domenica, Agosto 14

Ddl Boschi, si opta per la resistenza passiva

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E in questo senso si inserisce l’incontro di domenica sera fra Matteo Salvini della Lega e Silvio Berlusconi, in rappresentanza di Forza Italia. «È normale tra due leader di partiti della stessa coalizione», affermano i due in una nota congiunta. «Abbiamo sofferto per la sconfitta del nostro Milan ma sulle questioni politiche c’è stata piena sintonia su tutto». Salvini poi aggiunge al programma di ‘Radio 2‘ Un giorno da pecora che sulla candidatura a sindaco di Milano «Paolo Del Debbio ha detto no, quindi inutile insistere. Abbiamo fatto più di un nome, prima di comunicarlo però dobbiamo avere l’ok». Quindi sulle primarie del centrodestra, «a me piacerebbero».

E rimanendo in ambito di sindaci, sul primo cittadino della Capitale Ignazio Marino è stato aperto un fascicolo dalla procura di Roma per le spese, sulla base di esposti presentati da Fratelli d’Italia e MoVimento 5 Stelle. Per il momento senza nessuna ipotesi di reato o iscrizione, il documento è stato affidato al pm Roberto Felici, del pool reati contro la pubblica amministrazione. «Non c’è nulla da commentare, si tratta di una non-notiza: aprire un fascicolo a seguito di una denuncia è semplicemente un atto dovuto. Il sindaco ha agito con correttezza e trasparenza», la difesa di Alfonso Sabella, assessore alla Legalità e alla Trasparenza.

«Occupare le fabbriche? Sarei pronto a farlo per difendere il lavoro». Ospite di Agorà sui ‘Rai3‘, il segretario generale della Fiom Maurizio Landini commenta così il momento delicato per l’impiego, «oggi qualsiasi azienda che chiude è persa per sempre. Per difendere posti di lavoro e crearne di nuovi siamo pronti ad utilizzare, democraticamente come abbiamo sempre dimostrato, determinate azioni». Non servono «licenziamenti» o riduzione delle «tasse all’impresa», ma si passa da «progetti industriali, investimenti pubblici e privati e politiche che incentivino l’occupazione, come la riduzione dell’età pensionabile». Ironico il Pd Ernesto Carbone, «Landini lasci perdere l’occupazione delle fabbriche, visto che già occupa gli studi televisivi. Non si difendono così i lavoratori, lo si fa creando nuovi posti di lavoro, come sta facendo questo Governo con il Jobs Act, che Landini non sa nemmeno quando è entrato in vigore».

Secondo indiscrezioni del ‘Corriere della Sera‘ l’Italia si starebbe preparando a bombardare le postazioni del califfato del Daesh in Iraq. Il ministro della Difesa Roberta Pinotti per ora non si sbilancia, «sono solo ipotesi da valutare assieme agli alleati e non decisioni prese che, in ogni caso, dovranno passare dal Parlamento», smentendo il Corriere che parla di un inizio delle operazioni previsto in poche ore. Scenario che preoccupa non poco le opposizioni, «in un Paese che si consideri democratico non si può apprendere dalla stampa che l’Italia cambierà le regole di ingaggio in Iraq impiegando i suoi Tornado non più come aerei da ricognizione bensì come dei caccia pronti a svolgere missioni di bombardamento», dichiarano i deputati M5S della commissione Difesa. «Chiediamo che il ministro Pinotti venga a riferire in Aula immediatamente. Quanto emerso è di una gravità che purtroppo conosciamo assai bene, già perpetrata in passato». Concorde Sel, «la ministra Pinotti venga a riferire immediatamente», la richiesta del capogruppo a Montecitorio Arturo Scotto, «la partecipazione ai raid senza un mandato parlamentare non è possibile». Per Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia, «l’Italia sulla politica estera brancola nel buio, senza alcun peso a livello internazionale, senza alcuna idea di come affrontare e gestire le emergenze geopolitiche e legate al terrorismo. Nelle ultime ore abbiamo assistito a due smentite su altrettante notizie, la prima sul riscatto di 11 milioni pagato per il rilascio di Greta e Vanessa. Questa è la fotografia oggettiva della politica estera del nostro Paese. Indiscrezioni tirate fuori da fonti locali o media e smentite dai ministri coinvolti». Altra interpretazione ancora per Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, «bisogna difendere i propri interessi nazionali e non limitarsi a seguire le indicazioni degli Stati Uniti e della Nato. È certamente interesse dell’Italia sconfiggere l’Isis in Iraq, per questo siamo favorevoli anche ad eventuali bombardamenti condotti dalle nostre armate. Ma ancora più vitale è quello che succede in Libia e Siria, il Governo dovrebbe condizionare l’ulteriore coinvolgimento italiano per una strategia complessiva di intervento».

L’aggiornamento settimanale delle intenzioni di voto dell’Istituto Piepoli per Ansa registra la crescita di mezzo punto percentuale del MoVimento 5 Stelle, rosicchiato alla Lega. Stabili gli altri. Pd saldamente primo partito, dato al 33,5%, seguito da M5S con il 26,5%, Lega terza al 13,5%, poi Forza Italia con il 9,5%, Sel e Fdi al 4%, Nuovo Centro Destra al 2,5%, via via tutti gli altri partiti minori.

 

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