sabato, Maggio 8

Dall’Europa alla Cina: la pubblica sicurezza si internazionalizza

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Accadde nel lontano 1981 che, con la legge 121, venne istituito il nuovo ordinamento dell’Amministrazione della pubblica sicurezza, l’attuale Polizia di Stato, erede del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, istituito nel 1852 nel Regno di Sardegna, preposto alla tutela dell’ordine e all’amministrazione della pubblica sicurezza. Al vertice vi è il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, coordinato dal Capo della Polizia.

Indubbiamente, da quel momento numerosi passi in avanti sono stati fatti e, oggi, l’Italia può vantare, purtroppo o per fortuna, ben quattro corpi (in seguito all’assorbimento della forestale negli altri corpi) di forze dell’ordine nazionali: la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza e la Polizia Penitenziaria, presenti in ogni parte del Paese a svolgere il proprio lavoro nell’interesse dello Stato Italiano. A dimostrarlo, una ricerca sulla qualità della sicurezza, condotta dall’Istat nel 2015, sostiene che nel 2014 è aumentata, rispetto agli anni precedenti, la percezione di sicurezza da parte dei cittadini. Cresce, dunque, la percentuale di coloro che si sentono molto, o abbastanza, sicuri nella zona in cui vivono.

Sempre nel 2015, nella ‘ relazione al Parlamento sull’attività delle forze di polizia, sullo stato dell’ordine e della sicurezza pubblica e sulla criminalità organizzata’, si legge che «la gestione delle emergenze, nonché le esigenze operative legate a speciali situazioni, hanno determinato, per le Forze di Polizia, uno straordinario impegno per la gestione dell’ordine pubblico».

Ma le forze dell’ordine italiane si distinguono, per la loro attività, anche all’estero. Recentemente, infatti, si è parlato di uno scambio di competenze tra funzionari italiani e cinesi. Questo scambio si basa su un accordo, il Memorandum d’Intesa per l’esecuzione di pattugliamenti congiunti, siglato il 24 Settembre del 2015 all’Aia (Paesi Bassi), tra il Ministero degli Interni italiano e il corrispondente Dicastero della Repubblica Popolare Cinese. Obiettivo è quello di “coadiuvare la polizia cinese nei luoghi di maggior afflusso turistico e di fornire le giuste indicazioni ai turisti italiani se dovessero avere bisogno o se si dovessero trovare in situazioni di necessità”, ci spiega Mario Argenio, vicequestore aggiunto e responsabile della comunicazione istituzionale della direzione centrale Polizia di Stato. «L’intesa prevede, infatti, che poliziotti cinesi e italiani possano lavorare insieme per assistere i propri connazionali e prevenire reati di criminalità diffusa nelle località turistiche più frequentate dai cittadini dei due Paesi», si legge in un comitato stampa dell’Ambasciata Italiana a Pechino, risalente al 5/10/15.

Alla base dell’Intesa c’è “uno scambio di informazioni”, dichiara Argenio e prosegue, “avere il maggior numero di informazioni, informazioni che sono pienamente qualificate e che sono attuali, è un valore aggiunto per qualsiasi tipo di attività di polizia sia nazionale che internazionale”.

Secondo l’accordo, i poliziotti sono già venuti in Italia lo scorso Maggio e torneranno in Italia il prossimo Giugno, nelle città di Roma, Milano, Firenze e Napoli; mentre, i nostri uomini, dal 24 Aprile scorso si trovano già a Pechino e a Shangai e vi resteranno fino al 7 Maggio. “Il fatto che i cinesi inviino ben 8 operatori è rappresentativo dell’interesse, e grande successo, che ha suscitato questa iniziativa nella Repubblica Popolare Cinese; ovviamente, i cinesi hanno un grande interesse a fornire un alto indice di sicurezza, così come accade in Patria, ai loro connazionali che si trovano all’estero”, ci dice soddisfatto il vicequestore aggiunto.

Tutti gli uomini del dipartimento di pubblica sicurezza si mostrano, infatti, orgogliosi di questa iniziativa poiché “da questo punto di vista, noi siamo dei precursori e dei fautori; abbiamo un ruolo importante nell’ambito dell’Unione Europea”, ci confessa Argenio, e ciò è dimostrato dal fatto che si tratta del primo accordo operativo siglato dalla Repubblica popolare cinese con un Paese Europeo.

Sull’argomento interviene anche Francesco Carrer, esperto di forze di polizia nel Consiglio d’Europa, secondo il quale uno degli obiettivi dell’intesa potrebbe essere contestualmente anche quello di far conoscere altre modalità di lavoro delle forze di polizia; ma non solo. “Credo che quando ci sono fenomeni di migrazione, in senso generale, il conoscere la lingua e i costumi delle persone che vengono, nel caso nostro, in Italia, sia molto importante. Intanto per accoglierli, in senso positivo, ed eventualmente anche per contrastarli” e continua sostenendo quanto sia elevato il livello delle forze dell’ordine italiane se si pensa che, negli ultimi due anni, siamo stati al centro di eventi che hanno coinvolto tutto il mondo, quali il Giubileo, l’Expo di Milano, l’anno Santo, tutta una serie di grosse situazioni molto impegnative nella quotidianità, per di più negli ultimi tempi con la minaccia del terrorismo.

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