lunedì, Maggio 16

Dal ‘1984’ di Orwell al ‘2024’ che ci aspetta 2024. Cronache del futuro prossimo venturo

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Ripensando al ‘1984‘ di George Orwell, drammatica proiezione del suo presente su di un futuro distante poco più di un trentennio, noi possiamo al massimo prefigurare un futuro che ci attende a ben più breve gittata, diciamo un ‘2024‘ giusto per indicare un termine prossimo venturo.

Avevamo provato a ragionarci ed ipotizzare con ‘“I virus non esistono” e il 2024‘ (contenente, tra l’altro tutti i necessari ed opportuni riferimenti storicotemporali per chiarire testo, contesto e rapporto con la contemporaneità del profetico capolavoro orwelliano). Era l’11 ottobre dello scorso anno. Il 2021. Ora siamo al 18 marzo 2022, sono passati appena appena più di cinque mesi. Ed è già un’Era fa. L’ipotizzato 2024 della nostra distopia era dietro l’angolo allora, figuriamoci ora.

La follia collettiva riepilogata in ‘Putin e No Vax: una faccia, una razza‘ di mercoledì 16 marzo 2022, e la paura dell’imminente imprevedibile futuro di ‘Putin, Gorbaciov, Trump e il console Hertz‘ del 17 (entrambi di Gabriele Paci) tracciano le coordinate fondamentali cui rifarsi. Ché oggi il ‘1984’ di Orwell, patente progenitore di questa nostra piccola narrazione a ridotto scarto temporale, appare un florilegio di ottimismo. Quel romanzo veniva definito, e sin dalla copertina della prima edizione del 1949, ‘a novel‘. Termine di apparentemente semplice in realtà ardua traduzione italiana, quello che più gli si avvicina è il nostro analogo, e pirandelliano, ‘novella’. Ma se abbiamo avuto un duemila anni fa la primigenia ‘buona novella‘ (l”eu angelion’, il ‘buon annuncio’, la ‘buona notizia’, insomma l’Evangelion detto anche Evangelo o Vangelo) sia la sua che ogni nostra imminente novella sembrano delinearsi come ‘cattiva novella’.

E poi la sua è ormai una narrazione che per quanto potentemente anticipatrice appare ormai fortemente datata. Ed Orwell, che all’epoca pareva un pessimista, col senno di poi può passare per un ilare ottimista. Oggi ci si consegna spontaneamente al controllo, anzi al Controllo. E lo spazietto di libertà miracolosamente fuori dall’angolo delle telecamere che il protagonista Winston Smith riusciva a procurarsi non c’è praticamente più. Quanto a Julia ed al Partito… E lo stesso apparentemente terribile Grande Fratello è divenuto ilare rappresentazione di morbose pulsioni cui masse di morti di fama e morti di fame gioiosamente aspirano, come le falene la fiamma. Cioè ancor più terribile. Quella narrata da Orwell, in somma, era una dittatura all’antica. In qualche modo rassicurante. Quella in corso, e gli anni che ci attendono, tra virus Covid-19 (forse) uscente e nuovi virus (quasi certamente) entranti, con assassini a piede libero sul fronte antivaccinista e sul fronte antiucraino, prefigura il rischio di dover rimpiangere i ‘buoni’ vecchi dittatori criminali di una volta.

(Per doveroso riconoscimento molti, e fondamentali, spunti del presente pezzo provengono direttamente a ‘L’Indro’ dalla lucida intelligenza di Barbara Alberti. Specie quelli sull”Orwell oggi’ a fronte dello sviluppo ed evoluzione di Media, Televisione e Social. Che poi lei stessa sia pure andata a dar spettacolo di sé, seppur dignitosamente, anche al ‘Grande fratello’ televisivo, edizione italiana, rappresenta uno dei paradossi della vita. Del resto chi è senza peccato…).

2024. CRONACHE DEL FUTURO PROSSIMO VENTURO /2 (continua)

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