martedì, Settembre 21

Dal Caucaso ad Aosta: il passato che ritorna field_506ffb1d3dbe2

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Quanto del progetto è stato realizzato e quanto manca al suo completamento e in che consistono le attività future?

Le aree in previsione di realizzazione con un secondo stralcio funzionale esecutivo con fondi POR-FESR 2014/2020 già assegnati (fondi previsti nella scheda progettuale relativa di € 3.800.000) sono le seguenti:

  1. a) Zona Nord con allestimenti e sala delle stele, dove è prevista la riproposizione degli allineamenti di stele così come sono stati rinvenuti nel sito. Quota scavo archeologico e completamento allestimenti di una ‘rampa del tempo’ dove il pubblico farà un viaggio ideale che condurrà dall’oggi al 4000 a.C.;
  2. b) Zona Sud, area sotto il ponte e sala a livello immersivo con utilizzo di tecnologie innovative: si tratta di una sala circolare chiusa, attrezzata per una proiezione che illustrerà la vita delle popolazioni e i riti desumibili dalle ricerche nel sito;
  3. c) Zona Esterna con interventi vari in alcune parti al fine di completare le strutture e le rifiniture del parco archeologico già realizzate.

Le aree rimanenti ancora da realizzare con lotti funzionali successivi sono le seguenti:

  1. I) Zona Nord: Ingresso definitivo con biglietteria ad est; atrio e ingresso sala civica; galleria d’accesso lungo il ponte; revisione passerelle di visita con relativi apparati didattici multimediali, compresa la zona del corridoio; adeguamento definitivo dell’apparato museale (a livello degli scavi) a seguito delle nuove realizzazioni; allestimento della zona museale a livello 0,00 (età del Bronzo, del Ferro e protostoria della Valle d’Aosta) con relativa rampa di accesso; ricerche, sistemazione terreno archeologico, restauri, illuminazione, ecc… della zona del tumulo dell’età del Ferro; allestimenti sala mostre temporanee (a livello 0,00); servizi aggiuntivi; centro direzionale; uffici museo della romanità e tarda antichità; centro studi e documentazione sul megalitismo alpino (tutte a livello + 3,80); +3,8; allestimento sala didattica e sala civica
  2. II) Zona sud e area sotto il ponte: revisione passerelle di visita con apparati didattici e multimediali; sala conferenze con 112 posti a sedere (a quota + 3,80); Valorizzazione dell’area archeologica sud con a) asportazione e protezione reperti; b) ricerche e sistemazione terreno archeologico; c) restauri di reperti e strutture conservati in situ; d) illuminazione del sito; e) creazione di infrastrutture atte alla manutenzione delle testimonianze e piani di frequentazione archeologica. E ancora: allestimento di una sala per mostre temporanee, autonoma accessibile dall’esterno, impiantistica relativa.

III) Zona esterna con realizzazione di un impianto fotovoltaico sulla lanterna, nella zona Nord e presso i parcheggi. Allestimento della grande piazza superiore con rampa di accesso a servizio del quartiere.

Quali sono le tecniche multimediali adottate nel Museo e per quali scopi?

La comunicazione lungo il percorso di visita è corredata da apparati didattici costituiti da pannelli, vetri, e  pavimenti serigrafati, con ricostruzioni di modelli e vetrine di reperti, è adeguatamente supportata dalle seguenti  tecniche multimediali:

Leggii con grafica e monitor ‘touch screen’; proiezioni con filmati che raccontano le complesse attività di ricerca, restauro e valorizzazione del sito; grande schermo trasparente polarizzato tipo ‘holopro’ sul quale è possibile proiettare immagini e filmati che raccontano le fasi della ricerca, ma anche le ricostruzioni del sito e la rappresentazione ipotetica dei riti.

Un’altra installazione tecnologica prevista in progetto e realizzata nel sito è l’illuminazione dinamica della grande navata effettuata con circa 500 faretti appositamente messi in opera, al fine di mostrare il sito in una alternanza tra giorno e notte, costruendo una regia di luce, per far percepire al visitatore il percorso giornaliero del sole e il ritmo del tempo, fino alla luce fredda della luna nella fase notturna. L’intento è quello di restituire al sito l’atmosfera della sacralità originaria.

L’obiettivo progettuale è strategicamente orientato per soluzioni tecnologiche e metodologiche innovative inerenti la comunicazione per immagini ad alto impatto visivo, che consentano di rendere fruibili al grande pubblico ritrovamenti e testimonianze di difficile comprensione anche per l’utente più esperto.

Cosa vi aspettate come ricadute turistiche e culturale dalla sistemazione di questo sito?

Oltre ad adempiere alla primaria funzione di conservazione e tutela di un sito archeologico di straordinaria importanza, quest’opera si propone come elemento di riqualificazione e valorizzazione di un quartiere periferico, e nel contempo quale polo culturale di aggregazione e attrazione turistico- culturale che per il tema storico-archeologico trattato e, grazie al fascino del sito, non potrà che assumere una valenza e una importanza di livello europeo.

Questo intervento in particolare, come altri sul patrimonio culturale realizzati negli ultimi anni in Valle d’Aosta, si inquadra in un più ampio progetto politico-strategico, promosso dalla Regione, tendente alla realizzazione di un processo di valorizzazione, al fine di attuare la fruizione pubblica allargata per il maggior numero di monumenti e siti di interesse culturale presenti sul territorio. Tale indirizzo viene attuato insieme alle strategie di valorizzazione del patrimonio immateriale, e anche accanto ad altre manifestazioni, al fine di ampliare e diversificare l’offerta turistico culturale della Regione.

In tal senso si intende la valorizzazione, come parte fondamentale della progettazione culturale, che ha il suo avvio nella ricerca e nella conservazione, e il cui obiettivo primario è senza alcun dubbio quello di favorire e promuovere la conoscenza e/o coscienza del patrimonio culturale a tutto vantaggio di alcuni (degli) addetti ai lavori, ma anche del grande pubblico interessato.

 

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