mercoledì, Giugno 16

Dal Pianeta Papi…lla field_506ffb1d3dbe2

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papalla 

 

I miei coetanei ormai demodé sono in grado di ripescare dal mare magnum della memoria uno spot pubblicitario divertente, intriso d’ironia, non per nulla frutto della sfrenata fantasia di Armando Testa.

Gli elettrodomestici Philco promuovevano i loro prodotti sul pianeta Papalla e quegli umanoidi tondeggianti erano simpatici e giocherelloni: si sposavano e aspettavano… un Philco.

Ora che tutto è degradato in una palude stigia, anche il pianeta Papalla, dove sugli alberi crescevano le pietanze già cucinate e c’erano bionde distese direttamente di spaghetti ha avuto una brusca involuzione, diventando il pianeta Papi…lla, abitato da Papi dalle gesta extraterrestri e dal Bucaniere dell’Arno dal falso sembiante da cresimando ed assetato di essere il mazziere delle prossime nomine ai vertici degli Enti di Stato.

La lettura delle cronache politiche non conforta ma scora, perché è un crescendo di consapevolezze delle gesta di un manipolo di biscazzieri che stanno giocando a dadi sulla nostra pelle.

Non so neanche da che parte cominciare, ma tanto, comunque, questa mia cronaca è un cronicario, ovvero la testimonianza che non c’è questo o quell’episodio a zavorrare la vita politica ed istituzionale italiana, bensì è diventata tutta una morchia [lat. *amŭrcŭla, dim. di amurca (dal gr. ἀμόργη)].

Col ritmo del bolero che mi contraddistingue, cominciamo col piano/sottovoce, pescando dalle cronache locali: la notizia è di quel Consigliere regionale campano, Gennaro Salvatore, fino a qualche mese fa capogruppo  in Consiglio del Gruppo Per Caldoro Presidente (e pare anche braccio destro del Governatore) che, dagli accertamenti contabili, risulterebbe essersi macchiato di peculato fino ad un ammontare di quasi 100mila euro in scontrini di rimborsi. Scrive ‘Il Mattino’ on line:  «Tra gli scontrini consegnati da Gennaro Salvatore figurano anche acquisti di gomme da masticare, sigarette, articoli per la casa, una bombola del gas e una tintura per i capelli da donna costata 87 euro».
Da donna, appunto (e mi deve rivelare quale è la marca di una tintura per i capelli femminili così costosa: che li colori per l’eternità?); perché, con tutta la buona volontà, essendo Salvatore calvo come una palla da bowling, non si capisce dove avrebbe potuta applicarla.

Saliamo di un tono e diamo un’occhiata all’estero. C’è chi fa outing e chi, avendolo già fatto, vuole fare ancora un passo in avanti. E’ il caso del Primo Ministro belga Elio di Rupo, che si spoglia in tv, fortunatamente mostrando solo la schiena nuda.
Ricordando certi commenti poco cristiani di Nicole Minetti sul proprio sommo finanziatore e le sue caducità fisiche, ci riteniamo fortunati che costui, quand’era premier, non abbia voluto lui inaugurare tale burlesquoso trend, facilitato anche dal fatto di essere il padrone del vapore televisivo.

La musica è un po’ schizzata in alto, anche perché il personaggio introdotto, oggi, pur non avendo detto neanche una parola, merita comunque attenzione.

«Me so’ ammazzata dalle risate»  -come direbbero qui a Roma-  all’involontaria scenetta avvenuta nel corso delle consultazioni al Quirinale, quando è stata la volta delle dichiarazioni alla stampa del Gruppo parlamentare Fratelli d’Italia.
E ciò non perché i tre componenti della delegazione hanno mostrato la loro tessera elettorale perché volevano, in un atto di metaforica protesta, riconsegnarla al Capo dello Stato, bensì perché la visione dei tre Crosetto-Meloni-La Russa pareva partorita da Charles Addams, il fumettista statunitense creatore della ‘Famiglia Addams’: in particolare, Crosetto era Lurch il maggiordomo, la Meloni Mercoledì Addams e La Russa era perfetto come qualche demoniaco ospite… Certamente, lasciato il Colle, si saranno diretti di filato a Cemetery Lane 0001.

E dove sarà andato un altro opinabile ospite del Quirinale, il mio Innominato senza resipiscenza, che venerdì scorso era in visita ‘politica’ al Presidente della Repubblica, guidando la delegazioni di Forza Italia  -e su tale eresia già mi sono espressa con vivo sdegno-  e ieri è stato dichiarato contumace a Napoli, nel processo per la cosiddetta Compravendita dei Senatori, una contromisura da lui presa per correggere la distorsione del risultato elettorale che lo metteva in difficoltà nelle votazioni al Senato?

Insomma, pensate che incredibile follia: oltre che pregiudicato e condannato in via definitiva, il soggetto in questione, su cui pendeva l’eventualità, poi realizzatasi, di essere dichiarato contumace, tomo tomo, cacchio cacchio si presentava nel luogo più vistoso d’Italia, (mica il bar Sport di Arcore), a parlare con il Presidente, oltre che della Repubblica, anche del Consiglio Superiore della Magistratura. Al quale infinite volte avrà ripetuto quel suo mantra sulla persecuzione dei giudici comunisti.
Comunisti come lo stesso Giorgio Napolitano finché lui non ha cambiato Partito, non perché è passato in un’altra forza politica, ma perché il PCI ha mutato nome.

Un papocchio così non s’è visto mai, neanche in un libro di fantascienza; una roba da farci ridere dietro perfino dalle piovre che abitano il pianeta Nettuno.

Un piccolo contrappasso, una vendetta della sorte, sussurra ‘Dagospia‘, potrebbe averceli fatti gustare la badante Francesca, che, s’insinua, è la vera artefice dei lividi riportati dal suo paleo-compagno e che noi malvagiamente avevamo pensato procurati come alibi per scapolarsi la presenza al processo di Napoli.
Pare, infatti, che gli abbia mollato ‘du pizze (a Roma… a Napoli si dice due ‘chianettoni’) perché l’ha sorpreso a tentare di prendere contatti con un po’ di Olgettine esiliate. Quando gli scatta il trip, lui è incontenibile, in una specie di delirante coazione a ripetere.
Un meccanismo psicologico su cui l’ex moglie Veronica potrebbe scriverci un libro  -e solo quell’argent de poche così dovizioso glielo impedisce: quale editore potrebbe assicurarle una rendita tanto ‘generosa’?
Dunque, se ne faccia una ragione Franco Bechis, il povero Dudù e la sua pallina non c’entrano un piffero con le ferite riportare dal Satiro sbavante.
Piuttosto, ci si chiede come mai, di fronte a cotanta aggressività della kapò che gli sta accanto (altro che il povero Schulz, che oggi è a Roma, in Campidoglio), lui abbozzi e non la ‘licenzi’?

Infine, le mirabolanti promesse del Giamburrasca al Governo. Una riforma al mese accontenta di tutti le pretese?
A promettere, son buoni tutti… bisogna vedere se le promesse saranno mantenute… Senza voler fare la Sibilla Nocerinese, vedo nel nostro neanche tanto lontano futuro una sfilza di vedove in gramaglie, a strapparsi i capelli per aver toppato nel credere nell’ennesimo spacciatore di Provvidenza…

 

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