mercoledì, Maggio 12

Ddl Boschi, Grasso: troppi 85 milioni di emendamenti field_506ffb1d3dbe2

0
1 2 3


Il presidente del Senato Pietro Grasso valuta inammissibili gli 85 milioni di emendamenti al disegno di legge Boschi sulla riforma costituzionale del Senato presentati dal leghista Roberto Calderoli. Proteste arrivano non solo dal Carroccio ma dall’opposizione tutta, in Aula si prosegue comunque con l’illustrazione degli oltre 380 mila emendamenti superstiti. Opposizioni critiche anche verso il Documento di Economia e Finanza (Def), dopo la presentazione di ieri del relativo dossier, mentre il Consiglio dei Ministri approva le misure urgenti per la finanza pubblica. Area Popolare propone una mozione per l’avvio dei lavori del ponte sullo Stretto di Messina, ma il Ministro per le Infrastrutture Graziano Delrio afferma di non aver ricevuto nulla. Dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il Primo Ministro Matteo Renzi garantisce sostegno alla coalizione contro l’Isis e il terrorismo internazionale. L’ex forzista Raffaele Fitto è stato prosciolto dall’accusa di corruzione, intanto il centrodestra, in vista di un nuovo incontro fra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, si interroga sulla possibilità di presentare una lista unica, ipotesi non gradita alla Lega. E secondo i sondaggi dell’Istituto Piepoli per Ansa, Forza Italia perde mezzo punto percentuale a favore di partiti minori. Cittadinanza ai migranti, le associazioni coinvolte nella campagna ‘Italia sono anch’io‘ chiedono modifiche al disegno di legge.

Gli 85 milioni di emendamenti presentati da Roberto Calderoli – con l’ausilio di un algoritmo – al ddl Boschi, sono stati considerati «irricevibili» dal presidente del Senato Pietro Grasso, secondo cui «esaminare l’abnorme numero bloccherebbe i lavori parlamentari per un tempo incalcolabile», creando così un precedente importante. Si sono salvati solo quelli già ricevuti dalla commissione Affari Costituzionali, per un totale di oltre 383 mila. La decisione è dovuta «all’eccezionalità della presentazione, abbiamo calcolato che ci vogliono 17 anni per poterli valutare, l’abnormità è oggettiva». Non rientrano nel gruppo degli esclusi gli emendamenti degli altri partiti di opposizione, precisa Grasso in risposta alle polemiche del pentastellato Vito Crimi: «I vostri sono in un numero ragionevole». Giustificazioni all’operato del Presidente del Senato derivano dagli articoli 8 e 97 del regolamento della seconda Camera, per cui è il Presidente a dare giudizio di ricevibilità, proponibilità e ammissibilità degli emendamenti, che sarebbero andati ad ostacolare il già delineato calendario dei lavori.

«Abnorme il numero di 85 milioni di emendamenti? Può darsi, ma non è abnorme un Governo che si rifiuta di discutere con la sua maggioranza? Non abbiamo nemmeno avuto la possibilità di discutere in commissione», replica Calderoli intervenendo al Senato. Proteste anche dal leghista Raffaele Volpi, per cui l’esclusione di emendamenti «a prescindere dal merito» creerebbe un «precedente gravissimo». Preoccupate le altre forze di opposizione, per Loredana De Petris di Sinistra, Ecologia e Libertà «si introduce un elemento di discrezionalità»; Cinzia Bonfrisco di Conservatori e Riformisti sottolinea la novità di avere un «numero congruo» di emendamenti, stesse perplessità per il forzista Paolo Romani, che aggiunge come «l’ostruzionismo faccia parte del Parlamento Repubblicano». Ricomincia in Aula l’illustrazione degli emendamenti, ma con pochissimi interventi previsti; lo stesso Calderoli ha chiesto del tempo per «riflettere».

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->