domenica, Agosto 14

Ddl Boschi, si opta per la resistenza passiva

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Accelera l’iter sulle unioni civili, nelle prossime ore sarà depositato il testo del ddl Cirinnà in presidenza d’Aula per richiedere l’incardinamento fra il 13 e il 15 ottobre, prima della sessione di bilancio. In una conferenza stampa congiunta, Forza Italia e Area Popolare si confermano contro ogni ipotesi di utero in affitto, anche se «non c’è nessuna relazione tra la legge e questa pratica», garantisce Laura Cantini, della direzione del Partito Democratico. Già seimila le firme raccolte on line dalla petizione lanciata dall’organizzazione no profit Progressi, a sostegno del ddl. «Facciamo vedere quanto questa legge è importante per noi» è l’appello, tra gli attivisti a favore alcuni volti noti come Dacia Maraini, Francesca Archibugi e Daria Bignardi.

Parallelamente la Camera ha approvato in maniera bipartisan alcune mozioni sulle iniziative per la tutela dei diritti dei consumatori dagli operatori del mercato dell’energia elettrica e del gas. In base ai testi, il Governo si impegna a intervenire per assicurare una moratoria sulle recenti maxi bollette derivanti da conguagli superiori a due anni, finché non saranno accertate eventuali violazioni del codice di consumo. In vista anche azioni delle autorità competenti contro comportamenti illegittimi dei gestori di servizi, affinché i consumatori non siano obbligati a pagare conguagli errati o fatture passate su consumi stimati per le quali il cliente abbia già comunicato i dati sull’autolettura o che siano telelette.

«La moviola era più onesta, questo è stato un processo in contumacia, il presidente del Senato Grasso è un ipocrita e bugiardo», così il senatore del gruppo di verdiniani Ala Vincenzo D’Anna commenta in un’intervista al Mattino la sospensione di cinque giorni seguita ai gestacci sessisti nei confronti della collega del MoVimento 5 Stelle Barbara Lezzi. «Tutto è successo per far mancare due voti al Senato, a Renzi» – l’altro è Lucio Barani, sempre di Ala. «La più grande accusatrice», continua D’Anna, «è stata Cinzia Bonfrisco, ‘capa’ dei fittiani. E poi Grasso è stato vergognoso contro di me e il mio collega. Ma non finisce qui, ora deve rigare dritto, o non la passerà liscia». Nessuna scusa verso la Lezzi, «le stavo ricordando che era diventata un’Orsolina da un minuto all’altro, che aveva compiuto un gesto volgare contro di noi. Fra l’altro avevo le cuffiette nelle orecchie e non ho capito che forse con quel gesto stava mostrando di essere incinta. Che potevo saperne?».

Insoddisfazione, ma per i motivi opposti, anche fra i pentastellati: «Le sanzioni a Barani e D’anna sono una lavata di faccia ridicola», dice a ‘Repubblica‘ il capogruppo Gianluca Castaldi, «gesti così pesanti sarebbero dovuti essere sanzionati adeguatamente, senza inventarsi altro». Anche Castaldi ha subito provvedimenti, censurato dopo la bagarre nella discussione del ddl Boschi. «Deve passare il messaggio secondo cui i provocatori siamo noi. Sono andato a dirlo a Grasso di persona per evitare polemiche, questa cosa non è accettabile, è ingiusta. Noi abbiamo preso 10 giorni per aver bloccato il voto sullo sfascia Italia per un quarto d’ora e ci hanno denunciati per attentato agli organi costituzionali». Il parallelo è poi con Byron Moreno, giudice di gara di Italia-Corea del Sud ai mondiali 2002 autore, di alcune sviste. «Lei presidente Grasso gioca questa partita da arbitro, ma come l’arbitro Moreno», si sfoga in Aula Castaldi. «Non ho interferito sul problema politico», replica il Presidente del Senato Pietro Grasso, «ho solo consentito che si andasse avanti con i lavori. Trovo che il suo accostamento sia offensivo».

Oltre alle opposizioni, anche la minoranza del Pd si schiera contro l’asse nascente fra Denis Verdini e il premier Matteo Renzi. Ieri l’ex segretario Pier Luigi Bersani aveva parlato di «valori del Pd sviliti da trasformismi», oggi Verdini respinge le critiche. «Bersani parla di cose che non conosce e le strumentalizza come fanno tutti», spiega il senatore di Ala al programma di Giovanni Minoli Mix, su ‘Radio 24‘. «Io sto molto a mio agio nel giardino che stiamo creando», continua Verdini, «Renzi è preparato, simpatico, empatico, ha caratteristiche da leader». Il suo ex alleato Silvio Berlusconi invece è «unico, straordinario, un grande innovatore». C’è «movimento al centro, credo si possano fare grandi cose senza andare nei giardini altrui». Il riferimento è alla sinistra, «Renzi è un leader della sinistra, una sinistra riformista, ma non è il nostro leader, guardiamo a lui con attenzione perché solo i leader cambiano la storia del Paese e lui lo potrebbe fare». Nessuna confluenza nella maggioranza, solo «voti dati con coerenza, dall’inizio del patto del Nazareno». Diverso il discorso nel centrodestra: «Deve essere riorganizzato e il tempo aiuta».

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