mercoledì, Settembre 22

Dalla Siria a Mosca: come barboni in aeroporto

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Sono bloccati da oltre se settimane in un angolo del terminal dell’aeroporto di Mosca. E’ una famiglia siriana, la famiglia Hasan, scappata dalla guerra, che fa un appello ai media chiedendo di essere messa nelle condizioni di chiedere asilo in Russia, o lasciare la capitale per trovare posto in un altro paese. Sono arrivati il 10 settembre, dice l’inviato della televisione Channel 4 News, e vivono in una pseudo casa di fortuna in attesa che l’autorità russa responsabile dell’immigrazione decida del loro destino. Il più giovane dei tre figli, ha tre anni.

Famiglia HasanQuando sono scappati dai bombardamenti al confine gli è stato sequestrato il passaporto. La loro storia è finita davanti ai giudici della Corte federale russa che ha deciso di sanzionare la famiglia per migliaia di sterline. Così, gli Hasan cercano di superare i giorni languendo lungo le zone di transito dell’aeroporto. Il loro caso è sbarcato fino alla Corte europea dei diritti dell’uomo, che ha dato al governo federale russo tempo massimo fino al 10 novembre per rispondere ad una serie di domande. I media hanno cominciato ad accendere i riflettori su come vengono gestiti i nuovi flussi migratori in Russia. Argomento poco degnato di attenzione, fino ad oggi. Mentre molti siriani sono ancora in movimento, il ‘Times’ di Mosca scrive che sono meno di un migliaio i siriani che hanno chiesto asilo nei primi otto mesi di quest’anno. Questo è quanto emergerebbe dai documenti ufficiali. I media ussi hanno provato a contattare l’Ambasciata russa perché si pronunciasse sul caso della famiglia Hasan. Ma nessun funzionario si sarebbe reso disponibile a rilasciare dichiarazioni.

(Servizio tratto dal canale ‘You Tube’ della emittente televisiva ‘Channel 4 News’)

 

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