti.

Secondo le stime preliminari di Bankitalia, la ricchezza delle famiglie italiane è in calo. Nel 2012 è diminuita dello 0,6% rispetto all’anno precedente e nel primo semestre del 2013 sarebbe già calata di un ulteriore 1% in termini nominali. Alla fine del 2012 la ricchezza abitativa detenuta dai nuclei familiari superava i 4.800 miliardi di euro. Questo valore registrava una flessione del 3,9% rispetto all’anno precedente (-6% in termini reali). Detto questo, nel confronto internazionale ricchezza netta resta elevata.

Per migliore le condizioni economiche a fine mese loro e del ceto medio impoverito da due anni di recessione, il Governo ha varato il decreto Destinazione Italia, che prevede la riduzione delle bollette di 850 milioni di euro. «C’è una forte riduzione del costo delle bollette energetiche che è uno dei danni peggiori alla competitività delle nostre imprese», ha spiegato il Premier Enrico Letta.

La prossima settimana potrebbe essere quella decisiva per vedere concretizzarsi un’intesa sull’unione bancaria alla riunione dei Ministri delle Finanze dell’Eurogruppo. All’Ecofin «ci sara’ l’accordo» sull’unione bancaria. Lo ha annunciato a margine di un convegno a Parigi, Pierre Moscovici, capo del Tesoro francese, aggiungendo che «È una convinzione ma anche un imperativo» e parlando di una  «riforma storica nel percorso europeo, non abbiamo il diritto di sbagliare».

In un mercato statunitense innervosito dalla prospettiva di una riduzione delle misure ultraccomodanti della Federal Reserve, che prevedono l’acquisto di Titoli di Stato al ritmo di 85 miliardi di dollari al mese, Twitter ha ripreso a galoppare in Borsa e a dargli spinta sembra essere un nuovo sistema di pubblicità mirate, che ha riacceso l’euforia degli investitori. A tarda mattina a New York il titolo registra un rialzo superiore al 4 attestandosi a 57,60 dollari, un livello di ben il 121% più elevato del prezzo fissato per lo sbarco in Borsa il 7 novembre, pari a 26 dollari.

Nella sola seduta d’esordio i titoli Twitter registrarono una impennata del 73%. Nelle successive settimane le azioni si sono orientate ad una crescita più moderata, ma di recente si è venuta a ricreare un’accelerazione, che ha portato ad un progresso del 24% nelle ultime 5 sedute. Ad aver contribuito alla performance del microbloggin sembra esser stato un nuovo sistema di inserzioni pubblicitarie sviluppato da Twitter che prevede lo sfruttamento dei cookie.

 

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