domenica, Giugno 13

D'Alema: cercasi sinistra per il PD

0
1 2


Sembra non esserci pace per il PD (Partito Democratico) che a seguito delle primarie di domenica nelle grandi città del centro e sud Italia, non riesce a ritrovare un equilibrio e una coesione all’interno della propria fazione politica. Dopo le polemiche legate alle votazioni svoltesi a Napoli, dove un video pubblicato dalla testa giornalistica ‘Funpage.it‘, in cui veniva mostrata un’apparente ‘compravendita’ di voti, ha scatenato un susseguirsi di ricorsi, dapprima presentati dall’ex governatore Antonio Bassolino, che si è visto sfuggire la vittoria dalle mani per una manciata di consensi, tutti attualmente respinti ed oggi anche l’arrivo di un’ennesimo reclamo da parte della vincitrice Valeria Valente. «Abbiamo presentato un ricorso per verificare se iscritti del Pd abbiano tenuto comportamenti lesivi dell’onorabilità del partito e degli stessi candidati, durante le primarie» ha commentato così il comitato a suo sostegno con una nota allegata al reclamo dove si chiede anche «di avviare ogni accertamento utile» al fine di comprendere «se vi siano stati, nella giornata di domenica 6 marzo, comportamenti contrari alle norme previste dallo Statuto del partito». Nonostante la presenza del vicesegretario Lorenzo Guerini, giunto nella città partenopea per alcuni incontri, Bassolino ha comunque presentato un n nuovo esposto dove chiede l’annullamento delle intere votazioni «Sto andando a presentare il ricorso» ha riferito Bassolino ai giornalisti presenti «contro la proclamazione dei risultati elettorali, perché sono viziati da serie e gravi irregolarità che ne comportano l’annullamento».

Ai disguidi si aggiunge anche la forte presa di posizione di Massimo D’Alema che attacca Matteo Renzi e si dissocia dal suo ideale di partito rispondendo così ad un’intervista rilasciata al ‘Corriere della Sera‘: «Sta crescendo un enorme malessere alla sinistra del Pd che si traduce in astensionismo, disaffezione, nuove liste, nuovi gruppi. Nessuno può escludere che alla fine qualcuno riesca a trasformare questo malessere in un nuovo partito». E aggiunge «Sta crescendo un enorme malessere alla sinistra del Pd che si traduce in astensionismo, disaffezione, nuove liste, nuovi gruppi. Nessuno può escludere che alla fine qualcuno riesca a trasformare questo malessere in un nuovo partito». Secca e breve la replica del presidente Matteo Orfini che se ne ‘lava le mani’ con un «ne parleremo in direzione», ma l’ex presidente del consiglio non si ferma ed ai microfoni di ‘Sky Tg 24‘ commenta: «Bisogna compiere un lavoro di ricostruzione del centrosinistra, non di creazione di un partitino alla sinistra del PD. È una battaglia politica e culturale che passa sia all’interno che all’esterno del PD, perché molti hanno deciso di andarsene. Ci sono diverse personalità intorno a cui si può ricreare il centrosinistra in alternativa a Renzi. Quando si arriverà al congresso del PD questo risulterà alla luce del sole». A dar ‘man forte’ all’ex leader dell’Ulivo arriva Stefano Fassina che da Perugia alla tre giorni di Sinistra Riformista dichiara: «La nostra sfida è dentro il Pd, senza ambiguità: abbiamo due piedi dentro il Pd. E’ il nostro partito, ci crediamo, lo amiamo. Eppure vogliamo costruire un dibattito vero perché non ci sia la voce di uno solo o la sommatoria di comitati elettorali». Coglie la palla al balzo anche Pier Luigi Bersani, anche lui nel capoluogo umbro per la convention, che afferma: «Qui si respira un bel profumino di Ulivo. Il centrosinistra è geloso dei suoi valori e delle sue tradizioni, di vincere con i suoi valori». Nemmeno Gianni Cuperlo riesce a frenarsi e dice la sua sul clima di ‘disgregazione’ che aleggia attorno al PD: «Il Pd va ricostruito e bisogna farlo dalle radici. Non può essere né un ascensore sociale per le carriere di alcuni né un esercito svuotato di soldati e messo al servizio del potere». E prosegue: «Lo dico a Renzi: svolga il suo compito di segretario. La segreteria del Pd non è convocata da mesi, si era iniziato bene convocandola all’alba, la si convochi anche più tardi ma la si convochi». 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->