sabato, Settembre 18

Débâcle dello spazio italiano: Josef Aschbacher sarà il Direttore Generale Esa La nullità della diplomazia e della politica italiana in questa vicenda è decisamente evidente. I responsabili politici tirino fuori le palle e si assumano il peso di quanto è accaduto

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Non è ufficiale ma sembra plausibile che il prossimo direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) sarà l’austriaco Josef Aschbacher, (l’Austria contribuisce ad Esa per il 1,26%) perché nella votazione dei capi delegazione ieri ha ottenuto 18 consensi, contro i due voti allo spagnolo Pedro Duque e un voto al norvegese Christian Hauglie-Hanssen.

La notizia l’ha lanciata ‘il Foglio’ e se è vera, straccia tutte le illazioni di uno scollamento creatosi in sede dell’esame della short list. I voti sono un indice preciso di una proiezione univoca.

Aschbacher, 35 anni, ha studiato all’Università di Innsbruck, laureandosi con un master ed un dottorato in Scienze Naturali; è entrato in Esa nel 1990, per poi trasferirsi al Centro della Commissione Europea di Ispra, con il ruolo di assistente scientifico al Direttore dell’Istituto di Applicazioni Spaziali, rientrando poi in Agenzia nel 2001, al quartier generale di Parigi, e nel 2014 è stato promosso responsabile per la pianificazione dei programmi Esa di Osservazione della Terra e per la formulazione e l’attuazione delle decisioni programmatiche e strategiche del Direttorato in Esrin, a Frascati.

Il futuro direttore prende il posto del tedesco Jan Wörner, ingegnere civile, professore universitario ed ex Presidente della Technische Universität Darmstadt.

Tutto in casa teutonica, tanto da assicurare una qualche continuità e da garantire gli interessi del Paese che più conta dal punto di vista spaziale in Europa. E non solo per la produzione civile. Negarlo sarebbe da ingenui.

Ci siamo dilungati fin troppo sulla vicenda, nelle scorse settimane, e abbiamo rilevato l’inutilità della diplomazia e della politica italiana in questa vicenda, che dopo una candidatura italiana ritenuta più che adeguata, è stata sottomessa da giochi molto più forti.

Non andiamo oltre e, anzi, rimandiamo a un bel pezzo che ha scritto Ezio Bussoletti su ‘StartMagazine’ pochi giorni fa in cui il professore ha delineato le dinamiche dell’elezione del leader dell’Esa.

Da parte nostra, escludiamo una volta per tutte spiriti persecutori contro l’Italia e atteggiamenti inidonei. Se la squadra politica che avrebbe dovuto appoggiare la sua candidatura istituzionale non ha funzionato, i suoi componenti di primo livello si facciano delle domande e si prendano le loro responsabilità. Non chiediamo con questo che mettano la testa sul cippo, ma tirino fuori le palle una volta per tutte e si assumano il peso di quanto è accaduto, questo sì.

Perché adesso c’è in ballo una posta importante, ovvero si è liberato il Direttorato per le Osservazioni della Terra, e dopo quei 2,2 miliardi di euro stanziati dall’Italia all’ultima ministeriale di Siviglia, la nostra candidatura dovrebbe essere avanzata. Bussoletti al riguardo dice bene: la scelta del candidato italiano, dovrà essere unica, da presentare e sostenere adeguatamente.
È una seconda chanche. Potrebbe essere l’ultima se viene perduta.

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