sabato, Aprile 10

Ddl Boschi, voto finale il 13 ottobre field_506ffb1d3dbe2

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La conferenza dei capigruppo del Senato decide la calendarizzazione del disegno di legge Boschi sulle riforme costituzionali, da martedì prossimo l’esame degli emendamenti, poi il voto: la conclusione dell’iter è prevista per il 13 ottobre. Le opposizioni rischiano di bloccare i lavori con una valanga di emendamenti: il solo Roberto Calderoli della Lega Nord ne annuncia 85 milioni, mentre Sinistra, Ecologia e Libertà ritirerà buona parte dei suoi, grazie alla mediazione del presidente del Senato Pietro Grasso. Contro l’ostruzionismo, c’è la possibilità che si ricorra alla ‘ghigliottina’, che farebbe decadere automaticamente buona parte degli emendamenti. E tra Governo e Sel è polemica per il ritardo sul ddl Cirinnà sulle unioni civili, mentre torna il sereno all’interno del Partito Democratico dopo l’intesa in merito all’elettività dei membri del futuro Senato. Ma sulle riforme potrebbe intervenire il referendum lanciato da Pippo Civati, vicino all’obiettivo delle 500 mila firme. Pensioni e lavoro, l’esecutivo punta alla flessibilità nella prossima legge di stabilità, oggi incontro del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan con Area Popolare. La Camera approva i rendiconti 2014 e 2015 sui conti pubblici, ok anche al riordino del codice nautico. Otto deputati di Forza Italia passano al Gruppo Misto e il capogruppo in commissione Affari Costituzionali Sergio Endrizzi, del MoVimento 5 Stelle, presenta un esposto in procura sulla compravendita di parlamentari dopo le accuse di Maurizio Gasparri. Migrazioni, il Governo festeggia l’accordo dell’Unione Europea sulla ripartizione dei richiedenti asilo, mentre Area Popolare si compiace per il compromesso raggiunto sul diritto di cittadinanza.

Dopo che l’aula di palazzo Madama ha respinto le richieste delle opposizioni di non passare all’esame degli articoli del ddl Boschi sulla riforma costituzionale del Senato, grazie ai voti della maggioranza e dei verdiniani del gruppo Ala, la conferenza dei capigruppo ha stabilito il calendario dei lavori relativi al provvedimento. Primo esame il prossimo martedì 29 settembre, si andrà al voto dal giorno successivo per chiudere l’iter il 13 ottobre. Decisiva la mediazione del presidente del Senato Pietro Grasso, che ha posticipato la data voluta dalla maggioranza, l’8 ottobre, spiegando di non voler passare per il «boia della Carta Costituzionale». Mossa che ha spinto Sel a ritirare 62 mila emendamenti, lasciando solo un migliaio di quelli di merito. Potrebbe fare lo stesso la Lega, relativamente agli articoli 1 e 2 del ddl, dopo che Roberto Calderoli aveva annunciato di avere pronti 85 milioni di emendamenti, ottenuti grazie a un algoritmo. «Non c’è un tetto al numero di emendamenti, pertanto si può fare», si giustifica l’ex ministro della Semplificazione. «Renzi, la Boschi e il presidente Grasso si preoccupano dell’algoritmo di Calderoli ma tralasciano tutto il resto. Anche un piccolo particolare che si chiama democrazia parlamentare», arriva l’appoggio al leghista da parte del capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta. «Contro un obbrobrio come il ddl Boschi ogni arma è lecita».

«La proposta di riforma è solo l’ultimo anello di una catena, di un dibattito, di un confronto», risponde il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi. «Abbiamo sempre riconosciuto il valore sacro del Parlamento, di sicuro più alto del generare automaticamente emendamenti, crediamo nel Parlamento e non in un algoritmo. Di fronte a un ostruzionismo straordinario è chiaro che dovremo trovare strumenti di reazione altrettanto straordinari. Il sistema è fatto per decidere, non  per consentire a un solo senatore di bloccare tutto».  «Le forze politiche che i queste ore stanno minando la riforma del Senato solo per il gusto di ostacolare il superamento del bicameralismo perfetto rischiano di paralizzare la calendarizzazione del ddl sulle unioni civili», aggiunge preoccupato il deputato Pd Alessandro Zan, «di questo dovranno assumersi la responsabilità di fronte al Paese». La Boschi lancia accuse anche a Sel, che le respinge al mittente, «da mesi chiediamo inutilmente che il testo di legge sulle unioni civili venga portato nell’aula del Senato», replica il leader del partito Nichi Vendola, «e tutte le volte sono state il Pd e le altre forze di maggioranza a rinviare. Il ministro Boschi fa un’operazione di incredibile scorrettezza attribuendo a Sel la responsabilità di un ulteriore ritardo».

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