giovedì, Settembre 16

Daesh dietro l’incendio di Londra?

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Le immagini della torre in fiamme, a più di una persona ha ricordato quelle dell’11 settembre. Le stime parlano di 12 morti e 76 feriti al momento, mentre la Farnesina ha dichiarato che gli italiani dispersi sarebbero due. Inizialmente si è parlato di un palazzo a rischio e mancanza di controlli, ma ai microfoni di ‘Radio24Beatrice Antonini dell’agenzia immobiliare Real Estate Genius ha dichiarato: «Noi facciamo ogni tre mesi dei controlli negli appartamenti e ci aggiorniamo coi proprietari e col sindacato che gestisce la torre. Tutti i controlli erano normali e non si capisce cosa sia successo».  Vista l’escalation di terrore che ha insanguinato il Regno Unito fino ad oggi, e viste le similitudini della scena con le Twin Towers di New York, ci si chiede se, dopo i camion, le bombe e i coltelli, ci fossero prove dell’uso del fuoco nelle strategie militari di Daesh. Gli analisti da noi sentiti ci hanno confermato che, anche se al momento non ci sono prove di un coinvolgimento di Daesh nell’incendio della torre, l’utilizzo del fuoco come strumento di terrore, da parte dell’IS è ampiamente documentato.

Nel numero di ‘Rumiyah’, la rivista dello Stato Islamico, di gennaio, i jihadisti avevano lanciato una nuova strategia per colpire gli infedeli, il fuoco.

«È un’opzione rapida per coloro che intendono aderire alla nostra campagna contro gli infedeli. È una strategia che non richiede l’utilizzo di armi, come avvenuto a San Bernadino ed Orlando né di veicoli come quelli utilizzati in altri attacchi. Con alcuni materiali semplici e facilmente infiammabili, si può facilmente terrorizzare un’intera Nazione».

Nell’articolo ‘Just terror tattics’, viene spiegato in che modalità è possibile utilizzare il fuoco nella realizzazione di attacchi terroristici. Secondo Daesh gli obiettivi dovevano essere luoghi non controllati dalle forze dell’ordine come «case, condomini, aree forestali adiacenti alle zone residenziali, fabbriche che producono automobili, ditte di abbigliamento, stazioni di servizio, ospedali, bar, discoteche, locali notturni, banche, autosaloni, scuole, università, ma anche chiese, templi e moschee sciite».

Daesh ricorda poi che «materiali infiammabili sono diffusi ovunque e fanno parte della vita di tutti i giorni, quindi gli attacchi incendiari sono estremamente difficili da prevenire. La benzina può essere acquistata in qualsiasi stazione di servizio locale e rappresenta, quindi, una procedura che non dovrebbe destare alcun sospetto, in quanto è abbastanza comune acquistare benzina». Daesh consiglia anche il momento ideale per appiccare il fuoco: di notte, quando le persone dormono, all’interno delle proprie abitazioni. Altra circostanza in comune all’episodio londinese.

Come detto dalle fonti da noi sentite, vicine all’antiterrorismo, al momento non ci sono prove che collegherebbero Daesh o altre fazioni Jihadiste al fatto, soprattutto perché, non vi è stata ancora alcuna rivendicazione.

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