giovedì, Dicembre 2

Dal Venezuela, facciamo il punto sulle prossime elezioni Venezuela: piú che il tempo limitato, il problema dell’opposizione é il candidato. Mentre l’opinione pubblica spera in un outsider

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Un outsider vs Maduro?

La decisione da parte del Governo di partecipare ai dialoghi in Repubblica Dominicana e l’attesa nel convocare quanto prima elezioni (a tutto vantaggio dell’officialismo), fanno ipotizzare tensioni interne al Partido Socialista Unido de Venezuela (PSUV). La data delle elezioni rappresentava infatti una pezza chiave nelle negoziazioni con l’opposizione per ottenere in particolare l’attenuazione delle sanzioni internazionali che stanno colpendo il Governo e molti funzionari chavisti, ed il riconoscimento dell’ANC. La linea dura dell’opposizione sull’ANC e della comunità internazionale sulle sanzioni hanno fatto prevalere la via ostile da parte del Governo di Maduro. Piuttosto che mettere a rischio la propria permanenza al potere, ha preferito convocare elezioni senza le condizioni di partecipazione, inclusione e trasparenza indispensabili in una democracia e senza alcun respaldo internazionale.

Nel mezzo del grande caos politico e della crisi sociale ed economica che sta vivendo il Paese, grande aspettativa si sta creando tra l’opinione pubblica venezuelana sulla presunta candidatura di Lorenzo Mendoza. Ingegnere industriale e imprenditore venezuelano, Mendoza è presidente della popolare Empresas Polar, la principale azienda privata produttrice di bevande e alimenti del Venezuela (della birra Polar e della famosa farina di mais precotta indispensabile per preparare l’arepa, piatto nazionale venezuelano, per intenderci). Nonostante i sondaggi che lo indicano come possibile avversario forte del madurismo e le petizioni popolari che chiedono all’impresario di accettare la candidatura, Mendoza non ha manifestado pubblicamente la sua intenzione a partecipare alle elezioni presidenziali.

Lorenzo Mendoza

L’individuazione di un outsider della politica per la candidatura presidenziale rappresenterebbe un’opportunitá per l’opposizione per andare oltre ai personalismi ed unificare il consenso dei venezuelani che chiedono un leader diverso e credibile in grado si ridare ossigeno al Paese. Secondo l’economista oppositore Luis Vicente León, presidente di Datanalisis, la popolazione non allineata politicamente è decisamente più grande di quella Chavista o dell’opposizione. «La forza maggioritaria è rappresentata dalla popolazione che non si fida di nessuno dei due. Oggi, la maggior parte degli indipendenti non ha trovato altri con cui connettersi», ha dichiarato nel corso della trasmissione radiofonica ‘Sin Duda‘.

Secondo León, la figura di Lorenzo Mendoza riflette la necessitá di riempire questo vuoto di leadership da parte della societá venezuelana; sebbene l’imprenditore non abbia espresso il suo desiderio di partecipare, «la figura concettuale dell’indipendente, dell’outsider, può irrompere in qualsiasi momento. È un rischio che corrono sia l’opposizione che il Governo», ha affermato l’analista in conclusione dell’intervista.

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