martedì, Maggio 11

Danimarca: migranti, spinta per campi extra Ue La proposta dei Socialdemocratici danesi in vista delle elezioni del 2019

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I Socialdemocratici danesi, oggi all’opposizione ma con sondaggi favorevoli, puntano sullo stop alla possibilità di aspettare nel loro territorio la risposta a una domanda di asilo, mirando alla creazione di un campo fuori dall’ Ue (indicato il Nord Africa come luogo ideale dove individuare l’area) in cui trasferire chi arriva nel Paese e chiede legittimamente o meno protezione, e dove gestire la prima accoglienza e la valutazione della sua domanda.

Un’idea che ricorda quella degli hotspot dell’ Onu (lievemente diversa e destinata a integrarsi con quest’ultima, dal momento che il campo in questione è pensato per valutare esclusivamente le richieste di chi giunge in Danimarca e non per raccogliere le domande di chi si sposta all’interno del continente africano), difficile da realizzare, ma sulla quale la Socialdemokratiet ha deciso di investire molto in termini di reputazione, considerato che si tratta di una proposta lanciata in vista delle elezioni del 2019 con una conferenza stampa, video spot in rete e un dossier pubblico di 42 pagine. Mette Frederiksen, la leader del partito, ha illustrato il piano ai giornalisti nella giornata di lunedì, scatenando reazioni, di vario genere, in tutta la Danimarca. Commenti e analisi hanno portato in pochissimo tempo al centro del dibattito nazionale quanto detto davanti ai microfoni a Christiansborg, il palazzo del Parlamento. Mossa a sorpresa quella dei Socialdemocratici, il principale partito di opposizione al Governo del liberale Lars Lokke Rasmussen ma anche il principale partito in termini di rappresentanza parlamentare, sebbene la coalizione di centrodestra abbia raggiunto la maggioranza alle scorse elezioni.

Alla base del progetto socialdemocratico la volontà di arginare l’ondata migratoria e cambiare radicalmente il sistema dell’accoglienza e dell’integrazione. Il partito mira a scoraggiare i “pericolosi viaggi” autonomi di clandestini e possibili rifugiati verso la Danimarca e verso l’Europa, a favore di un modello basato su una distribuzione organizzata dei migranti attraverso l’ Onu. Per garantire la sicurezza dei migranti da un lato e per non sovraccaricare il sistema dell’ospitalità scandinavo dall’altro. Secondo il piano delineato da Frederiksen, chi arriva alle porte del Paese per chiedere asilo deve essere trasferito in un campo di accoglienza extra Ue in attesa della valutazione della domanda. Qui i richiedenti asilo sarebbero accolti in condizioni di sicurezza sotto la responsabilità danese e attenderebbero la risposta ufficiale dello Stato. In caso di risposta positiva alla domanda, la responsabilità del rifugiato passerebbe all’Onu per una sua collocazione. In caso di risposta negativa, si procederebbe con il rimpatrio. Con una struttura del genere i Socialdemocratici porterebbero la Danimarca ad essere maggiormente collaborativa verso le quote di distribuzione dell’Onu, fatto salvo un tetto massimo al numero delle persone da accogliere. Complicata l’organizzazione. E’ per questo che la Socialdemokratiet si è detta pronta a far agire la Danimarca da sola, ma più propensa a trovare sponde in altri Paesi europei, al fine di percorrere strade comuni.

Dietro queste linee d’azione, la convinzione che parte di quanto speso oggi per l’ospitalità dei migranti possa essere risparmiato e utilizzato con risultati più incisivi per migliorare le condizioni dei territori dai quali molte persone decidono di allontanarsi in cerca di una sorte benevola e per finanziare l’Onu.

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