giovedì, Luglio 29

Daína Chaviano, tra il fantastico e la realtà Una delle migliori scrittrici cubane

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Laureata in lingue e letterature straniere, è una delle scrittrici cubane più vendute in patria e all’estero, stiamo parlando di Daína Chaviano. I suoi principali campi d’interesse sono il fantasy e la narrativa fantastica. Non disdegna scrivere narrativa tradizionale e opere più letterarie dotate di stile poetico e surreale. I temi affrontati vanno da mitologia, erotismo, storia antica, sociologia, parapsicologia, politica, fino alla magia. Tra le opere più importanti citiamo il ciclo La Habana oculta, composto dai romanzi El hombre, la hembra y el hambre, Casa de juegos, Gata encerrada e L’Isola degli Amori Infiniti (il solo pubblicato in Italia, da Mondadori, nel 2007, tradotto da Claudia Fezzardi). L’Isola degli Amori Infiniti riscuote grande successo. Premio Florida Book Awards 2006, come miglior libro pubblicato negli Stati Uniti. Tradotto in 25 lingue, è il romanzo cubano più tradotto di tutti i tempi. Daína Chaviano vive negli Stati Uniti dal 1991. Ci ha concesso questa breve intervista.

Cosa pensa del problema ISIS e di quel che sta succedendo in Francia e in Belgio?

Credo che Francia e Belgio stiano perdendo la battaglia contro l’ISIS. Nessuno di quei paesi, come altri europei, ha saputo prendere le misure necessarie per ottenere l’integrazione civile dei musulmani con il resto della società. Permettere l’esistenza di quartieri chiusi o di ghetti musulmani è estremamente pericoloso perché quei territori diventano luoghi dove si creano estremisti. Francia e Belgio si trovano in posizione difensiva di fronte alla possibilità di nuovi attacchi. È come se gli estremisti musulmani fossero i custodi delle regole civili di quei paesi, invece del contrario. Lo so che nessun paese è al sicuro dal terrorismo attuale, ma si possono prendere alcune misure per non concedere vantaggi ai terroristi. Gli Stati Uniti, per esempio, non hanno quartieri musulmani, anche se nel loro territorio ci sono tre milioni di arabi. I musulmani vivono mescolati e integrati al resto della popolazione. Uno scambio culturale continuo nelle scuole e nei luoghi di lavoro dove s’incontrano con persone di altre etnie e religioni è il miglior sistema per tarpare le ali all’estremismo.

Che cosa ne pensa del cambiamento a Cuba, in particolare dopo la visita di Obama?

La visita di Obama a Cuba è stata un passo decisivo verso una possibile trasformazione dell’isola. Il presidente nordamericano ha messo sul tavolo in modo chiaro la sua proposta di collaborazione per aiutare a risollevare Cuba dal disastro economico in cui si trova. È però triste che poche ore dopo questa offerta, sia comparsa sulla stampa cubana una lettera firmata Fidel Castro che disprezzava e condannava tale aiuto. A mio parere il cambiamento a Cuba dipenderà solo da quel che il governo vorrà fare, perché non penserà certo ai desideri della gente e alle necessità del popolo.

Come vede il futuro di Cuba? Crede in un domani di democrazia, diritti umani, libertà di stampa e di opinione?

Dopo oltre mezzo secolo di dittatura, sarà piuttosto difficile mettere in marcia il paese. Non solo si dovranno ristabilire democrazia, diritti umani, libertà di opinione e di stampa, sconosciute dalle nuove generazioni, ma si dovrà insegnare ai giovani a vivere secondo regole civiche ed etiche diverse. Ritengo che servirà molto tempo per poter raggiungere un simile risultato.

Ci parli dei suoi libri.

Quando vivevo a Cuba, ho pubblicato libri di fantascienza e fantasy che presentavano elementi mitologici e magici. Dopo essermi trasferita negli Stati Uniti, ho cominciato a esplorare altri generi, senza abbandonare gli elementi mitologici e fantastici. Ogni libro che scrivo è una sfida personale. Non mi piace ripetermi perché mi annoio. Per questo, ogni volta che comincio un progetto letterario cerco di occuparmi di un tema che non ho mai sviscerato. Mi piace lavorare con strutture narrative che mi consentano di giocare contemporaneamente con varie trame e sottotrame. Ho sperimentato diverse strutture narrative, ma mi sono sempre posta come condizione che il lettore non si perda nella struttura e che non fatichi troppo per capire la storia.

Il suo maggior successo commerciale.

Senza dubbio, il mio romanzo L´isola degli amori infiniti. In tale opera ho affrontato un tema che prima non era stato mai toccato in letteratura: l’importanza della cultura cinese all’interno della cultura cubana, inclusi costumi, proverbi e cibi. Tutto questo ha avuto inizio alla metà del secolo XIX, quando migliaia di immigrati cinesi arrivarono sull’isola, in fugga dalla guerra e in cerca di nuove opportunità. Questi immigrati finirono per mescolarsi con i neri e con i discendenti degli spagnoli. Da tale fusione culturale e razziale nacque quella che oggi chiamiamo nazione cubana. In sintesi, si tratta della storia di tre famiglie nel corso di 150 anni, la cui narrazione si alterna a una trama contemporanea dove una giovane immigrata cubana, che vive negli Stati Uniti e lavora come giornalista, indaga su una casa fantasma che appare e scompare nella città di Miami. Questo romanzo è stato tradotto in 25 lingue ed è stato venduto in 40 paesi, Italia compresa, pubblicato da Mondadori.

Cosa pensa del fenomeno Yoani Sánchez e dei dissidenti in generale?

Yoani è una donna che ammiro molto. La sua serenità e il suo discorso pacifista sono riusciti a neutralizzare la violenza del regime contro la sua persona. Per questo motivo ha ottenuto un risultato insperato: il governo le permette di fare un discorso indipendente da quello ufficiale. Tuttavia, i suoi reportage e le sue opinioni non si conoscono all’interno dell’isola, perché il suo portale è bloccato dal governo e si può leggere soltanto fuori da Cuba. Il resto dei dissidenti, salvo due o tre eccezioni, continua a essere oggetto di repressione, minacce, percosse quotidiane e arresti. Non comprendo come il governo non si vergogni di usare tali metodi contro la sua popolazione. Guadagnerebbe moltissimo agli occhi del mondo e del suo stesso popolo se lasciasse i cubani liberi di esprimersi e concedesse loro tutte quelle libertà comuni al resto del mondo, come il libero accesso a Internet e la possibilità di entrare e uscire liberamente dal paese, senza dover chiedere permessi speciali, basati sull’ideologia di ogni persona.

 

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