venerdì, Aprile 16

Dalai Lama: ‘persona non gradita’ in Sud Africa 14° Summit Annuale dei Premio Nobel

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Dalai Lama

 

Johannesburg – Il 14° Summit Annuale del Premio Nobel doveva tenersi -per la prima volta nella storia- a Città del Capo, Sud Africa. Il che sarebbe stato particolare considerando che il Sud Africa è diventato una luce di speranza dopo il 1994. Nei giorni scorsi, il summit è stato cancellato all’ultimo minuto poiché al Dalai Lama è stato rifiutato dal Governo il visto per entrare nel Paese. Gli altri candidati, come reazione, hanno annunciato che avrebbero boicottato l’evento.

«L’incontro per il Nobel della Pace che era stato organizzato per essere tenuto in Sud Africa per onorare l’eredità del nostro insigne collega, Nelson Mandela, è stato cancellato poiché il Governo del Sud Africa non mi ha permesso di essere presente», ha detto il Dalai Lama in un discorso a Dharamshala, città dell’India del Nord. «Questa è una sorta di bullismo nei confronti di una semplice persona»

Questa è la terza volta che al Dalai Lama viene rifiutato l’ingresso in Sud Africa. La ragione starebbe nei rapporti commerciali del Sud Africa con la Cina, il Governo non intende irritare la Cina permettendo al Dalai Lama di entrare nel Paese. Per altro il Sud Africa sostiene la Cina nel rifiuto dell’indipendenza al popolo tibetano.

L’ex Presidente, Frederik de Klerk, ha dichiarato: «E’ con immensa tristezza che ho ricevuto la notizia che il 14° Summit mondiale per il Nobel per la Pace di Città del Capo è stato cancellato. Sono stato presente a molti summit in precedenza e ho sempre atteso il momento in cui il Sud Africa avrebbe ospitato questo prestigioso evento. Questo perché credo che noi sud africani possiamo dare un contributo significativo al dibattito internazionale sulla risoluzione pacifica dei conflitti. Quello che abbiamo raggiunto in Sud Africa tra il 1990 e il 1996 è forse uno dei migliori esempi dell’idea che aveva Alfred Nobel in mente quando ha istituito il premio più di cento anni fa.Volevamo condividere quest’esperienza con il mondo e con i precedenti candidati per il Nobel per la Pace a Città del Capo  -la città in cui sono avvenuti i maggiori eventi durante il periodo di trasformazione della nostra società. Volevamo inoltre dedicare questo summit alla memoria di Nelson Mandela  -un uomo che è forse uno dei più importanti esempi del vero spirito del Premio Nobel per la Pace. Ora questo non accadrà  -principalmente perché il nostro Governo ha rifiutato ancora una volta di concedere il visto al Dalai Lama, e secondariamente, poiché i candidati al Nobel per la Pace hanno deciso di boicottare il summit per via del rifiuto del visto. Posso capire la reazione dei candidati, ma ciò nonostante non sono convinto che sia la risposta più giusta»

Il 23 settembre, l’Arcivescovo Anglicano Emeritus Desmond Tutu e Frederik de Klerk, insieme con le Fondazioni Nelson Mandela e Albert Luthuli, avevano scritto ai candidati al Nobel per la Pace chiedendo loro di non boicottare il summit. Spiegando che facendo questo, avrebbero semplicemente aiutato il Governo del Sud Africa ad ottenere ciò che voleva, ovvero allontanare il summit dal Sud Africa. Si sono appellati ai candidati per farli venire a Città del Capo a dimostrare la loro solidarietà, puntando sul fatto che la loro presenza sarebbe stata il miglior tributo che avessero potuto mai fare alla memoria e ai risultati ottenuti da Nelson Mandela.

Il mese scorso, 14 candidati al Nobel avevano scritto a Jacob Zuma chiedendogli che fosse concesso il visto per il Sud Africa al Dalai Lama. Nessuna risposta era arrivata da Zuma.

Il leader del Congresso del Popolo COPE, Mosiuoa Lekota, ha detto che il Governo ha anteposto gli interessi politici a quelli del popolo, «gli interessi importantissimi, che dobbiamo proteggere, sono gli interessi del popolo del Sud Africa», ha detto Lekota, invece è stata data «priorità agli interessi di un Governo di un altro Paese».

Intanto, il capo del ramo di sinistra dell’ANC ha chiesto al Sindaco di Città del Capo Patricia De Lille di scusarsi per le ‘bugie dilaganti’. «L’Alleanza Democratica DA e Patricia De Lille hanno alzato un polverone riguardo la questione del Dalai Lama», ha detto il Presidente provinciale dell’ANC Marius Fransman. «Il fatto è che il Sud Africa non ha mai rigettato la richiesta del Dalai Lama di entrare nel Paese. Ogni volta ha ritirato la  domanda prima che il processo potesse essere completato».

Il portavoce dell’ANC Mac Maharaj ha detto che il Governo del Sud Africa è stato informato dall’ufficio del Dalai Lama che non sarebbe stato presente al summit, «perciò ha effettivamente cancellato la richiesta del visto».

Il presidente del comitato, Siphoeszwe Masango, ha detto che «la percezione che la Cina dia ordini al Sud Africa sulle basi delle relazioni commerciali è sbagliata e infondata. La Cina è un partner commerciale del Sud Africa, così come gli Stati Uniti. Il commercio con l’estremo oriente e con altri partner commerciali strategici non significa che gli ‘avversari’ della Cina debbano essere considerati gli ‘avversari’ del Sud Africa».

Il candidato al Nobel per la Pace l’Arcivescovo Tutu ha accusato il Governo di ‘inchinarsi ossequiosamente’ alla Cina. Quando il Governo degli Stati Uniti ha cercato di dissuadere Nelson Mandela dall’incontrare l’ex Presidente libico, Muammar Gaddafi, egli si è opposto. Mandela ha viaggiato per 330km su strada da Tripoli dopo che le Nazioni Unite avevano imposto un embargo aereo sulla Libia. «Mandela ha sostenuto un principio; i nostri leader oggi crollano per nulla. I nostri leader hanno ‘sputato’ in faccia a Mandela».

Lo scarica barile continua, a scapito della reputazione del Sud Africa.

 

Traduzione Sara Merlino

 

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