giovedì, Dicembre 2

De Senectute … e Dudù field_506ffb1d3dbe2

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Tento un approccio filosofico: cos’è la vecchiaia? Quando ci si può considerare vecchi? Potremmo tagliare corto, sostenendo che la vecchiaia è una condizione dello spirito. Ovvero che si è vecchi, quando ci si sente vecchi. Quando il nostro fuoco interiore sonnecchia sotto le stentate braci, allora la vecchiaia incombe.

La riflessione in materia ha attraversato la storia del pensiero umano e le opere sul tema sono numerose. Al liceo ci hanno martoriato con le traduzioni da Cicerone e, fra i testi, andava per la maggiore il Cato Maior, de Senectute. Ancora pischelletti alle prime armi, non riuscivamo a entrare nello stato d’animo né di Catone né di Cicerone e a coglierne le sfumature, riducendosi il tutto ad una noia di dimensioni colossali.

Ma poi si cresce e le considerazioni intorno all’approdo alla terza o quarta età mutano. Ora, se affrontassimo quel testo, saremmo più attenti e recettivi. Perché il dialogo è introdotto dalle parole di Scipione (Emiliano) che esprimono la meraviglia sua e dell’amico Lelio, anche lui in conversari con Catone, per la serenità con la quale il Grande Vecchio della Roma repubblicana vive la sua senescenza.

Catone risponde con una pacata argomentazione: prende in esame le critiche comunemente rivolte alla vecchiaia e le confuta, con esempi tratti dalla storia greca e romana.

Le accuse esaminate sono: la debolezza e decadenza fisica; l’attenuarsi delle capacità intellettive; l’impossibilità di godere dei piaceri dei sensi; la bizzarria del carattere e l’avarizia.

Mi veniva in mente tutto questo ‘pippone’ leggendo una notiziola marginale pubblicata un paio di giorni fa e neppure da tutti i giornali: Mr B. è scivolato su una pallina utilizzata per intrattenere il mitico Dudù e dimenticata sulle scale della villa di Arcore.

Scendendole di fretta, per distrazione vi è inciampato cadendo e battendo la spalla. Non si sa la tempistica, ma se fosse napoletano, potrebbe mettere l’infortunio in relazione con la decisione del Presidente del Senato, Pietro Grasso, di procedere alla costituzione di parte civile del Senato stesso nel processo in corso a Napoli, riguardante il mercato delle vacche (nel caso specifico, dei bisonti), ovvero la presunta compravendita di senatori nel corso della XV legislatura.

Non sottovaluterei neanche la circostanza che quella in corso è la XVII legislatura. Che sia questo particolare a renderne auspicabile la fine ed il ricorso a elezioni anticipate?

Quali gli esiti della caduta? Le versioni sono discordanti.

I più puritani parlano di contrattura alla spalla; i più sfacciati arrischiano ad una contusione alla mano destra… (quella utile per firmare qualsiasi cosa, assegni compresi) e, cosa più Chevalier style, un lividone sul posteriore sinistro.

Il direttore dell’agenzia parlamentare ‘Velina Rossa’, Pasquale Laurito, ha commentato che ‘Dudù è stato capace di fare quello che non è riuscito ad Angelino Alfano’. Io ripercorro con la memoria vari incidenti incorsi a Mr B  -a parte gli attacchi di narcolessia nel corso delle cerimonie pubbliche più solenni, sotto gli occhi esterrefatti dei presenti, Presidente Napolitano in primis- e me ne vengono in mente alcuni, piuttosto indecifrabili.

Il primo, molti anni fa, quando Veronica era ancora first Lady, è testimoniato da un servizio fotografico del settimanale Rizzoli ‘Oggi’ (quindi, fuori dalla normalizzazione aziendale mondadoriana), dove il ‘nostro’ (si fa per dire) appare, fotografato a Villa Certosa, in vacanza in Sardegna (quella con l’approdo per i sottomarini pagato dai contribuenti italiani), col viso deturpato da lunghi graffi, ben evidenti malgrado il pan cake (nome professionale del cerone da palcoscenico…).

Le didascalie davano la versione ufficiale dell’incidente derivante, pare, da un’incauta passeggiata in un roseto.

Le persone avvertite, che guardavano senza il prosciutto sugli occhi quelle immagini, potevano dedurne che sembravano molto di più gli effetti di feroci unghiate femminili, di una sorta di Erinni invasata, libera, armata (di semplici unghie, ma taglienti) e pericolosa, o in preda ad una rabbia incontrollabile oppure travolta da un godimento incoercibile (io propendo per la prima).

Secondo incidente, altrettanto fantascientifico: una scottatura sul torace, causata, dicunt, dal contenuto di una boule mal chiusa.

Roba che a George Bush junior che quasi si strozza con le noccioline gli fai un baffo. Anzi, le disavventure dei due infortunati avvennero quasi in contemporanea e la sottoscritta malpensante ci rise su per giorni.

Non entriamo nel merito, poi, delle due aggressioni (chiamiamole così) di cui è stato fatto segno, che non voglio farmi il sangue amaro a riflettere sull’improbabile dinamica dei fatti. E sulla replica del magnanimo perdono ad entrambi gli assalitori.

Ora ci si mette pure Dudù, anima bella. Quel cagnolino apparentemente vezzoso e ilare, persino sospettato di covare in sé una depressione da frustrazione sessuale o istinti gay, diventa, all’improvviso una sorta di quinta colonna nemica, in grado di mettere al tappeto, metaforicamente e nella realtà, il condottiero coi tacchi dei due secoli (fine XX e inizi XXI).

Che in lui alberghi un animo comunista? Che i suoi uggiolii, se ben ascoltati, rivelino il tentativo cacofonico d’intonare ‘Bandiera rossa’? Fatto sta che ora l’infortunato è a riposo, a letto: come guarderà la causa del suo male, con scherzoso affetto o con montante insofferenza?

La mia immaginazione trabocchevole già immagina una lussuosa BMW, lungo un’Autostrada, che si ferma ad una piazzola e vi abbandona un fioccoso barboncino

A meno che, scartando e riscartando i potenziali aspiranti leader, non torni utile, a scopi politici (ed avendo Piersilvio Berlusconi, proprio ieri, confermato che la sorella Marina non scenderà in politica) avere un Dudù for President.

 

 

 

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