lunedì, Aprile 12

Ddl Boschi, si opta per la resistenza passiva

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Dopo l’ok all’articolo 7 del disegno di legge Boschi per la riforma costituzionale del Senato, relativo a incompatibilità e ineleggibilità dei senatori, l’Aula di palazzo Madama passa all’esame dell’articolo 10, con tre votazioni segrete su altrettanti emendamenti. Il malcontento delle opposizioni si concretizza in una riunione che detta la linea comune da seguire: nessun ostruzionismo né ‘Aventino‘, si farà resistenza passiva, non intervenendo nell’emiciclo se non per votare. La Camera invece approva una mozione per la tutela dei consumatori contro le maxi bollette, mentre sulle unioni civili sarà chiesto a ore l’incardinamento, fra il 13 e il 15 ottobre. I senatori verdiniani Vincenzo D’Anna e Lucio Barani tornano sulla sospensione di cinque giorni dopo i gesti sessisti verso la pentastellata Barbara Lezzi, dal MoVimento 5 Stelle si protesta invece per la morbidezza della sanzione. E il leader di Ala Denis Verdini risponde all’ex segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani, deluso dal trasformismo della sua compagine. Confermato l’incontro di domenica sera fra il segretario della Lega Nord Matteo Salvini e il fondatore di Forza Italia Silvio Berlusconi, in piena sintonia tra loro. Aperto un fascicolo della procura contro le spese del sindaco di Roma Ignazio Marino, dopo l’esposto presentato da Fratelli d’Italia e M5S, al momento nessuna ipotesi di reato. Escono voci di una possibile missione dell’esercito in Iraq, le opposizioni chiedono che il ministro della Difesa Roberta Pinotti riferisca al Parlamento. Il segretario generale della Fiom Maurizio Landini minaccia l’occupazione delle fabbriche per difendere il lavoro. Infine i sondaggi, sale il M5S a scapito della Lega, stabili Pd e Forza Italia.

Con 166 sì, 56 no e 5 astensioni passa al Senato l’articolo 7 del ddl Boschi, sui titoli di ammissione dei componenti della futura seconda Camera, in merito di sopraggiunta ineleggibilità o incompatibilità. Gli articoli 8 e 9, non modificando gli articoli 67 e 68 della Costituzione su assenza di vincolo di mandato e immunità, non saranno messi ai voti e si andrà direttamente al 10, che disciplina il procedimento legislativo del nuovo Senato. Tre le richieste di votazioni segrete ammissibili per altrettanti emendamenti, le prime due passano con un leggero calo della maggioranza, scesa a 153 e risalita a 154 voti. Ma la novità è che, dopo una riunione fissata nel primo pomeriggio e che ha ritardato di un’ora la ripresa dei lavori, le opposizioni hanno scelto la linea della «resistenza passiva» sul suddetto articolo 10, per non sentirsi più «ostaggio della maggioranza». Nessun ostruzionismo dunque, niente nuovi emendamenti o argomentazioni, solo voti (contrari). Tranne quando si arriverà al voto finale, per cui saranno espresse le proprie dichiarazioni di voto. Scongiurato il rischio di un ‘Aventino‘, l’abbandono dell’Aula per lasciare la maggioranza a votarsi da sola la propria riforma.

Il malumore si era palesato già dalla mattina, Forza Italia e Lega Nord avevano chiesto al Governo di aprire su alcune modifiche agli articoli 10, 21, 31 e 39 del ddl Boschi, in materia di elezione del Capo dello Stato, procedimento legislativo, Titolo V e norme transitorie, e chiarimenti su un altro emendamento ‘canguro’ sempre a firma Roberto Cociancich, stavolta per l’articolo 21. Ma i pareri dell’esecutivo sono stati tutti negativi, c’è stato così un «ultimo appello», cui si è aggiunta Sinistra, Ecologia e Libertà, pretendendo spiegazioni sui motivi per cui non c’è stata nessuna apertura ad alcuna riflessione congiunta. Luigi D’Ambrosio Lettieri, di Conservatori e Riformisti, aveva addirittura ipotizzato l’uscita dall’Aula, «Non vogliamo arrivare a questo», ma «non si mortifichi e infanghi la dignità della nostra presenza attraverso una presa di posizioni ingiustificata». Vito Crimi del MoVimento 5 Stelle ha osservato come finora «l’unica risposta del Governo» sia stata un «no totale su tutto. Le opposizioni non hanno neanche un margine per poter intervenire sugli articoli modificati dalla Camera in maniera sostanziale».

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