mercoledì, Settembre 22

Dallas, liberato DeRay Mckesson. E Trump attacca Obama field_506ffbaa4a8d4

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Passando alla Gran Bretagna, giornata decisiva in casa Tories, dove Andrea Leadsom ha deciso di rinunciare alla candidatura per la leadership del partito e per Downing Street, lasciando così la strada spianata a Theresa May. La Leadsom ha ammesso di non avere ‘sufficiente sostegno’ in Parlamento e ha dunque offerto il suo appoggio alla May, a cui ha ricordato l’impegno di portare avanti la Brexit. E proprio su questo tema è intervenuta la cancelliera tedesca Angela Merkel, secondo cui i negoziati tra l’Unione europea e il Regno Unito ‘saranno difficili’: «Questo è il motivo per cui i 27 Stati membri devono domandarsi ‘come dovrebbe essere la nostra Europa?’». Mentre alla ‘BBC‘ ha parlato il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni: «Per il futuro dell’Europa, l’Italia non è il problema. Noi speriamo invece di contribuire alla soluzione. Se qualcuno si preoccupa per la stabilità e il futuro dell’economia dell’Unione europea ha ragione. Ma il motivo, sfortunatamente, non è il referendum costituzionale italiano ma è quello votato dai britannici».

In Siria nuovi bombardamenti di artiglieria da parte dei ribelli in alcuni quartieri di Aleppo controllati dai governativi. Secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus), il bilancio è di 9 morti. E mentre gli USA, per bocca del ministro della Difesa americano Ashton Carter, hanno annunciato l’invio di altri 560 militari in Iraq, arrivano da parte del Dipartimento di Stato dati interessanti sull’ISIS: diminuito del 45% in due anni il traffico dei jihadisti su Twitter, piattaforma da sempre molto utilizzata per la propaganda. A febbraio bannati almento 125mila account riconducibili al Califfato. «Stiamo negando all’Isis l’abilità di operare online in modo indiscusso e stiamo vedendo un declino della presenza su Internet», ha commentato Michael Lumpkin, capo del Global Engagement Center. «Il pubblico anti-Isis sta acquisendo sempre più voce sui social network e questo non può che indebolire l’abilità dell’Isis di reclutare nuove persone».

Grande cerimonia a Srebrenica al cimitero-memoriale di Potocari per ricordare le vittime del genocidio del 1995: a morire tra l’11 e il 13 luglio furono 8.372 musulmani dopo la caduta nelle mani dei serbo-bosniaci dell’area protetta dell’Onu. Nel corso della cerimonia funebre, accanto alle 6.377 vittime finora sepolte, verranno inumati i resti di altre 127 vittime trovati nel corso dell’ultimo anno nelle fosse comuni e identificate tramite il Dna. Ma ancora diversi sono i corpi di cui non si sa il nome a causa dei pochi resti trovati, segno del tentativo di occultamento portato avanti all’epoca da militari e poliziotti serbi.

Andando in India, violenta manifestazioni nel weekend hanno scosso lo Stato dello Jammu & Kashmir dopo l’uccisione venerdì del giovane comandante separatista Buhran Wali: il bilancio è di 21 morti, fra cui un agente di polizia, oltre 200 feriti e tre poliziotti dispersi. Anche oggi, per il secondo giorno consecutivo, la gente è scesa in piazza per protestare e affrontare le forze dell’ordine, con attacchi anche ad alcune postazioni della polizia. A New Delhi il ministro dell’Interno Rajnath Singh ha presieduto un incontro per valutare la situazione e ha parlato con il governatore del Kashmir, Mehbooba Mufti, assicurando tutto l’appoggio del governo per controllare la situazione.

Infine chiudiamo con l’arrivo in Italia di un detenuto yemenita di Guantanamo, il campo-prigione a Cuba che il presidente Barack Obama vuole smantellare. Una decisione presa per ‘motivi umanitari’, come ha comunicato la Farnesina. E subito è arrivato il ringraziamento del Pentagono anche per il sostegno di Roma «agli attuali sforzi americani di chiudere la prigione». Dopo lo yemenita, nel campo di Guantanamo resteranno altri 78 prigionieri: difficile che Obama porti a compimento il suo scopo prima della fine del mandato.

 

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