lunedì, Settembre 27

Dall’Afghanistan al green pass, la non-comprensione della gravità dei fatti Dalla tragedia dell'Afghanistan e dei suoi profughi, per i quali si prepara la ripetizione dello sconcio infame dei profughi siriani in Turchia, alle chiacchiere buffonesche sul passaporto verde, sembra che in certe parti della nostra popolazione, la comprensione della gravità dei fenomeni sia lontana dall’essere presente

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Restando in tema di festeggiamento delle vacanze in libertà di pensiero ed azione, le cose che mi hanno colpito sono molte. Ma tra di esse colpiva e colpisce l’assoluta frenetica ricerca di creazione di complicazioni inesistenti, di problemi strumentali, di conflittualità infantili. Dopo due anni di pandemia, e grazie anche -benché non solo- all’attiva collaborazione della destra (oscurantista? No. Oscurata) sembra che in certe parti della nostra popolazione, la comprensione della gravità dei fenomeni dai quali siamo investiti sia lontana dall’essere presente.
E non mi riferisco solo alla pandemia, purtroppo. Ma anche  -e ci tornerò-  alla tragedia (sì, tragedia) dell’Afghanistan, con l’immediata partenza delle gelosie, dei conflitti, degli egoismi, dei cinismi tipo quello degli austriaci che non vogliono vedere un afgano nemmeno col binocolo -l’ha detto bene, domenica, Sergio Mattarella!-, e della solita Angela Merkel, ormai quasi in disarmo ma mai doma a fare i propri (della Germania, intendo) interessi a spese altrui, che infatti propone con sussiego una grande azione della UE per … finanziare i Paesi confinanti per accogliere rifugiati! Cioè, la ripetizione dello sconcio infame dei profughi siriani in Turchia, chiusi in una sorta di campo di concentramento e condannati a sopravvivere, la ripetizione dico di quello sconcio moltiplicato per quattro o chi sa quanti. Non vorrei essere volgare, ma certe volte sembra che l’idea dei campi di concentramento sia un ‘topos’ tedesco. Ma, per concludere per ora, mi colpisce letteralmente come una frustata in pieno viso, una frase di Mario Draghi, assente come gli altri Ministri dall’accoglienza almeno dei primi fuggiaschi -non sapevo che anche lui come Giggino e gli altri frequentasse spiagge affollate incurante degli assembramenti. Frase in cui dice serissimo cheil sacrificio dei soldati italiani non è stato vanoe li chiama, anzi, ‘eroi‘. Al solito, eroi come quelli di Nassirya. Non è stato vano, prof. Draghi? E a che è servito a svolgere qualche funzione ausiliare degli americani che cercavano di papparsi il Paese, ‘esportandovila democrazia (quale non si sa) a suon di bombe? Per una volta l’ineffabile Enrico Letta ne ha detta una giusta, un po’ in ritardo, ma tant’è, quando ha detto che la democrazia non si esporta. Per una volta che ha detto una cosa giusta, anche perché ovvia e detta da milioni di altri, è stato aggredito dal direttore di ‘Huffingtonpost‘, quel Mattia della genìa Feltri, che forse ha una agenzia per l’esportazione della democrazia e si è quindi molto dispiaciuto delle incaute affermazioni del ‘dotto Letta’.
Ma su ciò tornerò, è impossibile non tornarci dopo la devastante situazione alla quale abbiamo assistito. … E qualche ora fa, l’ultimo aereo di militari americani è decollato da Kabul. Fine della disgraziata avventura.

E invece per ora, torno alle chiacchiere buffonesche, sul passaporto verde (che voi ‘inglesi’ chiamate green pass) che continua a generare problemi.
Ho già mostrato in altro articolo, come la legge, anzi il DPCM, sia di una chiarezza e di una limpidezza assolute. Ma no. Noi se dobbiamo crearci complicazioni siamo maestri. Anche perché lecomplicazionisono inventate solo allo scopo -unicamente allo scopo- di non fare ciò che si chiede a tutti, o a farlo male o a fingere di farlo.
Come detto: purtroppo tutto o quasi lascia pensare che ancora in Italia (non vorrei dire ‘complici’ Giorgio Agamben e Massimo Cacciari, ma purtroppo in pratica è così), non si è capito che ci siamo trovati in una situazione tremenda, che non accenna a finire, anche perché se in alcuni ‘Paesi sviluppati’ le vaccinazioni ci sono state e ci sono e spesso in numero rilevante e ‘tranquillizzante’, nella gran parte del resto del mondo, di vaccinazioni nemmeno si parla, specie tenuto conto che una dose di vaccino costa ormai un capitale per i Paesi più poveri, e quindi il virus, se ben capisco, non solo continuerà a girare tranquillamente e in massa, ma subirà ulteriori varianti, proprio anche a causa del sempre maggior numero di vaccinati. Poi, se un giorno si capirà che cosa è realmente successo per Astra Zeneca, sarà un bel giorno!

Ciò posto, la guerra sorda al passaporto continua. Perfino i poliziotti si oppongono al passaporto nelle mense. Una cosa in sé e per sé oscena, e che avrebbe dovuto essere immediatamente non tanto condannata, quanto sanzionata da quella burocrate che fa il Ministro dell’Interno, redattrice di circolari fiume, ma incapace di impedire un party pericolosissimo e annunciatissimo alle porta di Roma, e, quanto a questo, nemmeno al tentativo di incendio della tenuta della Presidenza della Repubblica di Castel Porziano. Proprio i poliziotti, che dovrebbero essere tutti stravaccinati, non vogliono i controlli alle mense. Perché? E chi lo sa … temono che si ‘scopra’ qualche non vaccinato? E questo vale per qualunque mensa aziendale. Dove, tra l’altro, i frequentatori sono noti preventivamente e quindi più che di controllare si tratta di dire che se non sono vaccinati vadano a mangiare altrove, una volta e per tutte.
Ma il ‘Corriere della Sera‘, dico il ‘Corriere‘, il supergiornale che sa tutto e ‘dice’ tutto, dà il ‘la’ a tutto, si lamenta e si strazia perché il decreto legge in cui sono contenute le misure ancora non è convertito in legge e poi ci saranno le circolari, eccetera e quindi ‘la confusione è grande’. Molto umilmente, dottor Fontana, ma qualcuno lì al giornale è per caso laureato in Giurisprudenza, o magari avete un avvocato di fiducia (laureato, intendo)? Un Decreto legge è -ripeto è- è legge. E quindi si applica ora e subito, anche senza circolari e balle simili. Quindi, qual è il problema?
La falsa coscienza, rispondo, solo quella. Si cerca di rendere le cose, o meglio, di descrivere le cose, come complicate e incerte, anche quando sono chiare e inequivoche. A Napoli, dove spesso siamo grossolani ma chiari, si direbbe ‘ci azzuppano il pane’, i borboni avrebbero detto ‘si fa ammuina‘, perché? Per fare ammuina, no?

E nella scuola un altro dramma. Visto che la norma è chiarissima e, stavolta, ribadita a muso duro da Draghi in persona, e dice che se non sei vaccinato non entri a scuola e se continui a non vaccinarti, dopo cinque giorni perdi lo stipendio, si deve pasticciarci un po’. Certo, lo sappiamo, ci sono i rarissimi casi in cui non ci si può vaccinare. È vero che qualche medico di base tempo fa rilasciava interviste per sottolineare che molti vanno da loro proprio a chiedere questa certificazione, evidentemente un po’ ‘garibaldina’, ma c’è da sperare che non siano molti e poi i controlli ci sono, no? Comunque, per quelli impossibilitati a vaccinarsi, che si lamentano per il costo dei tamponi, si è deciso di darglieli gratis. E va bene. Ma poi naturalmente, tutti li vogliono gratis, anche chi non si vuole vaccinare e basta. E di nuovo, meno male, Draghi ha risposto a muso duro che non se ne parla -tra l’altro, penso sarebbe un illecito amministrativo.
Ma i presidi insistono (sorvolo sui sindacati, se no mi va di traverso la colazione!) che vogliono assumere altre 8.000 persone per i controlli. Ma scherzate? Scusate, signori Presidi, ma voi ci andate ogni tanto a scuola, no? E allora i ‘vostri’ insegnanti li conoscete, no? E dunque, a parte il fatto che quindi basta guardarli la seconda volta e se erano vaccinati la prima, inutile controllare il passaporto di nuovo, e quindi si controllano solo gli altri, che, per dichiarazione degli stessi Presidi, sono pochi, se è vero come si dice che quasi l’80% dei docenti ecc. della scuola sono vaccinati. A parte ciò, si potrebbe (come si faceva una volta) distribuire ai vaccinati una coccarda da indossare all’entrata … edddai che non trovo quello che mi paragona alle SS che imponevano la stella di David agli ebrei?!
Ma no, occorrerà una circolare esplicativa del Ministro.
Esplicativa, di un Ministro che, di fronte al problema della necessità di areare gli ambienti scolastici, invece di dire, che so, ogni due ore gli studenti escono e si ‘area’, no, lui viene da Ferrara, città dal clima notoriamente mite, e quindi decide: in classe si tengano le finestre aperte! E non lo dice ridendo, posto che sappia farlo. Invece della polmonite da Covid, i ragazzi avranno quella da ‘ventilazione’.
Ecco, come dico spesso, ecco perché sono preoccupato. Come si fa a sperare che questo diventi un Paese serio?

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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