sabato, Maggio 15

Davos: il ritorno dell’Argentina

0
1 2


Buenos Aires – Dopo aver iniziato lo smantellamento del peronismo, non senza creare malumori e perplessità, il nuovo Presidente dell’Argentina, Mauricio Macri, è tornato al forum di Davos. Già a novembre aveva manifestato la sua intenzione di riportare l’Argentina al World Economic Forum -l’ultima volta che il Paese aveva presenziato con il suo Presidente era stato nel 2003 con Eduardo Duhalde-, «È un’occasione che permette di incontrare molti presidenti in 48 ore e di relazionarsi con importanti esponenti del mondo degli investimenti», aveva detto Macri in novembre.

Nella visione del Presidente Macri, per mettere in moto l’economia e la crescita dell’Argentina la priorità è attirare nuovi investimenti. Il concetto è alla base del suo programma di Governo. Lo conferma la deputata nazionale Susana Balbo, proprietaria di una delle più importanti imprese di esportazione di vini di alta gamma dell’Argentina. “Davos è da molti anni un forum dove si tessono alleanze di cooperazione tra Paesi e grandi imprese”, ci dice Balbo, il World Economic Forum “è una delle reti di trattative globali di maggior importanza. L’Argentina è assente da molti anni, sia per le sue posizioni politiche nei confronti di questo meeting, sia per la mancanza di interesse dei grandi investitori nello stabilire trattative con il nostro Paese”.

Secondo Balbo, “il mondo sta guardando con rinnovato interesse ai primi passi del nuovo Governo argentino e le sue prime decisioni di tornare a intavolare relazioni bilaterali e multilaterali di mutua convenienza all’interno di un’economia sempre più globalizzata”. Parte dell’interesse internazionale è dovuto anche alla crisi che coinvolge il Brasile, crisi che riporta l’Argentina al centro della scena sudamericana.

Basta osservare l’indagine realizzata sui tredicimila imprenditori che partecipano al forum di Davos per capire perché l’Argentina ha rimpiazzato il Brasile nelle priorità economiche internazionali. Il 60% dei consultati sostiene che il maggior ostacolo per fare affari nel 2016 è il fallimento della governabilità. Senza dimenticare una conseguenza immediata della crisi politica brasiliana: la corruzione. Questa problematica è ancora più importante nella valutazione degli intervistati, addirittura più importante rispetto a fattori quali la mancanza d’acqua o delle infrastrutture.

Brasile a parte, lo sguardo sul resto della regione non è dei più incoraggianti: il ribasso dei prezzi delle materie prime spicca tra i rischi per gli investitori, dato che diversi Paesi dell’America Latina basano le loro esportazioni su minerali, petrolio e prodotti agricoli. Risultato simile, ma in direzione opposta, è che secondo i tredicimila consultati per la realizzazione di questa ricerca, che ha anticipato Davos 2016, è il fatto che i nuovi investimenti potrebbero «stimolare l’economia e rinforzare la resistenza della regione ai rischi globali».

Al momento di organizzare il viaggio da Buenos Aires a Davos, punto forte della missione in Svizzera è stato coinvolgere quello che fu uno dei suoi avversari alle elezioni presidenziali di fine 2015. Si tratta di Sergio Massa, di Frente Renovador, decisivo per il successo di Macri al ballottaggio, e preferito all’altro candidato, il peronista Daniel Scioli.

Susana Balbo, afferma: “Il calendario di appuntamenti, così come la partecipazione di Sergio Massa, sono un buon punto di partenza per spiegare il cambio che la nuova amministrazione si propone e che può avere un grande impatto nei prossimi anni, in materia di investimenti e cooperazione internazionale”. La partecipazione di Massa è inedita per uno scenario politico che si è nutrito di antagonismi. Ma ora l’alleanza tra Macri e Massa sta attraversando il suo momento migliore e rappresenta unagaranziaper gli investitori, imprenditori e capi di Stato. «Governo e opposizione insieme, per mostrare al mondo che l’Argentina è un buon posto dove investire», ha commentato Massa.

Secondo Blas Briceño, Presidente di Finnegas, società sviluppatrice di software per imprese, la partecipazione dell’Argentina a questi incontri “favorisce il clima delle trattative, genera relazioni tra Paesi e migliora la visibilità”. Mi sembra, dice, “giusto esserci e partecipare, indipendentemente dalle idealizzazioni, dato che ognuno può sostenere il proprio punto di vista sui vari temi, ma dialogo e convivenza sono convenienti e fruttuosi per tutti”.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->