martedì, Settembre 21

Dal Caucaso ad Aosta: il passato che ritorna field_506ffb1d3dbe2

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Ci può illustrare la sequenza cronologica dei ritrovamenti nel sito di Saint Martin de Corléans?

Nell’area attualmente presentata al pubblico si conservano in situ testimonianze archeologiche dal 4000 al 1100 a.C. La prima manifestazione di attività umana è costituita dalle arature cultuali eseguite su tutta l’estensione del sito; la datazione è posta intorno al 4200 a.C., sulla base di confronti stratigrafici con le fosse circolari che hanno tagliato l’aratura e che costituiscono la manifestazione successiva.

All’inizio del terzo millennio si passa agli allineamenti di 24 pali lignei rituali, interpretati come totem, e di 46 e più stele antropomorfe, datate a partire dal 2800 a.C.. Elementi di spicco della grande statuaria preistorica, le stele sono di altissima qualità tecnica ed espressiva e raffigurano presumibilmente capi guerrieri, eroi o divinità. Con i pali esse formavano un vero e proprio santuario a cielo aperto.

Dalla metà del III ai primi secoli del II millennio il sito assume funzione di necropoli: un monumentale dolmen si innalza al centro dell’area di scavo, posato su una piattaforma triangolare in pietra che ricorda una nave funeraria. Successivamente viene circondato da altre tombe megalitiche, di dimensioni minori, costruite riutilizzando stele antropomorfe abbattute.

In altre zone dell’area sono presenti: tracce dell’età del Ferro, come il tumulo circolare databile tra IX e V secolo a.C., quindi abitati e necropoli di epoca romana, sino a tombe medievali, probabilmente in relazione con la chiesa di Saint-Martin-de-Corléans, citata per la prima volta in un documento del 1176.

Quali popolazioni si sono succedute nel sito di San Martin de Corleans?

Le analisi antropologiche sono ancora in corso, ma si può segnalare che le tombe di Saint Martin contengono resti di almeno 66 individui, sia adulti, principalmente di sesso maschile, che bambini, inumati e cremati. Il quadro biologico mostra una popolazione abbastanza omogenea nelle forme craniche, caratterizzate da morfologie corte e larghe, tipiche delle popolazioni campaniformi dell’Europa settentrionale.

Che connessioni esistono fra i resti della tomba o delle buche del palo e delle stele e i dati astronomici rilevati dagli studiosi?

Conoscenze astronomiche, tuttora in fase di revisione, sono state ipotizzate in relazione agli allineamenti delle buche di palo, delle stele e delle tombe. Si è pensato che siano stati posti in punti significativi per misurare e segnare sull’orizzonte montagnoso il sorgere o della Luna, o del Sole, o di alcune stelle in determinati periodi dell’anno.

Come avete utilizzato i fondi europei e per quale ammontare?

Le aree funzionali realizzate e aperte  al pubblico il 24/6/2016 con i fondi POR-FESR 2007/2013 (per un totale di € 6.000.000) sono:

Zona dell’area archeologica  (grande navata di 50×50 mt circa senza appoggi intermedi) con relativa illuminazione e regia; Museo archeologico del sito (a livello dello scavo archeologico); Ingresso biglietteria ovest; Sistema di percorsi con passerelle e apparati didattici (con l’ausilio di tecnologie multimediali innovative).

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