martedì, ottobre 23

Dazi, Trump ne ha anche per la Turchia Sale la tensione tra Grecia e Russia. L'ex presidente del Cile Michelle Bachelet nuovo Alto Commissario dell'Onu per i diritti umani

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«Ho appena autorizzato un raddoppio dei dazi sull’acciaio e l’alluminio della Turchia in quanto la loro valuta, la lira turca, è in rapido calo nei confronti di un dollaro molto forte. I dazi sull’alluminio saranno ora al 20% e quelli sull’acciaio al 50%. I nostri rapporti con la Turchia non sono buoni al momento». Con un tweet, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump torna ad alzare intorno a sè e agli Usa un polverone carico di polemiche.

In effetti la Turchia non sta vivendo un buon momento, con il crollo della lira sui mercati. Ma il presidente Recep Tayyip Erdogan ha assicurato che il governo turco «non perderà la guerra economica» e ha invitato i suoi cittadini a non farsi prendere dal panico: «Ci sono diverse campagne in corso, non prestate loro alcuna attenzione. Non dimenticate questo: se loro hanno i dollari, noi abbiamo la nostra gente, il nostro diritto, il nostro Allah».

Erdogan che intanto ha avuto un colloquio telefonico con il leader del Cremlino Vladimir Putin sui rapporti economici tra i due Paesi che, secondo le parti, continuano ad essere positivi.

Le possibili nuove sanzioni degli Stati Uniti contro la Russia sono «una dichiarazione di guerra economica e a questa guerra bisogna rispondere con strumenti economici, politici e, se necessario, di altro tipo». Lo ha detto il premier russo Dmitri Medvedev. Ieri la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova aveva assicurato che Mosca risponderà alle sanzioni, ma cercando di non compromettere in modo irrimediabile le relazioni con Washington.

Sale la tensione tra Grecia e Russia: Atene ha condannato Mosca per aver espulso due diplomatici greci questa settimana, definendo l’iniziativa «arbitraria e vendicativa e non basata su alcuna prova». Lunedì scorso Mosca aveva annunciato una ritorsione contro i greci, che a luglio avevano espulso due diplomatici russi, accusati di sostenere le proteste contro l’accordo tra Grecia e Macedonia. Il ministero degli Esteri greco in una nota ha chiarito che le espulsioni dei due diplomatici russi erano basate su «prove specifiche di condotta illegale da parte di funzionari e cittadini russi».

Dieci manifestanti palestinesi sono stati feriti in scontri con l’esercito israeliano avvenuti lungo la barriera difensiva tra Gaza e Israele durante la ‘Marcia del Ritorno’ del venerdì. I manifestanti sono stati feriti in maggioranza ad est di Khan Younis nel sud della Striscia: uno di questi sarebbe in gravi condizioni.

E’ salito ad oltre 6.500 il numero di civili uccisi nel conflitto in Yemen. A dirlo l’Onu, secondo cui «ha documentato un totale di 17.062 vittime civili,di cui 6.592 morti e 10.470 feriti. La maggior parte, 10.471, risultano da attacchi aerei condotti dalla coalizione saudita a guida saudita». La portavoce dell’ufficio dell’Alto commissario Onu per i diritti umani, Liz Throssell ha deplorato il raid della coalizione che giovedì colpito un bus che trasportava bambini al mercato Dahyan, a Saada. Intanto proprio la Coalizione a guida saudita in Yemen ha annunciato l’apertura di una inchiesta su quel bombardamento.

Passiamo all’Afghanistan, dove è di almeno 14 poliziotti uccisi e 20 feriti il bilancio degli scontri avvenuti per tutto il giorno a Ghazni, capoluogo dell’omonima provincia orientale, tra i talebani e le forze di sicurezza sostenute dagli Usa. Tra le vittime si contano anche decine di miliziani.

In Gran Bretagna, un 26enne convertito all’Islam originario di Rochester, nel Kent, ha confessato di aver pianificato una serie di azioni terroristiche a Londra, inclusa la possibilità d’investire decine di persone alla guida di un van a Oxford Street. La procura però gli contesta d’aver pensato di prendere di mira pure il museo di Madame Tussaud e la cattedrale di St Paul.

Controsorpasso intanto del Partito Conservatore sull’opposizione laburista, malgrado le spaccature sulla Brexit. A dirlo il nuovo sondaggio pubblicato oggi dal Times di Rupert Murdoch. La rilevazione indica ora i Tories a quota 39%, più o meno stabili rispetto alle scorse settimane, e il Labour di Jeremy Corbyn in calo al 35%. Mentre un sondaggio dell’istituto YouGov torna a evocare un ipotetico rovesciamento dei risultati del giugno 2016, in caso di referendum bis sulla Brexit, indicando un 53% di voti virtuali pro-Remain fra i cittadini britannici contro un 47% di pro-Leave se si tornasse alle urne oggi.

In Cile, il presidente Sebastián Piñera ha operato nelle ultime ore un mini-rimpasto di governo che ha coinvolto il ministro dell’Istruzione, Gerardo Varela, coinvolto in alcune polemiche nelle ultime settimane. Non si tratta del primo addio durante l’era Piñera: a marzo le dimissioni dei ministri della Cultura e dell’Ambiente, Alejandra Pérez e Marcela Cubillos. Nel frattempo l’Assemblea Generale dell’Onu ha approvato la nomina dell’ex presidente del Cile Michelle Bachelet come nuovo Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani.

Chiudiamo con la Germania, dove i simboli nazisti non saranno più del tutto proibiti nei giochi al computer: l’ha deciso l’associazione USK (Software da intrattenimento), che prevede la possibilità di usarli per esigenze «dell’arte o della scienza, la rappresentazione dei fatti del passato e della storia».

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